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lunedì 30 gennaio 2012

Invito al massacro - zerosei

Eccovi un'altra vignetta estrapolata da una tavola di Invito al massacro, il nuovo fumetto che ho realizzato assieme con Davide Garota e che sarà pubblicato da Tunuè per il Napoli Comicon 2012 alla fine di Aprile.
Come nell'anteprima zeroquattro vediamo il protagonista, che qui ha appena finito il turno di lavoro e si dirige verso la fermata dell'autobus con cui tornerà a casa... Cliccando sui tag "nuovo fumetto" o "invito al massacro" è possibile ripercorrere tutti i post con le varie anticipazioni. Con Davide Garota, finite tutte le correzioni e revisioni, abbiamo consegnato il materiale alla Tunuè prima delle feste (centoventi tavole a colori e letterate, la copertina e un certo numero di illustrazioni che fungeranno da corredo per il libro).
Curiosamente in fase di rilettura ci siamo accorti di un dettaglio in odor di zolfo.
Il fumetto è composto da seicentosessantasei vignette. Dico: 666, il numero del diavolo! Coincidenza davvero singolare. Pare infatti che, in casi come questi, leggendo il libro al contrario si possa evocare il demonio. Roba buona per Dylan Dog. L'ho sempre detto d'altronde che durante la lavorazione sono successe cose un sacco strane...

venerdì 27 gennaio 2012

Giorno della memoria

La Repubblica italiana riconosce il giorno 27 gennaio, data dell'abbattimento dei cancelli di Auschwitz, "Giorno della Memoria", al fine di ricordare la Shoah (sterminio del popolo ebraico), le leggi razziali, la persecuzione italiana dei cittadini ebrei, gli italiani che hanno subìto la deportazione, la prigionia, la morte, nonché coloro che, anche in campi e schieramenti diversi, si sono opposti al progetto di sterminio, ed a rischio della propria vita hanno salvato altre vite e protetto i perseguitati.
Recita così la legge con cui il Parlamento Italiano istituì nel 2000 il Giorno della memoria. Oggi si ricorda il 27 Gennaio del 1945 quando l'Armata Rossa arrivò ad Auschwitz liberando il campo di concentramento.
Non essendo convinto assertore dell'idea che i fumetti debbano raccontare solo i personaggi famosi morti in circostanze tragiche ed esemplari, tra il 2007 e il 2008, ispirandomi ad alcuni articoli di cronaca storica e ai ricordi di guerra dei nonni, composi il soggetto e la sceneggiatura di Nessun ricordo, un romanzo a fumetti illustrato da Luca Patanè e pubblicato da Tunuè nel 2009.
Nessun ricordo si rifà alle storie vere degli italiani immigrati in Germania durante il nazismo che furono internati nei lager di rieducazione e lavoro. Tanti operai, persone comuni finite nell'oblio della dimenticanza collettiva. Di loro non era rimasta nessuna memoria, condivisa intendo, ad eccezione infatti di alcuni storici e ricercatori nessuno si era occupato di quelle esistenze invisibili: fu allora che avvertii l'esigenza di scrivere Nessun ricordo.
Il fumetto racconta la vicenda di Turi Barresi, emigrato in Germania dalle campagne siciliane e internato in un lager di rieducazione e lavoro. Nella storia emerge anche il rapporto conflittuale che il protagonista instaura con un suo nipote. Con questo libro, tra i finalisti del Gran Guinigi 2009, ho un legame particolare. Veniva dopo Ti sto cercando e avevo l'obiettivo di fare un lavoro più solido. Credo di esserci riuscito.

mercoledì 25 gennaio 2012

Hicksville

La riedizione del graphic novel Hicksville di Dylan Horrocks, pubblicata in questi giorni sempre da Black Velvet, mi offre l'opportunità di scrivere qualcosa su questo straordinario fumetto che avevo letto all'epoca della prima edizione italiana, nel lontano 2003 per l'esattezza. Ho riletto Hicksville in questi giorni e mi ha colpito e coinvolto come solo i veri capolavori del fumetto sanno fare, rapito e preso come fosse la prima volta. Come scriveva Seth nell'introduzione alla prima edizione: "Hicksville è il porto franco dei sogni infranti".

