Gunter Grass è uno scrittore tedesco, vincitore nel 1999 del premio Nobel per la Letteratura.
A dirla tutta non ho mai letto un suo libro e perciò qui non dirò nulla sui suoi romanzi perché non avendoli letti non saprei cosa dirne; naturalmente mi riprometto di farlo appena possibile, magari inziando dal suo libro più celebre intitolato Il tamburo di latta. Ad essere sincero ho sempre preso con le pinze i premi e i riconoscimenti in ambito letterario (e non solo), tuttavia se la prestigiosa Accademia di Svezia ha premiato l'opera di Grass non sarà certo stato per caso (o almeno me lo auguro, ma ripeto, io ai premi ci ho sempre creduto poco).
Ad ogni modo, la notizia degli ultimi giorni è che Gunter Grass viene dichiarato "persona non gradita" dallo Stato di Israele, e questo solo per aver espresso in una sua poesia posizioni critiche circa l'arsenale atomico nucleare in possesso delle forze armate israeliane in rapporto alla situazione del vicino Iran e in relazione al contesto mediorientale su cui l'Europa si mostrerebbe attendista e silente, a suo modo di vedere, tanto da considerare il tutto come una minaccia alla pace mondiale.
La questione è troppo complessa per trattarne in maniera esaustiva qui, personalmente mi sono fatto una mia idea circa la questione mediorientale cercando di documentarmi su varie fonti e di sentire punti di vista trasversali tra cui mi preme ricordare fumetti come Gli Scorpioni del deserto di Hugo Pratt, Palestina di Joe Sacco, Unknown/Sconosciuto e Il passato è passato di Rutu Modan (autrice israeliana) e infine i lavori di Marjane Satrapi, insomma Persepolis e le altre storie, che mi hanno aiutato a capire meglio le cose come stanno.
Quello che in questa storia mi colpisce però è come quello che si definisce un paese democratico arrivi a condannare uno scrittore semplicemente per aver espresso le sue idee attraverso la propria opera. Questa condanna, questa "censura", porta inevitabilmente a riflettere su cosa significhi, o cosa dovrebbe significare, oggigiorno democrazia.
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venerdì 13 aprile 2012
Gunter Grass
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lunedì 19 marzo 2012
I Puffi, Hokuto no Ken e la Satrapi
Poi, tornando a rileggere gli articoli che ne parlavano, dovetti arrendermi all'evidenza dei fatti esposti: Lunedì scorso, Marjane Satrapi, l'autrice di Persepolis per intederci, attesa al Museo del Fumetto di Milano per un incontro con la stampa in vista dell'uscita della pellicola Pollo alle prugne, ispirata al suo omonimo fumetto, si è rifiutata di parlare abbandonando la sala con tutti i giornalisti intervenuti.
Ciò che colpisce è la motivazione che, stando alle cronache, sarebbe alla base di tale decisione: Satrapi non si sentiva degnamente rappresentata a intervenire sul proprio lavoro in una sala in cui avrebbe dovuto convivere con poster e riproduzioni dei Puffi e di Ken il guerriero!
Scusate, ma questi sono capricci da snob! I Puffi e Ken il guerriero sono dei classici del fumetto.Buronson, noto anche come Sho Fumimura (autore non solo di Ken il Guerriero, ma anche, tra gli altri, di Sanctuary), e Tetsuo Hara (il disegnatore di Ken Il guerriero), possono piacere o meno, ma occupano un posto di rilievo nella storia del manga, nell'immaginario nipponico e nel fumetto in generale. Quanto a Peyo, l'autore dei Puffi, insomma, stiamo parlando di uno dei grandi maestri del fumetto franco-belga a cui Satrapi, in fin dei conti dovrebbe appartenere!
Lei, a mio modesto parere, pur avendo realizzato dei bei fumetti ha dimostrato però di non conoscere il fumetto. Avrebbe potuto mostrare più rispetto e considerazione. Così si rischia di passare dallo stereotipo fumetti="roba per bambini" a quello fumetti= robe "impegnate e seriose". Per fortuna il fumetto è molto di più. Vabbè, let's rock!
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