sabato 4 ottobre 2014

L'uomo di Schrödinger - 01

Il mio prossimo libro è pronto da un pezzo ormai, si tratta di un romanzo a cui ho lavorato negli ultimi due anni e passa. Si intitolerà L'uomo di Schrödinger e come ho anticipato qualche tempo fa ho anche raggiunto e formalizzato un accordo con un editore: si tratta di Verba Volant Edizioni, una piccola casa editrice gestita con grande rigore e fantasia. 
Il romanzo uscirà a Dicembre in concomitanza di Più Libri Più Liberi, la fiera della piccola e media editoria che si svolge tutti gli anni a Roma, e all'interno della collana di narrativa della Verba Volant. Inoltre potrà fregiarsi di una fantastica copertina realizzata appositamente dal talentuoso Alessandro Di Sorbo.
Come ho avuto modo di esprimere altrove, è un obiettivo che perseguivo da diverso tempo e adesso nonostante le cose che ho pubblicato negli ultimi anni a tutt'oggi (saggi, sceneggiature di fumetti, racconti...) mi sento come si trattasse di un nuovo esordio. Di certo si tratterà di un nuovo inizio per certi versi. Spero vorrete accompagnarmi in questo nuovo viaggio. 
L'immagine qui in basso riprende un famoso quadro dei primi anni '40 di Edward Hopper intitolato Nighthawks. 
Quel dipinto è stata tra le mie prime fonti d'ispirazione per questo libro. 
Nelle prossime settimane di tanto in tanto pubblicherò ancora qualcosa relativa al romanzo. A proposito, il protagonista è uno smemorato e la storia si svolge ai giorni nostri. Anzi, non proprio oggi ma domani. Sì, in un futuro prossimo.


sabato 13 settembre 2014

Il prossimo libro



Ho firmato il contratto del mio prossimo libro. E un altro obiettivo è stato raggiunto.
Inizia una nuova avventura, emozionato come fosse la prima volta.

sabato 23 agosto 2014

MareNero numero 1

Ho pubblicato un breve racconto sul numero 1 di MareNero, una rivista illustrata di narrativa del brivido e dell'insolito diretta da Sabrina Deligia e curata da Alda Teodorani.
MareNero è una rivista digitale, leggibile gratuitamente on line, nata pochi mesi fa come supplemento gratuito di MareeOnline.com, e dalla collaborazione tra Sabrina Deligia e Alda Teodorani.
Su MareNero potrete trovarci orrore, macabro, estremo, neo-noir, insolito, lugubre, inquietante, atroce. Inediti, esordienti e autori affermati. Contaminazioni di generi e visioni alterate.
MareNero dimostra ancora una volta quanto gli scrittori italiani siano bravi a raccontare la paura. A mio modesto parere era la rivista che mancava, e esser presente con un mio breve racconto sul primo numero mi rende davvero felice.
La rivista è leggibile e anche scaricabile gratis on line da qui.
A proposito, il mio racconto pubblicato sul numero 1 lo trovate alle pagine 16-19 e si intitola Scolopendra, è ambientato in Giappone e racconta di un bambino che gioca con l'aquilone di notte quando il buon senso consiglierebbe di restarsene al sicuro chiusi in casa. A dormire. Buona lettura.




lunedì 18 agosto 2014

Stalin + Bianca

Stalin + Bianca è un romanzo di Iacopo Barison uscito pochi mesi fa per Tunué, all'interno della nuova collana di narrativa lanciata dagli "editori dell'immaginario" e diretta da Vanni Santoni.
L'autore appartiene a una generazione precedente rispetto alla mia, i nati negli anni '80, e ho trovato molto interessante la storia che racconta proprio per la distanza generazionale del vissuto quotidiano che il testo incarna con naturalezza ma anche con un certo travaglio interiore. Lo scenario che si pone davanti al lettore appunto è quello di un presente continuo, cupo e privo di speranza. Desolante. Non siamo di fronte a una commedia sentimentale romantica e idealizzata. No. I colori sono del tutto assenti in questo romanzo di formazione, dove il lettore che guarderà a quella generazione come una gioventù frivola e superficiale, incapace di guardare al presente senza i filtri di un'applicazione da smartphone, rimarrà spiazzato.
Quello che Barison descrive è il racconto di un mondo giovanile crudo e acido, sullo sfondo di una nazione alla deriva ideologica e sociale, un paese definitivamente al tramonto dove tra il fango e la polvere, le lamiere ritorte e le macerie delle periferie prende luce il rapporto del protagonista, lo "Stalin" del titolo, con la compagna Bianca, una ragazza non vedente.
In un mondo caratterizzato dalle miserie di sempre, questo legame rappresenta qualcosa di tenace e vitale, e la loro fuga d'amore diventa una corsa incontro al domani, alla ricerca di sé stessi.
Dopo tutto, nonostante lo squallore dei tempi, forse vale la pena trovarsi ancora, provare a prendersi per mano. Stringere forte e correre via, incontro al futuro. Qualunque esso sia.

mercoledì 9 luglio 2014

L'Inquieto numero 3

Ho pubblicato un breve racconto sul numero 3 di L'Inquieto, rivista illustrata di letteratura curata da Bernardo Anichini e Martin Hofer.
L'Inquieto è una rivista digitale auto prodotta leggibile gratuitamente on line e allo stesso tempo un prodotto editoriale raffinato e composto con professionalità e attenzione per il dettaglio. Sfogliare, guardare e leggere per credere.
Come ogni realtà indipendente che si rispetti L'Inquieto è un contenitore di energia a alto voltaggio all'interno del quale è possibile rintracciare linguaggi narrativi e visivi originali e disinvolti votati all'insegna della fantasia, dell'immaginazione e dell'ironia.
Sul numero 3 da pagina 82, come scrivevo, tra le altre belle cose da vedere è presente un mio racconto breve e inedito intitolato L'ultima Dea.
Si tratta di un testo in cui ritorno a sviluppare il tema di una esistenza in bilico "tra due mondi" e su equilibri precari (un po' come già avevo avuto modo di fare con il mio racconto intitolato Congedo illimitato, uscito tempo fa su DoppioZero). Anzi, a essere precisi questo tema ritorna spesso nei miei racconti adesso che ci rifletto. Buona lettura. 
N.B. a ogni buon conto, la rivista è leggibile e anche scaricabile on line da qui.


sabato 21 giugno 2014

La quarta persona più importante

Qui su Nerdelite ho già avuto modo di scrivere a proposito dello scrittore Francesco Franceschini, quando raccoglievo le mie impressioni circa il suo romanzo d'esordio intitolato Apocalisse in pantofole. E adesso ritorno a scrivere qualcosa sull'autore di Narni dopo aver letto La quarta persona più importante, il suo secondo romanzo uscito sempre per la dinamica Verba Volant Edizioni di Siracusa, una piccola casa editrice indipendente che occupa ormai uno spazio importante nel settore. A dirla tutta, il libro faceva parte del malloppo di volumi, presi a Roma durante la scorsa edizione di Più Libri Più Liberi, e di cui ho già scritto qui, solo che tra una cosa e l'altra, naturalmente, c'è voluto il tempo che serviva per leggerli e gustarli tutti. Ma diamo un taglio a questo preambolo per passare al romanzo di Franceschini. Rispetto al lavoro precedente La quarta persona più importante è un testo più denso, più maturo e con una lingua strutturata e elaborata. Espressiva e sciolta.
Protagonista del romanzo è Mirka, una ragazzina da poco rimasta orfana dei genitori. Mirka fugge lontano dai nonni, indifferenti rispetto alle emozioni e ai sentimenti della nipote, per intraprendere un viaggio on the road assieme allo zio Ludovico, un immaturo dall'indole bizzarra. Il viaggio diventa una fuga alimentata dal desiderio informe di vivere libera dalle costrizioni degli adulti e dal dolore per la perdita dei genitori, però la possibilità di immaginare e costruire un'altra vita sembra galleggiare in un mare di incertezze e timori e appare priva di una strategia e di obiettivi precisi anche quando le cose volgeranno al meglio.
Con La quarta persona più importante le tematiche che Franceschini sviluppa si fanno stratificate e complesse sfociando in visioni cupe e ambigue che gettano sul finale una luce sinistra e spettrale.
Nel complesso si tratta davvero di un buon lavoro, una lettura che non lascerà delusi i lettori, per altro incoronata da un titolo tra i più felici che mi sia capitato di incontrare negli ultimi anni. 
Nota di merito infine per la magnifica illustrazione di copertina, opera di un Alessandro Di Sorbo sempre originale e sorprendente.


domenica 18 maggio 2014

Intanto anche Dicembre è passato

Intanto anche Dicembre è passato è il titolo dell'ultimo romanzo dello scrittore Fulvio Abbate, uscito lo scorso autunno per i tipi di Baldini & Castoldi.
Fulvio Abbate, autore nato a Palermo, ha all'attivo diversi libri importanti pubblicati nel tempo con vari editori, oltre a esser stato insignito del titolo di Commandeur Exquis de l'Ordre de la Grande Gidouille dal Collège de 'Pataphysique. E se non sapete cos'è la Patafisica (come direbbe il buon Marchese Fulvio Abbate, così infatti suole definirsi): cazzi vostri!
Vive a Roma dove lavora e risiede da molti anni, ma leggendo questo suo ultimo lavoro scopriamo che dell'animo siciliano conserva e esercita, con grande felicità e acume, lo spirito corrosivo eppure disincantato, l'anelito anarchico carico di fantasia e libertà unito a una malinconia struggente per un altrove che non c'è o che forse non è mai esistito, frutto, probabile, di un grande imbroglio giocoso, una rielaborazione letteraria del vissuto e della memoria reiterata per mezzo di un linguaggio immaginifico, una prosa di spirito situazionista, un'affabulazione letteraria accalorata e divertente tramite cui ci racconta (e forse si racconta) una verità che si ricompone più vera di qualsiasi forma di ripugnante vetero-realismo consacrato sull'altare dell'impegno e dell'esistente.
Insomma, siamo di fronte a un piccolo grande capolavoro della letteratura italiana contemporanea, un fottutissimo libro che consiglierei di leggere solo alle persone intelligenti, dacché gli imbecilli continueranno a non capirci una beata minchia e a preferire l'ultimo insipido libretto declamato dal "promoter" di turno.
L'esistente fa schifo, ma la letteratura che pesca da quel flusso di energia, di purezza e di sfrenata fantasia a cui Abbate si abbevera, se non ci salverà dall'oblio per lo meno ci libererà dalle catene di un presente mefitico dove trionfano i buoni sentimenti e il politicamente corretto. La letteratura dei sepolcri imbiancati della cultura ufficiale, per intenderci, dove ciò che viene spacciato per grande bellezza è una presa per il culo. Insomma, aggiungete alle vostre letture Intanto anche Dicembre è passato di Fulvio Abbate. E se non lo apprezzerete vorrà dire che per voi non c'è proprio speranza.