La passione per i fumetti emerge dalle pagine, Horrocks sente visceralmente la storia che racconta spinto da una irrefrenabile urgenza espressiva. Quella necessità narrativa che è sempre alla base dei buoni libri. La scrittura è coinvolgente e articolata. Il segno fresco e immediato. Tutto ciò pone Hicksville ben al di sopra della media delle pubblicazioni a fumetti e non. Hicksville è proprio una lettura imprescindibile, un classico contemporaneo. Leggetelo!

lunedì 23 gennaio 2012

Vincenzo Consolo

Quest'anno è iniziato male per gli scrittori, dopo la dipartita di Carlo Fruttero la comare secca si porta via pure Vincenzo Consolo.
Ho letto il suo romanzo più noto, Il sorriso dell'ignoto marinaio, una decina di anni fa. Il tempo scorre dannatamente in fretta quando hai molte cose interessanti da leggere.
Rimasi subito profondamente colpito dalla scrittura sublime di Consolo. Egli canta. Il suo è un linguaggio ricercato, ricco di sfumature, cambi di tono, passaggi aspri e finezze delicate. Ripeto, egli canta. Nel suo lessico si mescolano parole dalla provenienza disparata che vanno a formare un quadro armonico di rara bellezza. Gran bel libro. La storia, per quanti non l'avessero letto, si colloca durante i moti risorgimentali in Sicilia e prende spunto da un ritratto di Antonello da Messina (quello che vedete qui vicino), che mostra un individuo losco e mellifluo, sinistro e mefistofelico di identità ignota (a me è sempre sembrato il Diavolo!), il cui ritrovamento innesca il narrare del romanzo di Consolo, una storia densa di tensione civile, racconto che si insinua nel contesto politico e sociale dell'epoca e che non manca tuttavia di rimandare al presente.
Ho avuto modo di vedere Consolo di persona poco più di un anno fa, a Bologna, in occasione di un incontro tenuto all'Archiginnasio. Il volto scavato, la mente lucida. Gli occhi neri e puntuti. La voce ferma e decisa. Consolo scriveva libri di vera bellezza. E raccontava storie uniche. Un modello di rigore etico ed estetico. Esponente di un modo di intendere la scrittura e la letteratura che sta scomparendo. Mi ero ripromesso di leggere altri libri suoi. Ci mancherà. Quest'anno è iniziato male per gli scrittori.

venerdì 20 gennaio 2012

Clerks



Clerks, la pellicola di Kevin Smith del 1994. Oh! In questi giorni di tumulti e rivolte questa scena mi viene in mente spesso. Ne ho sentite talmente tante... che davvero non si può non pensare alla miopia o in alternativa alla malafede.
Kevin Smith, grande appassionato di fumetti, in seguito iniziò a collaborare con Marvel e DC Comics (Spiderman, Daredevil, Green Arrow e Batman). Clerks lo vidi una sera d'estate in un cinema all'aperto, avrò avuto all'incirca diciotto-diciannove anni. Divenne immediatamente un film di culto. Naturalmente uno dei miei preferiti di sempre. Al solito non si potè fare a meno però di leggere sui giornali commenti banali e scontati come "il film sulla generazione X". Clerks è molto di più.

mercoledì 18 gennaio 2012

Inland Island

Leggendo Niente trucchi, il blog di Michele Petrucci, mi sono imbattuto in alcuni post in cui Michele tirava fuori dal cassetto dei vecchi progetti (es. Palla di fango) che non è riuscito a pubblicare. Così mi sono tornati in mente certi progetti miei che hanno fatto la medesima fine e di cui mi ero quasi del tutto dimenticato, più che altro non ci pensavo più ecco, d'altronde credo sia normale forse rimuovere il ricordo delle cose che non hanno funzionato. Mi sono detto che forse era bene dargli una degna sepoltura. Inauguriamo qui allora questa sorta di "cimitero" dei fumetti mai nati con un progetto che avevo delineato assieme a Luca Patanè, il disegnatore con cui ho realizzato i romanzi a fumetti Ti sto cercando e Nessun ricordo.
Il progetto si intitolava Inland Island - L'isola interiore. L'ideazione risale al 2008/09, avevo scritto il soggetto e steso otto pagine di sceneggiatura che Patanè aveva illustrato a colori (nell'immagine potete vedere un esemplare). Proponemmo il progetto a diversi editori ma senza esiti positivi. Il protagonista era un agente segreto con un passato oscuro e che si trovava coinvolto in una faccenda misteriosa ai limiti del paranormale - una sorta di X-Files all'italiana - si, qualcosa di profondamente diverso rispetto agli altri lavori che avevo fatto. Perchè non è andata? Bah! Vallo a capire... male che vada non se ne fa niente, dico sempre a me stesso, ma quando si propone un progetto in valutazione è sempre un terno al lotto. Inland Island riposa in pace. Amen!

