Ad ogni modo, essendo un appassionato del genere mi gusto ogni uscita, oltretutto negli ultimi anni prediligo sempre di più i volumi autoconclusivi con una solida sceneggiatura alle spalle e illustrati con intensità. I fumetti che mi hanno convinto di più tra le uscite sono stati Le viscere del Bronx di Milligan-Romberger, Ricca da morire di Azzarello-Santos e Area dieci di Gage-Samnee.
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sabato 9 aprile 2011
Fumetti criminali
Negli ultimi mesi sto seguendo Panini Noir, una nuova collana di fumetti made in U.S.A. ascrivibili principalmente al genere hard boiled con incursioni nel crime story e nel mystery, ma anche nel noir. Accidenti, mi rendo conto di aver utilizzato ben quattro definizioni di genere nella stessa frase! Il problema sta nel fatto che nell'ambito generale della letteratura di genere poliziesco (oddio, altra etichetta!) - da cui sono derivati molti generi del fumetto - si trovano cose che si assomigliano ma che al tempo stesso si differenziano non poco.
Tutto ha inizio con Edgar Allan Poe, fondatore della detective story, cioè il racconto del disvelamento di un mistero col solo uso dell'intelletto di un indagatore dilettante (a cui si rifaranno gli autori del mystery anglosassone come Arthur Conan Doyle e Agatha Christie e molto più avanti in Italia gli autori del giallo - dal colore delle copertine della prima collana che ospitò queste storie). Poi arrivò la scuola dei duri (hard boiled) di Dashiell Hammett e Raymond Chandler, basata sull’azione, dove lo status quo è interrotto da un evento criminale ed imprevisto e lo scopo dell’investigatore (di professione) sarà trovare l’autore del reato e ricreare l’ordine iniziale e dove emergerà una società corrotta, cinica e dissoluta. In Italia in questa direzione si è mosso il grande Giorgio Scerbanenco. Saranno i francesi col noir (autori come Leo Malet) e i tedeschi col kriminal roman (penso a F. Durrenmatt) ad approfondire la componente psicologica e concepire il crimine (quindi il male) e la devianza come costanti della società. Senza perciò alcun ordine da ristabilire.
Ad ogni modo, essendo un appassionato del genere mi gusto ogni uscita, oltretutto negli ultimi anni prediligo sempre di più i volumi autoconclusivi con una solida sceneggiatura alle spalle e illustrati con intensità. I fumetti che mi hanno convinto di più tra le uscite sono stati Le viscere del Bronx di Milligan-Romberger, Ricca da morire di Azzarello-Santos e Area dieci di Gage-Samnee.
Ad ogni modo, essendo un appassionato del genere mi gusto ogni uscita, oltretutto negli ultimi anni prediligo sempre di più i volumi autoconclusivi con una solida sceneggiatura alle spalle e illustrati con intensità. I fumetti che mi hanno convinto di più tra le uscite sono stati Le viscere del Bronx di Milligan-Romberger, Ricca da morire di Azzarello-Santos e Area dieci di Gage-Samnee.
martedì 28 settembre 2010
Aristoteles
Leggi un libro e un dato personaggio finisce per ispirartene un altro che inserirai nella tua storia. Ascolti un disco e una determinata atmosfera che inseguivi senza riuscire ad afferrarla prende corpo nella tua mente e la riversi su carta. Vai al cinema e una sequenza ti riporta alla mente un fatto che ti è capitato quand'eri bambino e che finirà per servirti da antefatto per un determinato evento del racconto a cui stai lavorando.
Poi fai una passeggiata e ripensi alla tua storia, ai punti che rimangono ingarbugliati finchè all'improvviso ascolti uno scambio di battute tra due passanti e il dubbio inizia a sciogliersi.
C'è pure qualcosa di più curioso che può capitare.
Ad esempio, nell'immagine in alto vedete ritratti un ruspante Lino Banfi (alias Oronzo Canà, allenatore della Longobarda) e il longilineo Urs Althaus (alter ego di Aristoteles, fantasista brasiliano della squadra). Alle loro spalle l'ex duo comico Gigi & Andrea, molto popolare negli anni '80, che nella pellicola del 1984 interpretavano rispettivamente Giginho, improbabile cacciatore di talenti, e Andrea Bergonzoni, disinvolto procuratore di assi brasiliani. Tutti protagonisti del leggendario film intitolato L'allenatore nel pallone.
Bene, tempo fa rivendendo Il nome della rosa, il film del 1986 di Jean-Jacques Annaud ispirato all'omonimo romanzo di Umberto Eco, mi rendo conto di vedere tra i frati un volto noto... quello di Urs Althaus, già nel ruolo del calciatore Aristoteles, che interpreta il personaggio di Frate Venanzio, un monaco che traduce dal greco antico i testi del filosofo Aristoteles!

Nell'immagine potete vederlo indossare sul set i panni del Frate accanto a Sean Connery che nella pellicola interpreta Frate Guglielmo da Baskerville (altra citazione da Il mastino dei Baskerville con Sherlock Holmes di Arthur Conan Doyle).
Esempi unici di inside jokes, cioè citazioni di spirito comprese e colte soltanto da una ristretta elite di nerd... altro che Apocalittici e integrati!
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