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giovedì 25 marzo 2021

Surrealismo, l'arte che ha rivoluzionato l'arte

Chi mi conosce lo sapeva bene. 

Dopo la pubblicazione di Invito al massacro, il graphic novel di cui ho scritto soggetto e sceneggiatura pubblicato da Tunué nel 2012, avevo maturato la sensazione che non avessi più molto di nuovo da dire col fumetto, che dopo tre romanzi a fumetti e una manciata di fumetti brevi avessi ormai esaurito le idee, per lo meno quelle che a mio parere mi sembravano innovative, da poter prendere in considerazione. Si pubblicavano e si pubblicano tutt'oggi decine e decine di fumetti ogni mese. Non mi andava di aggiungere roba che non provasse a dire qualcosa di nuovo, che non tentasse almeno a guardare avanti come avevo sempre cercato di fare con le mie sceneggiature. 

Accantonai la scrittura per i fumetti e mi dedicai completamente alle lezioni di sceneggiatura per la Scuola del Fumetto e alla narrativa "tradizionale", per così dire, pubblicando una dozzina e passa di racconti brevi e il romanzo surrealista L'uomo di Schrödinger edito da Verba Volant nel 2014.  Nel tempo libero leggevo fumetti e scrivevo, ho tre romanzi ancora inediti che stanno a testimoniarlo, e la vita scorreva. Sceneggiatori e disegnatori tentavano invano di coinvolgermi in altri progetti, ma non volevo proprio saperne, non riuscivo proprio.

All'improvviso, nell'estate di un paio di anni fa, qualcuno mi suggerì di proporre un progetto per l'innovativa collana di graphic novel dedicate al mondo dell'arte che Centauria aveva da poco lanciato: da quel momento la scimmia si ridestò. Ogni remora e repulsione vennero meno. Tutti i dubbi crollarono. Sarebbe stata l'occasione per parlare di uno degli argomenti che mi appassionano da sempre: il movimento Surrealista! E lo avrei fatto con un fumetto in cui avrei unito il Surrealismo alla Fantascienza, altra mia grande passione. L'idea per fortuna piacque e il progetto a poco a poco prese forma affidato alle matite e ai pennelli del talentuoso Giuseppe Latanza.

Il libro andrà in distribuzione in questi giorni sul mercato italiano e posso dirvi che leggerlo sarà un'esperienza unica, anzi, avrete l'opportunità, come i personaggi del fumetto, di vivere il Surrealismo direttamente in prima persona.

Nel futuro, quando le biblioteche e i musei non esisteranno più, la conservazione del patrimonio culturale delle epoche passate sarà affidata alla tecnologia di sofisticati computer quantistici, l’unico strumento in grado di gestire il sapere accumulato dalla specie umana nei secoli e di restituire intatta la conoscenza del passato alle generazioni future. 

A questo scopo sono stati progettati i Padiglioni Didattici, enormi strutture ipertecnologiche capaci di riprodurre qualsiasi periodo storico. All’interno agiscono i simulacri, androidi in tutto e per tutto simili all'uomo, che possono assumere l’identità di personaggi storici, condottieri, esploratori, poeti, artisti, filosofi. E i visitatori interagiranno con i simulacri e gli ambienti olografici potendo vivere una vera e propria immersione nel passato...

Buona lettura!

Giovanni Marchese e Giuseppe Latanza

Surrealismo, l'arte che ha rivoluzionato l'arte 

Centauria


 

sabato 2 febbraio 2019

Quattro vecchi di merda

Tra le mie letture dell'ultimo periodo spicca senza dubbio 4 vecchi di merda del duo Taddei - Angelini.
Ancora una volta mi trovo a scrivere di un fumetto pubblicato da Coconino Press, all'interno della collana "Warp" curata da Ratigher: la proposta di storie "ai confini della realtà" scritte con uno stile solido e asciutto e illustrate con segni essenziali ed intensi. Sono pronto a giurare di non essere stato contattato dall'ufficio stampa, né di aver ricevuto copie omaggio o regalìe di altra natura.
Qui su Nerdelite scrivo solo di quello che mi piace, narrazioni dotate di una forza deflagrante, espressione di un liguaggio grafico testuale senza fronzoli e che bada al sodo.

