martedì 18 novembre 2014

L'uomo di Schrödinger - la copertina

A un certo punto mi sono reso conto di non aver ancora comunicato a dovere la copertina del mio romanzo, sì ne avevo parlato in qualche post precedente ma - paradossalmente - non l'avevo mostrata rimandando semplicemente al blog di Alessandro Di Sorbo, il talentuoso illustratore che l'ha realizzata, autore anche di tutte le copertine della collana di romanzi della Verbavolant Edizioni .
A ogni modo, eccovela qui a fianco, in tutto il suo splendore.
La scelta della copertina, com'è facile da immaginare, è stata fonte di un animato dibattito in casa editrice, tuttavia dopo aver visionato e analizzato i pro e i contro di ogni bozzetto giungere alla scelta non è stato difficile.
La soluzione di un incontro tra la corrente surrealista e la componente fantastica alla fine è quella che ci ha convinti di più. Un'immagine che discende direttamente dal surrealismo "alla Magritte" per fondersi con l'energia e le atmosfere irreali delle copertine dei vecchi romanzi di Urania, per intenderci.
Il tutto condito con un subdolo rimando al fatidico "paradosso del gatto di Schrödinger", poiché, come ho già avuto modo di raccontare, il protagonista del romanzo così come il gatto del paradosso sono emblemi dell'indeterminabilità, sono e non sono allo stesso tempo. E come per il gatto si doveva necessariamente aprire la scatola per osservare il suo stato, anche per lo smemorato protagonista bisognerà leggere il libro per scoprire chi è, fino al drammatico finale...

sabato 15 novembre 2014

L'uomo di Schrödinger - 07

Quelli che vedete qui a fianco sono i primi esemplari usciti dalla tipografia de L'uomo di Schrödinger, quelle che in gergo si chiamano "copie staffetta", ovvero le primissime copie a stampa del romanzo prima che inizi la distribuzione vera e propria e che il libro diventi a disposizione dei lettori in libreria.
Ieri sera ho ricevuto direttamente dalla Verbavolant Edizioni questa foto e sono rimasto qualche minuto a osservare in silenzio. A godermi la sensazione.
La verità è che non sapevo cosa pensare. Vedevo condensati in un'oggetto di carta tre anni circa di lavoro e le ore trascorse a pensare, immaginare, fantasticare, scrivere, riscrivere, correggere mi sono passate davanti tutte. Una per una. 
Ho pensato che si trattava di tempo sottratto a cose forse più importanti e mi sono vergognato come un ladro, per un momento. Questo non è un romanzo, ma un corpo del reato, pensavo. La prova tangibile di esser venuto meno ai doveri dell'essere adulto che questa realtà mi impone. 
Poi invece mi sono reso conto che questo libro incarna la mia ostinazione a immaginare quello che ancora non esiste. A fantasticare come farebbe un bambino. A rifiutare la realtà. Questa realtà gretta e meschina. Questa realtà che mi fa schifo. 
E no, questo libro ancor più dei precedenti non è frutto della forza di volontà, ma della voglia di fare un dispetto. Poiché non c'è peggior cattivo di un buono che diventa cattivo. 
E ora, a dispetto di tutto, eccovi L'uomo di Schrödinger. Parola delle nostre parole. Storia delle nostre storie. Offerte in dono per voi. Prendetene e leggetene tutti e sarete liberi almeno per qualche ora da questa maledetta realtà. Ci aggiorneremo presto. Ne vedremo delle belle.