lunedì 16 gennaio 2012

La donna della domenica

Ho letto La donna della domenica solo un paio di estati fa, perciò ho un ricordo ancora fresco e vivido, ma non solo per questo, naturalmente è un buon libro, una scrittura che rimane impressa e per me che ho sempre avuto un'attrazione fatale per le storie misteriose nelle varie declinazioni che il mercato librario conosce (noir, giallo, poliziesco, polar, detective story, kriminal roman, hard boiled...) leggerlo era un dovere e un piacere allo stesso tempo. Gli autori del romanzo sono Carlo Fruttero e Franco Lucentini, due nomi che pacatamente hanno accompagnato le letture di diverse generazioni di appassionati avendo collaborato a più riprese alla stesura di romanzi molto amati, nonchè a svariate traduzioni di libri di genere molto popolari e alla direzione per venti anni e oltre della storica rivista di fantascienza Urania. Franco Lucentini morì a Torino, una decina di anni fa, in circostanze tragiche - una morte che fatalmente ricordava quella che era stata per Primo Levi e Cesare Pavese. Carlo Fruttero invece è scomparso solo ieri, in silenzio. Le loro vite lasciano come grande eredità il modello di un lavoro intellettuale condotto con grande passione e competenza, l'esempio di una scrittura sobria, puntuale e suggestiva, accurata e di grande immediatezza. La donna della domenica, che negli anni è diventato un classico del giallo all'italiana, racconta l'indagine del Commissario Santamaria sull'omicidio dell'architetto Garrone, un individuo losco che conduce una vita di squallidi espedienti ai margini dell'alta borghesia torinese, trovato ucciso nel suo pied-à-terre con il cranio sfondato da un fallo di pietra... Leggetelo, non ve ne pentirete. (nell'immagine, una litografia di Jean-Pierre Cassigneul)

venerdì 13 gennaio 2012

Tavola rotonda sul fumetto


Il Comune di Siracusa, Verba Volant Edizioni e Biblios Café hanno organizzato nel capoluogo aretuseo la Settimana del Libro, che si concluderà giorno 15 Gennaio.
La manifestazione vede incontri tematici e dibattiti con editori tradizionali e digitali articolati in vari momenti e la presenza di alcuni autori siciliani.
Gli editori presenti sono: VerbaVolant, Ottavio Navarra Editore, Morrone Editore, Emanuele Romeo Editore, Discovery Edition, Lettera Ventidue.
Inoltre parteciperanno le riviste OH Magazine e Tribeart.
Il calendario degli incontri, disponibile qui, prevede per giorno 14 alle 18.30 presso L'Antico Mercato di Ortigia una tavola rotonda sul fumetto, a cui il sottoscritto è stato invitato a intervenire con Angelo Orlando Meloni, Seby Spicuglia e gli autori di Psicometrica Simone Brusca e Giacomo Pilato.
Insomma, l'occasione per una passeggiata a Ortigia, il suggestivo centro storico di Siracusa, l'antica capitale della Magna Grecia, lasciandosi trasportare da nerd-deliri... Obladìobladà!

mercoledì 11 gennaio 2012

Linea d'ombra


In Italia dove può arrivare uno sceneggiatore di fumetti? Che influenza potrà avere? Quanto conta quel che scrive? Stando ai fatti, cioè guardando la storia del fumetto in questo paese, gli sceneggiatori hanno avuto come maggiore punto di approdo la titolarità di una serie da edicola, magari premi prestigiosi, la ristampa e la pubblicazione all'estero. Questi traguardi sono accompagnati a volte da un grande successo commerciale in termini di vendite e royalties - fenomeno limitato alle sole produzioni per le edicole, dato che il fumetto in libreria non ha mai fatto grandi numeri. Quindi uno sceneggiatore che scrive per un editore che produce fumetti per le edicole ha come apice la titolarità di una serie di successo commerciale (gli esempi sono tanti) e come minimo la collaborazione fissa per una testata da edicola. Si tratterebbe di una gamma abbastanza ampia di possibilità tuttosommato, se non fosse che gli editori che producono fumetti per le edicole sono in numero assai minore rispetto al passato. Insomma, non è facile inserirsi di certo ed è dura giocare le proprie chances.
E quando invece uno sceneggiatore di fumetti si dedica solo alle produzioni da libreria? Col formato del graphic novel il massimo a cui potrà puntare sarà un riconoscimento critico e l'edizione estera. Magari l'esaurimento della prima tiratura - in genere mai meno di mille copie o più di tremila - e il lancio di una riedizione. Un effimero successo commerciale. Nessuno me ne voglia, ma nel graphic novel non trovo sceneggiatori italiani che abbiano raggiunto o superato questi traguardi tutti assieme e da paragonare a autori-disegnatori di punta come Gipi o Manuele Fior, per esempio. Nel fumetto da libreria e col graphic novel fino a questo momento conta l'autore che disegna, lo sceneggiatore di punta non pare sia emerso, è un uomo nell'ombra.