4 vecchi di merda è un romanzo a fumetti potente e apocalittico che racconta la storia di COLT, un ex chitarrista punk rimasto senza una dimora che finisce per essere ospitato in una casa di riposo in cambio di fare da cavia per esperimenti non meglio precisati: "Villa Doris" è un ospizio sui generis, dove niente è quel che sembra, gestito dall'inquietante Direttrice Marica.
Quel che avviene dentro le mura è qualcosa che va oltre ogni immaginazione: mentre fuori monta l'odio dei giovani senza un futuro contro la massa improduttiva dei vecchi, qualcuno sta portando avanti in gran segreto esperimenti esoterici e trame nere.
Il racconto è una distopia cupa e sgangherata che tiene incollati alle pagine: una forza malefica trascina il lettore in modo inesorabile verso un finale carico di mistero e ferocia.
In questo scenario il vecchio COLT risponde a un solo imperativo, fare di testa propria. E insegue un solo obiettivo: suonare! Per questo tenterà di rimettere in piedi la sua vecchia band, i 4 pezzi di merda, che diventeranno i 4 vecchi di merda del titolo.
Opera cinica e grottesca questa di Taddei e Angelini, che sfiora il capolavoro.
Cercate di non credere a niente di quel che i personaggi diranno, e solo alla metà di ciò che vedrete. Ne andrà della vostra sanità mentale... ma tanto sono certo che non riuscirete a resistere al fascino perverso di 4 vecchi di merda e finirete anche voi trascinati da un gorgo oscuro dove neppure l'eco fa ritorno...

lunedì 5 novembre 2018

Il tramonto del Sea Breeze

Ho letto Il tramonto del Sea Breeze di Vitt Moretta (Coconino Press) e sono rimasto felicemente colpito dalla freschezza e dalla linearità di questo libro. 
Non conoscevo nulla di questa giovane autrice, qui all'esordio con un fumetto completo, dopo aver diffuso per qualche tempo disegni quasi esclusivamente sui social, illustrazioni con uno stile essenziale ed intenso che non sono passate inosservate attirando l'attenzione dei più curiosi addetti ai lavori facendogli esclamare: qui c'è della stoffa!
Talento narrativo e grafico insieme che si conferma con l'incoraggiante esordio de Il tramonto del Sea Breeze.
La trama è molto semplice - di quella semplicità facile a dirsi ma difficile a farsi - poiché tutto ruota attorno a una "festa" che si tiene in un locale - il Sea Breeze del titolo, appunto - situato tra la spiaggia e un bosco dove capitano tre amici, tre giovani ragazzi, e una moltitudine di altri personaggi sopra le righe, sbandati, sciroccati, irresponsabili, in poche parole facce e corpi veri che si incontrano dando vita a situazioni imprevedibili che si intrecceranno tra di loro deflagrando in una conclusione che non prevederà un finale scontato bensì la perfetta dose di crudeltà verso ogni personaggio che, come nella tradizione della migliore commedia all'italiana, sarà spinto a evolversi o andare incontro all'estinzione.
Vitt è brava a reggere i fili della trama senza perdersi in inutili seghe mentali sul senso della vita ma limitandosi a mettere semplicemente in scena la vita vera con risultati... esplosivi, sarebbe il caso di dire, e lo fa con un segno semplice eppure molto espressivo, privo di fronzoli, oserei dire primitivo. Se Vitt riuscirà a non stravolgere questa spontaneità nel tratto e nel racconto - questa leggerezza - è destinata a tenerci compagnia ancora per molto con altre emozionanti storie.
Se oggi fosse costretti a scegliere di dover leggere un solo fumetto, non abbiate dubbi e puntate gli occhi dritto su Il tramonto del Sea Breeze di Vitt Moretta (Coconino Press).

lunedì 22 ottobre 2018

L'attrazione di Lucas Harari

L'attrazione di Lucas Harari in un primo momento affascina sopratutto a livello visivo. 
La suggestione delle immagini, una versione della ligne-claire franco-belga tradizionale tradotta con un segno sinistro e oscuro, unita alla singolarità delle inquadrature che compongono le tavole di questo fumetto innescano una forma di seduzione che non lascia via di scampo al lettore. 
Sulla spinta di questo effetto "gravitazionale" procediamo nella lettura finendo invischiati nella trama tessuta da una scrittura essenziale eppure gravida di zone d'ombra e spazi nascosti.  Sconfinamenti verso qualcosa che travalica il reale per farsi leggenda, magia, apparato sovrannaturale.
La nuova direzione editoriale delle collane Coconino dettata da Ratigher, d'altronde, sembra proprio spingere lo sguardo un po' più in là del "mero documento" per oltrepassare la linea di demarcazione tra l'immaginario e la cosiddetta realtà. 
Le maglie si allargano. I confini del reale diventano labili. Attraverso gli strappi si intravede l'ignoto. Si attinge alla fantasia, all'immaginazione. All'irrazionale. D'altronde è proprio quello che succedeva ne La fortezza pterodattilo, l'antologia di fumetti brevi dello stesso Ratigher uscita per Coconino Press.
Personalmente, apprezzo molto questa direzione nuova impostata da Ratigher e L'attrazione di Lucas Harari ne è esemplificazione emblematica.
La trama è semplice: Pierre, studente parigino di architettura, sta preparando la tesi di laurea studiando le Terme di Vals, famoso edificio progettato dall’architetto elvetico Peter Zumthor.
Quale mistero nasconde la gelida configurazione degli ambienti dove roccia, acqua e luce si integrano alla perfezione? Qual è il significato delle leggende raccontate sottovoce dalla gente del villaggio di montagna? Forze oscure, energie occulte e presenze innominabili animano un racconto ai confini della realtà. Provate a leggerlo, ma non dite che non vi avevo avvisati.

