Se l'eroe si contraddistingue per le virtù, il protagonista dei fumetti autobiografici di Joe Matt capovolge le cose mostrandoci un personaggio carico di difetti, vizi e debolezze. Meschino. Laido. Turpe. Scellerato. Pigro. Tirchio. Onanista. Egoista. Cinico. Misogino. Ma non per questo privo di un certo fascino, per quanto sinistro e ambiguo. Sono pronto a scommettere che in molti riconoscono nelle sue vignette la parte peggiore di sé stessi.
Fatte le dovute eccezioni, i fumetti autobiografici li trovo quasi sempre di una noia mortale - assestandosi nella maggioranza dei casi nella contemplazione ombelicale e nel rispecchiamento di esistenze non particolarmente pregne di significati universali. Non è il caso dei fumetti autobiografici di Joe Matt. La rielaborazione svergognata del vissuto operata dall'autore da vita a storie esilaranti e spassose, che a tratti mi ricordano Charles Bukowski e Robert Crumb, emblematiche di una condizione sociale ed esistenziale folle e disperata. E quando un autore riesce a fare questo, portarci notizie da un altro mondo in maniera fresca e sincera, non ci resta che leggere e goderne.