Era il 1988. In quel tempo frequentava le Scuole Medie. Un periodo che a tutt'oggi ricorda con profondo e puro orrore (se Stephen King ha scritto un racconto come A volte ritornano non sarà certo stato per caso).
Era un luminoso pomeriggio d'Aprile quando in casa arrivò il Commodore 64.
Il ricordo di War Games, la pellicola del 1983 di John Badham con Matthew Broderick era vivo e vegeto nella mente del nerdelitico, malato inconsapevole ben inteso, solo anni dopo infatti prenderà consapevolezza della propria condizione, scoprendo quanto in realtà fosse molto diffusa. Ma non divaghiamo.
L'arrivo del Commodore 64 segnò uno spartiacque. C'era un prima e ci fu un dopo. Accanto ai fumetti, ai cartoni animati e ai romanzi d'avventure entrarono in scena i videogame. La storia cambiò, nulla fu più lo stesso. Non si sarebbe più solo limitato ad assistere. Avrebbe dato prova sul campo invece con centinaia di videogiochi, dato la caccia ai fantasmi e ai demoni con Ghost'n'goblins, avrebbe vinto il torneo di calcio con Emlyn Hughes International Soccer, completato tutti i quadri di Giana Sisters e i livelli di Wonder Boy, condotto una battaglia aerea sul Pacifico in 1942 e combattuto avvincenti incontri di arti marziali con Kung Fu Master e International Karate e infine invaso l'Unione Sovietica con Raid Over Moscow. Il tutto grazie a una semplice macchinetta, metà consolle e metà personal computer.
Oggi a volte vorrebbe che tutto fosse di nuovo tanto semplice, allora basterebbe digitare Load per vedere apparire sullo schermo la scritta Press Play on Tape. E tutto andrebbe a posto.