venerdì 23 febbraio 2018

Colville di Steven Gilbert

Ho letto Colville di Steven Gilbert, un graphic novel statunitense indipendente edito in Italia da Coconino Press - Fandango Libri.
Storia malata al limite della follia. Romanzo nero. Terribile e senza via di scampo. Costruita all'interno di un contesto limitato, circoscritto e ben definito. Un circolo vizioso. Un circuito chiuso e buio di male indifferente. La sceneggiatura compone una struttura narrativa perfetta. Senza apparente via di salvezza.
Leggendo si seguono le vicissitudini dei personaggi finendo per restare impigliati dentro un meccanismo inesorabile che imprigiona il lettore nella narrazione. I fatti vengono mostrati attraverso il disegno, un segno spettrale e preciso, oscuro e onirico, che illustra i luoghi e le azioni dei personaggi con distacco e freddezza, concedento al lettore un certo voyeurismo.
Opera eticamente ambigua, Colville rappresenta un modello di racconto nero inedito per il panorama narrativo italiano a fumetti. Qui non esiste nulla di paragonabile. Nonostante la cronaca nera ci restituisca quasi ogni giorno storie criminali efferate e sanguinarie messe in atto da individui banali, per motivi futili e che nonostante un agire maldestro la fanno franca, i nostri autori sembrano restare ancora indifferenti al genere nero e allo scenario provinciale e amorale raccontato alla maniera di Gilbert.
Folgorante. Glaciale. Sadico. Malato. Colville mi ricorda per certi aspetti due precedenti letterari illustri che all'epoca rimestando nel torbido della cronaca nera fecero scalpore, ovvero Compulsion di Mayer Levin e In cold blood di Truman Capote. Da leggere.

lunedì 6 novembre 2017

Le chat noir

Pubblicato la scorsa estate, sono riuscito finalmente a procurarmene una copia e a leggerlo. Sto parlando di Le chat noir, l'ultimo fumetto di Marco Galli, già autore di fumetti insoliti e disturbanti come Il Santo Premier e Nero Petrolio, e di opere visionarie e sconvolgenti come Oceania Boulevard o Nella camera del cuore si nasconde un elefante.
Fumetti illustrati con un segno intenso e uno stile grafico originale che traducono in immagini sceneggiature frutto di un peculiare procedimento di elaborazione dei testi raro da riscontrare oggigiorno: Marco Galli con quest'opera si conferma tra gli autori di fumetto più interessanti emersi nell'ultimo decennio in Italia.
Le chat noir in realtà è un lavoro realizzato nel 2012, che per varie vicissitudini è uscito solo quest'anno, si tratta perciò di un fumetto antecedente rispetto ai suoi lavori più recenti ma non per questo meno riuscito.
Un’avventura hard boiled bizzarra e psichedelica (tra colossali sbronze, scazzottate, seducenti femmes fatales, improbabili mutanti, rudi agenti di polizia, criminali sanguinari e violenti) in cui Marco Galli mescola linguaggio asciutto e metafore colorite utilizzando un segno in bianco e nero che dice e non dice. Ammicca nell'oscurità per deflagrare con improvvise invenzioni. Da qualche anno seguo i suoi lavori, devo ammettere che trovo molto valida questa sua capacità di unire trame avvincenti, memori della migliore tradizione di genere, con uno stile originale e insolito di narrare che spesso porta alla deriva verso approdi inediti e sorprendenti. Brillanti, perfino.
Le chat noir è qualcosa di delizioso e imperdibile, a mio modesto parere. Insomma, leggetelo, ne vale la pena.

giovedì 19 ottobre 2017

1927 - 2017: novanta anni di Hugo Pratt

Quest'anno ricade il novantennale dalla nascita di Hugo Pratt, l'autore di fumetti italiano celebrato e apprezzato in tutto il mondo per il suo inconfondibile ed espressivo stile di disegno e la sua prodigiosa vena narrativa.
I più fedeli tra i miei lettori sanno già che il mio debutto editoriale è avvenuto proprio nel segno del creatore del famoso Corto Maltese, nel 2006 appunto la casa editrice Tunué diede alle stampe Leggere Hugo Pratt - L'autore di Corto Maltese tra fumetto e letteratura , un saggio monografico in cui si approfondiscono in particolare le ascendenze letterarie delle opere prattiane, il rapporto che il maestro veneziano intrattenne con la letteratura e l'influenza che quest'ultima ebbe sulla sua formazione di uomo e di artista.
Scomparso nel 1995, Hugo Pratt è oramai considerato un classico del fumetto e i suoi personaggi sono entrati nella storia di questo straordinario linguaggio, da Corto Maltese agli Scorpioni del Deserto, da Anna nella Jungla a Jesuit Joe. Per non dimenticare i personaggi che illustrò per le sceneggiature di Héctor G.Oesterheld, titoli oramai consegnati al mito come Ticonderoga, Ernie Pike, Sgt. Kirk.
Nell'occasione di questo anniversario sono stato invitato a tenere un incontro dedicato appunto a Hugo Pratt giorno 21 Ottobre alle 17.45 presso la FumettoLibreria di Via Antonino di San Giuliano 357/359 a Catania. Chi si trovasse nei paraggi è invitato a partecipare.

