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giovedì 19 ottobre 2017

1927 - 2017: novanta anni di Hugo Pratt

Quest'anno ricade il novantennale dalla nascita di Hugo Pratt, l'autore di fumetti italiano celebrato e apprezzato in tutto il mondo per il suo inconfondibile ed espressivo stile di disegno e la sua prodigiosa vena narrativa.
I più fedeli tra i miei lettori sanno già che il mio debutto editoriale è avvenuto proprio nel segno del creatore del famoso Corto Maltese, nel 2006 appunto la casa editrice Tunué diede alle stampe Leggere Hugo Pratt - L'autore di Corto Maltese tra fumetto e letteratura , un saggio monografico in cui si approfondiscono in particolare le ascendenze letterarie delle opere prattiane, il rapporto che il maestro veneziano intrattenne con la letteratura e l'influenza che quest'ultima ebbe sulla sua formazione di uomo e di artista.
Scomparso nel 1995, Hugo Pratt è oramai considerato un classico del fumetto e i suoi personaggi sono entrati nella storia di questo straordinario linguaggio, da Corto Maltese agli Scorpioni del Deserto, da Anna nella Jungla a Jesuit Joe. Per non dimenticare i personaggi che illustrò per le sceneggiature di Héctor G.Oesterheld, titoli oramai consegnati al mito come Ticonderoga, Ernie Pike, Sgt. Kirk.
Nell'occasione di questo anniversario sono stato invitato a tenere un incontro dedicato appunto a Hugo Pratt giorno 21 Ottobre alle 17.45 presso la FumettoLibreria di Via Antonino di San Giuliano 357/359 a Catania. