Giunta è l'ora di scrivere qualcosa su Blacksad, il fumetto degli spagnoli Juan Dìaz Canales e Juanjo Guarnido. Protagonista è John Blacksad, un gatto nero-detective privato che si muove sullo sfondo degli Stati Uniti degli anni cinquanta. Tutti i personaggi sono animali antropomorfi, e lo sono nella misura in cui l'animale che incarnano rispecchia il loro carattere.A tutt'oggi sono stati prodotti quattro album in Francia, editi da Dargaud (Da qualche parte fra le ombre, Arctic Nation, Anima Rossa e L'inferno, il silenzio) e tradotti in molti paesi esteri - tra cui l'Italia. Blacksad è quello che si definisce un fumetto di successo. Bestseller, giudizi lusinghieri sia dalla critica che dai lettori. Premi e riconoscimenti. Quando un autore tocca questi livelli può davvero dirsi arrivato. Blacksad è destinato a restare nella storia del fumetto come certi illustri predecessori (vedi Corto Maltese o Tin Tin ad esempio). Si tratta di lavori perfetti. Non c'è molto da aggiungere. Le sceneggiature sono precise, misurate. Le illustrazioni meravigliose e suggestive. Se proprio volessi muovere una critica direi che le storie, per quanti hanno familiarità con l'universo narrativo di Raymond Chandler, sanno di minestra riscaldata. John Blacksad è Philippe Marlowe. Entrambi detective rudi e sofisticati. Liberi e soli. Disincantati e idealisti. E tutti i personaggi di contorno sembrano presi dai romanzi di Chandler. Se proprio volessi spaccare il capello in quattro potrei dire che i disegni sono troppo densi e ricchi per un fumetto: richiedono una elaborazione lenta che frena la lettura. Ciò detto per onestà intellettuale, per il resto Blacksad è un perfetto capolavoro.