lunedì 16 ottobre 2017

Il Parker di Richard Stark by Darwyn Cooke

  

  


In questi giorni l'Editoriale Cosmo ha completato la pubblicazione della trasposizione a fumetti di Parker, il celebre personaggio creato dalla penna di Richard Stark, alias, Donald Westlake.
Scomparso nel 2008 all'età di settantacinque anni, Donald Westlake è  ritenuto tra i più grandi autori di romanzi neri di tutti i tempi.
Con lo pseudonimo di Richard Stark, dal 1963 inizia a scrivere romanzi che hanno come personaggio protagonista Parker, un rapinatore professionista. Un individuo cinico, freddo e determinato che svolge l'attività criminale con efficienza osservando un proprio rigido codice etico. Senza fronzoli.
Sono testi i suoi che discendono per linea diretta dalla tradizionale hard boiled school, ma rispetto agli esiti più letterari e sofisticati di Hammett o Chandler, ad esempio, questi romanzi ripropongono il versante più popolare e crudo della famigerata rivista Black Mask.
Parker è protagonista di vicende torbide e dai toni rudi, popolate di personaggi privi di scrupoli e che si svolgono in ambientazioni gravide di pericoli che il personaggio affronta con disinvoltura e scaltrezza. Sono romanzi cupi dove le scene d'azione si alternano in modo unico a quelle dedicate ai dialoghi, e la scrittura di Westlake, di immediata leggibilità, scorre all'insegna della sintesi, asciutta e animata da un lessico popolare e cruento, adeguato all'epoca - gli anni sessanta - e agli strati sociali che racconta, dai bassifondi ai quartieri alti, senza trascurare tuttavia una certa dose di sarcasmo.
La trasposizione delle storie di Parker è opera di Darwyn Cooke, fumettista canadese recentemente scomparso e di grandissimo valore, il cui inconfondibile e originale stile di disegno, un gustoso mix di cartoon e espressionismo unito a uno story-telling fluido e essenziale, ha dato vita a una riproposta di grande pregio artistico. Vedere per credere, ve lo stra-consiglio. Buona lettura!




venerdì 4 novembre 2016

Leo Ortolani alla Feltrinelli di Catania

Leo Ortolani è ormai da diversi anni uno tra gli autori di punta del fumetto italiano e il suo Rat-man uno dei personaggi più popolari di sempre tra gli appassionati di fumetti.
Ma che te lo dico a fare?!
Martedì 8 Novembre, presso la Sala Eventi de
la Feltrinelli Libri e Musica di via Etnea 285 a Catania, alle ore 18, Leo Ortolani incontrerà i propri lettori in occasione dell'uscita per Panini Comics dell'edizione integrale di The Walking Rat, la saga di Rat-Man che ha realizzato ispirandosi al celebre fumetto The Walking Dead (da cui è stata anche tratta l'omonima e rinomata serie televisiva).
Ma che te lo dico a fare?! Già, che te lo dico a fare?!
Perché Leo Ortolani sarà affiancato dal sottoscritto!!!

Ebbene sì, sono stato gentilmente e prodigiosamente invitato a partecipare all'incontro nelle vesti di relatore e moderatore.
La qual cosa naturalmente mi onora! Sarà un piacere per me affiancare il creatore di Rat-man e farò del mio meglio per presentarlo ai lettori catanesi. E voi accorrete numerosi, mi raccomando, non capita certo tutti i giorni di poter incontrare un autore così importante. L'appuntamento è fissato per martedì 8 novembre alle 18 alla Feltrinelli di Catania. Siate puntuali e passate parola!


mercoledì 19 agosto 2015

L’equivoco del graphic novel


Doppiozero ha pubblicato un breve ma monumentale saggio che ho scritto a quattro mani con Angelo Orlando Meloni. Chiamarli fumetti non è peccato! Cioè la vita, i graphic novel, i super eroi e tutto quanto.
Un articolo fumettoso che ci farà guadagnare tanti amici nel villaggio Puffo.
Niente sarà più lo stesso. Prepariamo le spade laser...

"La nostra impressione è che queste due paroline, graphic e novel, siano state ripetute troppo, ultimamente, e come tutte le parole ripetute all’infinito abbiano perso il loro significato fino a diventare una formula magica. Meglio ancora, uno specchietto per le allodole".

(per leggere il resto del pezzo cliccare qui)

giovedì 21 maggio 2015

Nerdelite TV strikes again


Ritorna Nerdelite TV con un dilemma non da poco: Corto Maltese può esistere senza l'arte di Hugo Pratt?
La notizia  del ritorno di Corto Maltese, a opera della casa editrice Dargaud con Juan Dìaz Canales ai testi e Rubén Pellejero ai disegni, ha scosso il mondo degli appassionati lettori del gentiluomo di fortuna. Hugo Pratt riversò nel personaggio la propria anima e anche qualcosa di più.
Da specialista prattiano, modestamente, eccovi il mio pensiero sulla questione.
Buona visione.

giovedì 18 dicembre 2014

Nerdelite TV on air


E così è nata una sezione video del blog con... Nerdelite TV! La userò quando un argomento necessita uno svolgimento più articolato e "a braccio". Vi piacerà? Non vi piacerà? Obladì obladà!
Gli allievi che hanno seguito i miei corsi sanno già a cosa andrete incontro...
Naturalmente non potevo che iniziare con l'annosa questione relativa ai rapporti tra fumetto e letteratura, alla luce delle recenti polemiche sorte intorno all'ultimo libro di ZeroCalcare, votato come libro dell'anno dagli ascoltatori di Fahrenheit Libri, e alla candidatura dell'ultimo fumetto di Gipi alla scorsa edizione del Premio Strega.
A ogni modo, buon ascolto!

martedì 4 novembre 2014

Fumetti a strafottere

L'uomo di Schrödinger è andato in stampa. Se durante l'editing del romanzo la mia situazione poteva rientrare in DEFCON 3, adesso posso ben dire di sentirmi in fase DEFCON 2. Quando infine il libro uscirà sarò in DEFCON 1.
Se non sapete di cosa stia scrivendo i casi sono due, o non avete mai visto War Games, il film del 1983 di John Badham con Mattew Broderick, oppure non avete dimestichezza coi videogiochi di guerra degli anni '80... sì, ai bei tempi della guerra fredda. A ogni modo qui troverete delucidazioni in merito.
Mentre si attende il lavorio delle rotative... per passare il tempo si potrebbero leggere dei buoni fumetti. 
Perciò, eccovi una sfilza di fumetti che ho letto (o riletto) negli ultimi tempi. Si tratta di roba ottima. Letture garantite dal sottoscritto.

Inizierei con un trittico dedicato a un autore italiano che ammiro tantissimo e di cui si parla davvero troppo poco. Meriterebbe senz'altro maggior attenzione e considerazione, secondo me. Sto parlando di Marco Galli e dei suoi Il Santo Premier, Nero Petrolio e Oceania Boulevard.
Un altro fumetto che non dovete assolutamente mancare di leggere è Souvenir dell'Impero dell'Atomo di Smolderen & Clerisse: FOTTUTO CAPOLAVORO è una definizione che andrebbe stretta. Anche di quest'opera per qualche assurdo motivo si è sentito parlare pochissimo.
Aggiungerei a questo breve elenco anche 
Da altrove e altri racconti una fantastica antologia dedicata a H.P. Lovecraft, una raccolta di brevi fumetti di Erik Kriek ispirati ai racconti del solitario di Providence. E Tre piani - La storia segreta dell'uomo gigante di Matt Kindt.
Infine vorrei segnalarvi Manhattan Project di Hickman & Pitarra, Prophet di Brandon Graham e Fatale di Brubaker & Phillips.
Ecco, se non avete letto nemmeno uno di questi fumetti state perdendovi qualcosa, davvero. Cercateli, prendeteli, leggeteli insomma.

