Nella foto qui accanto mi vedete seduto vicino
Khaled Fuad Allam durante l'incontro su Islam e integrazione tenutosi all'interno della rassegna Salone Off del recente
Salone Internazionale del Libro di Torino.
Non si nota, ma fuori pioveva a dirotto (o anche a dirnove, per citare Groucho Marx!)
Come scrivevo l'altra volta, sono stato invitato come autore di
Ti sto cercando, il romanzo a fumetti che ho scritto e sceneggiato per i disegni di Luca Patané e uscito nel 2008 con Tunué.

Per chi non l'avesse ancora letto, il libro racconta le vicissitudini di Alì, un adolescente marocchino giunto clandestinamente in Italia sulle tracce del padre, immigrato irregolare di cui da diverso tempo non aveva notizie. Quando stesi soggetto e sceneggiatura di
Ti sto cercando non avevo alcun intento pedagogico, ma solo tentare di raccontare una storia che fosse piacevole da leggere. Sono stati i lettori, nel tempo, lo testimonia il successo del libro (quasi esaurito), a individuare nella vicenda del giovane Alì qualcosa di emblematico circa la condizione dell'immigrato irregolare nel nostro disastrato paese.
Del resto, l'incontro forse è servito più a me per cercare di capire qualcosa di più sull'argomento, delle parole del professore Fuad Allam mi ha colpito il concetto quasi affettivo di "riconoscimento" dell'altro, senza cui non potrà mai esserci vera integrazione ma solo aspri conflitti sociali. E poi tutti i riferimenti al periodo islamico della storia mia terra, la Sicilia, come quello al poeta arabo-siciliano
Ibn Hamdis o alla
Storia dei musulmani in Sicilia di
Michele Amari, storico e orientalista siciliano.