lunedì 9 gennaio 2012

Blacksad

Giunta è l'ora di scrivere qualcosa su Blacksad, il fumetto degli spagnoli Juan Dìaz Canales e Juanjo Guarnido. Protagonista è John Blacksad, un gatto nero-detective privato che si muove sullo sfondo degli Stati Uniti degli anni cinquanta. Tutti i personaggi sono animali antropomorfi, e lo sono nella misura in cui l'animale che incarnano rispecchia il loro carattere.
A tutt'oggi sono stati prodotti quattro album in Francia, editi da Dargaud (Da qualche parte fra le ombre, Arctic Nation, Anima Rossa e L'inferno, il silenzio) e tradotti in molti paesi esteri - tra cui l'Italia. Blacksad è quello che si definisce un fumetto di successo. Bestseller, giudizi lusinghieri sia dalla critica che dai lettori. Premi e riconoscimenti. Quando un autore tocca questi livelli può davvero dirsi arrivato. Blacksad è destinato a restare nella storia del fumetto come certi illustri predecessori (vedi Corto Maltese o Tin Tin ad esempio). Si tratta di lavori perfetti. Non c'è molto da aggiungere. Le sceneggiature sono precise, misurate. Le illustrazioni meravigliose e suggestive. Se proprio volessi muovere una critica direi che le storie, per quanti hanno familiarità con l'universo narrativo di Raymond Chandler, sanno di minestra riscaldata. John Blacksad è Philippe Marlowe. Entrambi detective rudi e sofisticati. Liberi e soli. Disincantati e idealisti. E tutti i personaggi di contorno sembrano presi dai romanzi di Chandler. Se proprio volessi spaccare il capello in quattro potrei dire che i disegni sono troppo densi e ricchi per un fumetto: richiedono una elaborazione lenta che frena la lettura. Ciò detto per onestà intellettuale, per il resto Blacksad è un perfetto capolavoro.

mercoledì 4 gennaio 2012

Un bravo editor è oro puro

"Un bravo editor è oro puro", così scriveva l'altro ieri Onofrio Catacchio, talentuoso disegnatore di fumetti, commentando il post precedente sulla mia bacheca Facebook.
Ebbene sì, a proposito di narrazione sequenziale, la valutazione andrebbe mirata al complesso di sceneggiatura e illustrazione, testo e interpretazione grafica, ma talvolta le storie a fumetti non girano bene, non reggono, non funzionano. Quando c'è qualcosa che non torna nel fumetto e si avverte uno stridore vuoto il più delle volte è un problema di sceneggiatura o di interpretazione inadeguata del disegnatore. Queste cose può prevenirle un buon editor - o correttore di bozze che dir si voglia - che nello specifico del fumetto dovrebbe avere la capacità di valutare attentamente sia la scrittura che il disegno di un fumetto. Personalmente ho avuto a che fare con diversi editor tra saggistica, fumetto e letteratura. Alcune volte è andata meglio di altre. L'editor deve intuire il talento prima che si manifesti, ma cosa distingue un buon editor? Fermo restando che scrittura e disegno restano prerogativa degli autori, l'editor dovrebbe possedere la capacità di percepire quando una storia non è strutturata al meglio, dovrebbe aiutare gli autori a rimettersi in discussione per far emergere quello che hanno da dire senza sprechi o lungaggini, centrando il focus narrativo. Segnalando i passaggi a vuoto, i trucchi, le insegne luminose, le cose già viste e già dette. L'editor è un buon guardiano. Infine, è necessario che l'autore maturando impari a essere "editor di sé stesso", smetterla di inseguire quel "desiderio informe di partecipare alla festa" per concentrarsi invece sulle cose da dire e sul come dirle. Non omologarsi. Insomma, se un bravo editor è oro puro, un bravo autore è plutonio!

lunedì 2 gennaio 2012

Writers Vs. Pencilers

Un televoto apparso di recente all'interno del più popolare tra i forum italiani dedicati al fumetto (comicus.it) fa riflettere su alcuni aspetti del raccontare a fumetti.
Il questito era: "Writers Vs. Pencilers: dovendo scegliere... se devo proprio, io preferisco"
A) ...una bella storia con brutti disegni;
B) ...dei bei disegni con una brutta storia.
Personalmente penso che nel fumetto i disegni siano l'interpretazione di una sceneggiatura. Gli utenti che hanno risposto A sono in nettissima maggioranza. Quando i disegni non funzionano possono essere due le cause:
1) la sceneggiatura è mediocre;
2) lo sceneggiatore è bravo ma il disegnatore no.
L'ideale, naturalmente, è quando si incontrano un bravo sceneggiatore con un interprete grafico abile. Quando la sceneggiatura è buona, se la storia è bella, funzionerà anche con disegni non eccellenti: una storia a fumetti non regge solo quando la sceneggiatura è molto scarsa. La scrittura rispetto al disegno ha una componente di alchimia maggiore, che non si apprende e si possiede solo come "dote di natura" per certi versi; diversamente il disegno ha una qualità tecnica maggiore che si può migliorare con la pratica e l'applicazione. Insomma, scrittori bravi si nasce mentre disegnatori bravi si diventa. (nell'immagine in alto: Joe Simon e Jack Kirby)