venerdì 14 febbraio 2014

Primo Levi, una stella tranquilla

Una stella tranquilla - Ritratto sentimentale di Primo Levi  è un fumetto di Pietro Scarnera uscito per Comma 22 Editore poche settimane fa.
Avevo già avuto modo di apprezzare le capacità grafiche e narrative di Scarnera nel 2010, quando aveva pubblicato per la stessa casa editrice il fumetto Diario di un addio, dove raccontava con grande efficacia e sensibilità le vicissitudini del protagonista, figlio di un malato in stato vegetativo, e della sua famiglia alle prese con la malattia, gli ospedali, la morte e riuscendo a rendere universale quella che era una esperienza individuale. Personale.
Quando allora venni a sapere della lavorazione di questo nuovo fumetto su Primo Levi, scrittore che ho sempre apprezzato molto, divenni curioso di sapere come sarebbe venuto fuori. Personalmente non amo il genere biografico/autobiografico, anzi, per essere più preciso non amo la maniera in cui questo genere è stato "trattato" talvolta attraverso il fumetto negli ultimi anni: storie autoreferenziali dense di vacuo intimismo e fervente retorica, segni convenzionali, mezzetinte deprimenti e la noia che solo un distorto senso etico del dovere sa esprimere. Esistono delle eccezioni, per esempio: Stalag XB di Marco Ficarra, Coltrane di Paolo Parisi o Philip K. Dick di Matteuzzi & Ongarato. E penso anche a Joe Matt o Adrian Tomine. Tuttavia spesso ho visto biografie di personaggi morti in circostanze tragiche e/o esemplari contro il muro di gomma dello Stato assente composte giuste in occasione di qualche anniversario solo nell'intenzione di "fare cassa" e imporsi con destrezza e facilità all'attenzione degli addetti ai lavori e forse dei lettori.
Ciò premesso, essendo da sempre invece interessato alla figura di Primo Levi, riponevo perciò in questo libro l'auspicio che potesse essere l'occasione per mostrare l'eccezionale complessità dello scrittore Levi.
A a mio parere, Scarnera è riuscito a comporre un racconto sentito, sincero, fuori da ogni retorica e da ogni facile finalità etico/morale e che mette in evidenza la complessità di Levi autore, testimone del lager, chimico industriale e scrittore di rara intelligenza. Una intelligenza inquieta. Una personalità letteraria articolata che Scarnera ricerca e ricostruisce a tutto tondo con un segno intenso e essenziale, originale e carico di immaginazione; ma anche attraverso una scrittura immediata e gentile che si concentra sulla vita di Levi dal suo ritorno a Torino dopo la guerra e fino alla morte, seguendo le tappe del diventare scrittore tra la rielaborazione della memoria e l'invenzione fantascientifica. Insomma, se esistesse un segreto per fare delle buone biografie a fumetti Scarnera lo conosce bene.

lunedì 17 giugno 2013

La seconda volta che ho visto Roma

Quando ho iniziato a proporre le mie prime sceneggiature venivo da decenni di letture a fumetti, dai classici ai successi più recenti, dai fumetti per bambini ai supereroi, dagli indie ai grandi autori, dai Bonelli ai manga, insomma in lungo e in largo per le direzioni più disparate fino all'ondata dei primi graphic novel.
I fumetti mi sono sempre piaciuti, sin da bambino. Si può dire che ho imparato a leggere con i fumetti. Scrivere mi è sempre piaciuto, e quindi approdare alla sceneggiatura per me è stato naturale. Però avevo l'esigenza di conoscere tutto dei fumetti. E di approfondire ciò che si pubblicava di nuovo per individuare i miei autori di riferimento tra quelli appartenenti grossomodo alla mia generazione. Tra essi individuai anche Marco Corona.
Ho letto e apprezzato gran parte delle cose che ha pubblicato negli ultimi anni, dalla Biografia Surreale di Frida Khalo al Bestiario Padano passando per tutti gli altri lavori seguenti fino al dittico de L'ombra di Walt. Di lui mi colpisce l'assoluta coerenza tra etica e estetica del racconto.
Ho atteso La seconda volta che ho visto Roma con una certa trepidazione, dato che era qualche annetto che non uscivano suoi libri nuovi. La prima lettura mi ha lasciato perplesso. Non riuscivo a inquadrare il segno, lo stile e tutto il lavoro mi sembrava Sgangherato. Strano. Abnorme.
Naturalmente, mi ripromettevo di rileggerlo con attenzione per farmi un'idea precisa. Nel frattempo c'è stata Etna Comics dove ho avuto modo di chiacchierare con Marco in persona a proposito di quest'ultimo suo lavoro. E allora, tornato a casa l'ho riletto con occhi diversi. Con mente diversa. La seconda volta che ho letto La seconda volta che ho visto Roma ho avuto l'illuminazione!
E fu così che apprezzai l'ennesima svolta stilistica di Corona! Un segno e una scrittura in direzione dell'entropia. Una storia che rappresenta l'Italia e assume come paradigma la città di Roma, ricoperta emblematicamente dal guano dei gabbiani. Una maniera stravagante e cruda, immediata eppure complessa, tenera e feroce. Colorata e espressionista. E con un andamento narrativo da "via crucis", con tanto di stazioni sulla storia della città, sull'essere padre, sulla spiritualità cattolica romana, sulla spietatezza del potere politico, sull'amicizia, sull'amore... sulle crudeltà della vita.
Un bel libro, sorprendente da leggere all'inizio per chi aveva in mente l'autore splendido splendente de L'ombra di Walt. Corona è abile a stendere il filo del racconto tra continui balzi e cambi di direzione attraverso le impressioni fulminanti e i segni deformanti delle vignette che animano La seconda volta che ho visto Roma. E allora - ma che ve lo dico a fare? - leggetelo! LEGGETELO.