mercoledì 12 novembre 2014

L'uomo di Schrödinger - 06

Les amants, René Magritte, 1928
Come scrivevo l'altro giorno L'uomo di Schrödinger è in fase di stampa. Anzi, la fase di stampa pare che volga al termine. Cioè, fra non molto l'oggetto-libro sarà pronto. Paura mista a un'informe esaltazione.
Dalla Verbavolant Edizioni mi fanno sapere che in queste ore anche la pratica ISBN sarà terminata e a breve il libro apparirà nei cataloghi on line dove potrà già essere prenotato.
Io non so da dove sia giunto L'uomo di Schrödinger. Quando ho iniziato a scrivere avevo già accumulato un insieme di idee nella mia testa, ne avevo focalizzato il nucleo, ma poi la scrittura segue vie inaspettate e i personaggi che sono scaturiti e le situazioni narrative che sono venute a formarsi lo hanno fatto in modo spontaneo e inconsapevole. Per quanto più o meno immaginavo dove sarei andato a parare e in quale gorgo oscuro stesse precipitando il protagonista, lo sviluppo non è stato uno schema a tavolino ma assomigliava più a un gioco a rimpiattino tra me e una presenza intangibile che non saprei come definire. Un po' come avviene al protagonista del romanzo, affetto da amnesia non fa che inseguire un'ombra. L'unica persona che sa chi sia veramente. Oppure l'ombra di sé stesso?
Sicuramente ci sarà chi durante la lettura rinverrà questa o quella influenza, chi arriverà a cogliere talune citazioni, altri ancora riconosceranno l'impronta di testi da altri autori.
A ogni modo, l'effetto che vorrei è che il libro piaccia ai lettori. Che riesca a fare quel che ogni buon romanzo dovrebbe fare, ovvero divertire, in senso etimologico, far cambiare direzione, creare una deviazione, far dimenticare almeno per un attimo il peso della realtà che grava sulle nostre spalle. 
Trasportare il lettore in un luogo familiare in cui tuttavia non è mai stato. E là fargli trascorre qualche ora ai confini della realtà. Mi auguro perciò di esser riuscito a metter in piedi quella che considero la magia che solo i buoni romanzi sanno fare. Sognare.

venerdì 7 novembre 2014

L'uomo di Schrödinger - 05

L'uomo di Schrödinger è in stampa! E forse l'avevo già scritto... ma la gestazione di un libro, di un romanzo in particolare, è qualcosa di complesso. Si parte da un'idea, spesso esile e sfuggente, ma l'unica a spiccare in mezzo all'informe poltiglia che stagiona nella mente... e da lì si comincia a ricamarci sopra, a fantasticare, a immaginare... per settimane. Mesi. Quindi si scrive. Per anni. E solo dopo aver avuto la fortuna di trovare un editore serio interessato si passa alla fase successiva. La correzione della bozza. L'editing. La copertina. Nel frattempo è trascorso altro tempo. Molto. E altro ne trascorrerà. Poi il libro andrà in stampa. E nel frattempo che si fa? Si leggono buoni libri e buoni fumetti, ve ne ho consigliato di ottimi di recente. 
Se capita anche un buon film sottomano è grasso che cola. Ma di recente non c'è stato molto di così esaltante, almeno tra le novità. In effetti c'è qualcosa che attendo, Stonehearst Asylum, ovvero la nuova pellicola di Brad Anderson, un regista forse poco valutato ma che ha girato alcune pellicole di grande spessore. Questo suo nuovo lavoro è ispirato a un racconto di Edgar Allan Poe, uno dei miei scrittori preferiti. 
Anderson credo che sia noto al grande pubblico solo per L'uomo senza sonno, un film straordinario con un Christian Bale in stato di grazia, uscito nel 2004. Il titolo originale era El maquinista. 
E vorrei sperare che almeno qualcosa dei suoi film sia trasmigrato ne L'uomo di Schrödinger.

martedì 4 novembre 2014

Fumetti a strafottere

L'uomo di Schrödinger è andato in stampa. Se durante l'editing del romanzo la mia situazione poteva rientrare in DEFCON 3, adesso posso ben dire di sentirmi in fase DEFCON 2. Quando infine il libro uscirà sarò in DEFCON 1.
Se non sapete di cosa stia scrivendo i casi sono due, o non avete mai visto War Games, il film del 1983 di John Badham con Mattew Broderick, oppure non avete dimestichezza coi videogiochi di guerra degli anni '80... sì, ai bei tempi della guerra fredda. A ogni modo qui troverete delucidazioni in merito.
Mentre si attende il lavorio delle rotative... per passare il tempo si potrebbero leggere dei buoni fumetti. 
Perciò, eccovi una sfilza di fumetti che ho letto (o riletto) negli ultimi tempi. Si tratta di roba ottima. Letture garantite dal sottoscritto.