venerdì 14 giugno 2013

Dragonero, numero uno

Il mese di Giugno è diventato come tradizione il mese di lancio delle nuove testate per il fumetto di area pop.
Dopo l'avvio della promettente prima stagione di Long Wei di cui ho scritto pochi giorni fa, è stata la volta di Dragonero, la nuova serie di genere fantasy della Sergio Bonelli Editore.
Il personaggio in effetti non è del tutto nuovo, dato che a suo tempo fu protagonista di un omonimo volume all'interno della collana dei Romanzi a fumetti dell'editore milanese. Un tomo che raccolse molti consensi, tanto da spingere Bonelli in persona a progettare una serie tutta nuova per Dragonero.
Ho letto questo primo episodio, intitolato Il sangue del drago, e devo dire che l'impressione generale che ho avuto è stata buona. Le aspettative che avvertivo in giro erano alte, poiché il romanzo a fumetti precedente era un prodotto molto curato nel concept generale, sia come sceneggiatura che come illustrazione, e questo primo episodio mantiene le promesse assestandosi in sostanziale continuità col precedente. Gli autori, Luca Enoch e Stefano Vietti ai testi (se non sapete cosa sono Sprayliz e Hammer peste vi colga!), senza omettere il fondamentale contributo ai disegni di uno strepitoso Giuseppe Matteoni, danno vita a un mondo meraviglioso e fantastico, e corpo e anima a una folta schiera di personaggi caratterizzati in maniera puntuale. Sceneggiatura ben orchestrata, avventurosa e coinvolgente; rispettosa dei canoni del genere fantasy che ripropone con dinamismo. Dialoghi brillanti. Disegni efficaci. Morbidi, puliti e essenziali. Evocativi. Assai leggibili senza essere banali. Un'avventura classica e di immediata leggibilità. Un fumetto tradizionale che non si vergogna di essere sé stesso: popolare.
Non starò qui a riassumervi la trama o altro, poiché queste informazioni sono facilmente reperibili in rete; qui vorrei porre l'accento sull'importanza di questo genere di fumetti come catalizzatori attorno a cui raccogliere l'ampio pubblico e possibilmente gli adolescenti. I fumetti di marca popolare, con una narrazione di immediata leggibilità e con un segno e una scrittura di semplice decifrazione sono importanti quanto i fumetti d'autore dotati di finalità espressive e ambizioni di impronta artistica, dal segno più elaborato e dalla scrittura più complessa, caratterizzati da sperimentazione grafico-testuale e stratificazione di significati e livelli di lettura. Gli uni, a mio parere, hanno bisogno degli altri e viceversa. Contaminarsi, magari.
Perciò, insomma, io Dragonero lo sconsiglierei a chi predilige fumetti "for mature readers" e invece lo consiglierei a chi cerca una lettura d'intrattenimento e sopratutto a chi non ha mai letto fumetti e agli adolescenti: perché è semplice e molto divertente senza essere superficiale. Ed è un lavoro concepito davvero bene.
Non so come andranno le cose per queste due iniziative, a volte temo che i lettori più giovani non siano tanto interessati ai fumetti italiani, ma mi auguro che Long Wei e Dragonero facciano tanta strada, che riescano a appassionare nuovi lettori al fantastico mondo delle nuvole parlanti, perché se rimanessero confinati ai trentenni-quarantenni o ai soliti appassionati del genere allora rimarranno solo due testate in più tra le tante che già circolano.

mercoledì 12 giugno 2013

Shade torna in Italia!

Dopo circa 20 anni di attesa! Si. VENTI. Shade, the changing man, uno dei miei personaggi preferiti - forse il preferito per eccellenza - ritorna a essere pubblicato in Italia!
Mi riferisco al ciclo sceneggiato da Peter Milligan e illustrato da Chris Bachalo (e non solo...), tra gli apripista dell'etichetta Vertigo della DC Comics. Etichetta di cui ho già parlato qui
Tra il 1994 e il 1995 era apparso in Italia grazie a Comic Art, che presentò i primi quattro episodi sull'antologico DC Comics Presenta e i successivi, dal quinto fino alla metà del ventiquattresimo, su una testata monografica intitolata Shade, l'uomo psichedelico. Da allora l'oblio. Fino a pochi giorni fa.
La RW Edizioni, attuale licenziataria per l'Italia dei diritti, ha inaugurato una riproposta completa e integrale del personaggio. Potremo finalmente leggere tutto il ciclo completo. Erano circa venti anni che si aspettava questo evento. Grandioso!
Per chi non lo sapesse, Shade è un personaggio creato da Steve Ditko negli anni settanta e rivisitato negli anni novanta da Milligan e Bachalo, appunto. Shade è un'entità aliena proveniente da Meta, un pianeta di un'altra dimensione, una sorta di agente segreto che si incarna nel corpo di un terrestre e allo stesso tempo un viaggiatore dell'inconscio collettivo, un manipolatore della percezione, un telepate polidimensionale e infine, grazie alla Veste M, un essere capace di modificare le proprie capacità psico-fisiche e il proprio aspetto. Storie mirabolanti, ricche di azione, introspezione e colpi di scena. Situazioni al limite e personaggi memorabili. In poche parole: un capolavoro. Un classico contemporaneo. Da leggere assolutamente.

lunedì 10 giugno 2013

Long Wei, numero uno

Ho letto il primo numero di Long Wei, la nuova serie a fumetti targata Aurea Editoriale avente per protagonista un giovane di origini cinesi immigrato a Milano! Ebbene sì, per la prima volta una serie a fumetti di produzione italiana avrà un protagonista immigrato e sarà ambientata in Italia! Evento storico, direi. A memoria ricordo solo un lungo ciclo di Martin Mystére intitolato Mysteri Italiani, e varie avventure di Dampyr ambientate in Italia, ma niente protagonisti italiani, quantomeno nell'ambito bonelliano e dintorni.
La sceneggiatura di questo primo episodio è firmata da Diego Cajelli mentre i disegni sono di Luca Genovese, due autori che non necessitano presentazioni dato che i rispettivi curricula parlano per loro.
L'albo mi ha fatto nel complesso una buona impressione. Trama semplice e lineare ma ben congegnata. Sceneggiatura molto efficace e dal ritmo vivace. Dinamico. Avevo apprezzato molto alcuni suoi lavori su Napoleone. Disegni belli e assai leggibili. Un segno fresco e non banale quello di Genovese. E mi ha lasciato la curiosità di leggerne ancora. Se per fumetto popolare si intende un fumetto accessibile a tutti per scrittura, segno, contenuti e prezzo, Long Wei è sulla buona strada, secondo me. La confezione “povera” dell’albo a me non dispiace affatto, né disturba. D’altronde costa solo 3 €!
Unica pecca: ho dovuto girare SETTE edicole per trovarlo… e non perché l’avessero finito. Proprio non l’avevano! Ad ogni modo, un progetto da seguire, si nota l’attenzione per il dettaglio e la passione con cui è stato concepito e curato. Merita l’acquisto, secondo me. La lettura fluisce che è un piacere. Un fumetto divertente, senz’altro adatto al grande pubblico senza essere banale. Certo, trae ispirazione da una certa cinematografia assai nota, ma senza per questo perdere di mordente, a mio parere. Sono curioso di vedere come procederà...

mercoledì 5 giugno 2013

Etna Comics 2013

E con un certo anticipo rispetto ai tempi è giunta la terza edizione di Etna Comics. La manifestazione, come da tradizione, si terrà presso il Complesso Fieristico Le Ciminiere di Catania; quest'anno, anziché in Settembre, si svolgerà nelle giornate dal 7 al 9 di Giugno.
Tunué, la casa editrice per cui ho pubblicato i miei principali lavori come saggista, soggettista e sceneggiatore, sarà presente a Etna Comics, in prima linea, come suo consueto stile con tutte le ultime novità e naturalmente anche con il catalogo completo.
Tra gli autori presenti allo stand ci sarò io assieme a Davide Garota, il disegnatore di Invito al massacro! Insomma, potrete approfittare della sua presenza alla fiera per avere un disegno con dedica personalizzata sulla vostra copia di Invito al massacro.
Infine, dando dimostrazione delle mie doti di ubiquità, mi manifesterò allo stand della Scuola del Fumetto con cui ho iniziato una bella collaborazione come ho avuto modo di raccontarvi. Insomma, ci vediamo a Etna Comics!

mercoledì 29 maggio 2013

Scuola del Fumetto a Catania

Dopo la bella esperienza dello scorso anno, presso la sede di Palermo della Scuola del Fumetto di Milano, nei prossimi due giorni tornerò a indossare le vesti di insegnante e relatore con un breve seminario di scrittura e sceneggiatura per la piccola sezione di Catania della Scuola, all'interno del Corso base di Fumetto che, da qualche tempo e per qualche mese ancora, sta introducendo gli allievi a muovere i primi passi nel dietro le quinte del mondo dei fumetti e apprenderne i primi elementari rudimenti.
Andrò animato dal mio entusiasmo: se una vera Scuola di Fumetto in Sicilia è qualcosa di fantastico, una sezione della medesima a Catania è galattico!
Quella di Palermo, infatti, attiva da circa nove anni (mentre la sezione catanese è aperta da Gennaio), è una struttura seria dove davvero si impara la professione del fumettista grazie all'apporto di insegnanti che allo stesso tempo sono autori che operano professionalmente nel settore (e non come certi sedicenti e fantomatici "fumettisti" amatoriali... che in cambio del denaro non hanno nulla da offrire se non le proprie magagne!). Non mi stancherò di ripeterlo: fate molta attenzione a non confondere le cose!
Quando avevo l'età dei ragazzi che incontrerò non esisteva nulla di simile da queste parti e bisognava davvero imparare tutto da soli e con gran dispendio di energie e tempo, col rischio di perdersi per strada o di finire nelle mani di squallidi profittatori.