Inizierei con un trittico dedicato a un autore italiano che ammiro tantissimo e di cui si parla davvero troppo poco. Meriterebbe senz'altro maggior attenzione e considerazione, secondo me. Sto parlando di Marco Galli e dei suoi Il Santo Premier, Nero Petrolio e Oceania Boulevard.
Un altro fumetto che non dovete assolutamente mancare di leggere è Souvenir dell'Impero dell'Atomo di Smolderen & Clerisse: FOTTUTO CAPOLAVORO è una definizione che andrebbe stretta. Anche di quest'opera per qualche assurdo motivo si è sentito parlare pochissimo.
Aggiungerei a questo breve elenco anche 
Da altrove e altri racconti una fantastica antologia dedicata a H.P. Lovecraft, una raccolta di brevi fumetti di Erik Kriek ispirati ai racconti del solitario di Providence. E Tre piani - La storia segreta dell'uomo gigante di Matt Kindt.
Infine vorrei segnalarvi Manhattan Project di Hickman & Pitarra, Prophet di Brandon Graham e Fatale di Brubaker & Phillips.
Ecco, se non avete letto nemmeno uno di questi fumetti state perdendovi qualcosa, davvero. Cercateli, prendeteli, leggeteli insomma.

mercoledì 29 ottobre 2014

L'uomo di Schrödinger - 04


Dite, ma che c'entra Space Oddity di David Bowie con L'uomo di Schrödinger?
C'entra c'entra... 
Avevo già scritto qua su Nerdelite a proposito di Walter Tevis e del suo romanzo L'uomo che cadde sulla Terra del 1963 da cui nel '76 Nicolas Roeg trasse la pellicola omonima con il "duca bianco" nelle vesti del protagonista. 
Il libro di Tevis è stato un altro dei miei punti di riferimento durante la stesura del romanzo. 
Sento che lo smemorato al centro delle vicende narrate ne L'uomo di Schrödinger presenta alcuni punti in comune con l'alieno protagonista di L'uomo che cadde sulla Terra, da un lato, mentre dall'altro la canzone di Bowie sarebbe la perfetta colonna sonora del mio libro:

[...] Sono qui che galleggio
attorno al mio barattolo di latta,
Lontano sopra la Luna,
Il pianeta Terra è blu
E non c'è niente che io possa fare [...]

sabato 25 ottobre 2014

E adesso che si fa

Quando si finisce di scrivere un libro si entra in una sorta di limbo. Hai passato molto tempo appresso a un testo. Ore e ore a scrivere, pensare. Riscrivere e ripensare. Correggere e editare. E quando tutto questo lavoro finisce c'è solo un grande vuoto. Un enorme nulla. C'è anche un manoscritto pronto per andare in stampa. Impaginato e corretto. Certo. Ma per il resto ancora niente fino a quando il libro uscirà e anche un misantropo come me allora dovrà darsi una mossa e andare in giro a promuoverlo, raccontarlo, parlarne con l'auspicio o l'illusione che non sia stato tutto inutile.
E adesso che si fa?
"E adesso che si fa" fu una domanda che rimbombò una notte di qualche anno addietro. In conclusione di una serata particolare quando giovani virgulti videro naufragare nell'oceano della propria goffaggine ogni velleità brancatiana...
Ma non tergiversiamo. Lasciamo stare, quella è una vecchia storia che non vale la pena di rivangare. Buona solo per accompagnare qualche birra.
Nel frattempo perciò si leggono buoni libri.
Prima di mettersi a scrivere qualcosa di nuovo è bene ricaricare le batterie dell'immaginario, per modo di dire.
Ho avuto la fortuna di imbattermi in buoni libri di recente
e mi permetto di segnalarveli, non si sa mai. L'ordine è casuale, naturalmente, non segue quello di lettura. E per almeno un paio si è trattato di parziale rilettura.
Concerto per archi e canguro, di Jonathan Lethem (Bompiani)
Con tanta benzina in vena, di Warren Ellis (Elliot)
L'impronta della volpe, di Moussa Konaté (Del Vecchio Editore)
Moby Dick e altri racconti brevi, di Alessandro Sesto (Gorilla Sapiens Edizioni)
Joyland di Stephen King (Sperlig & Kupfer)

Nel segno della pecora, di Aruki Murakami (Einaudi)
Racconto d'autunno di Tommaso Landolfi (Adelphi)
La boutique del mistero, di Dino Buzzati (Mondadori)

C'è da dire che ognuno di questi libri meriterebbe un post a parte, ma fidatevi del mio parere e leggeteli perché sono, ognuno a suo modo, delle letture deliziose.
Dei libri brutti che invece mi capitano tra le mani, meglio tacere.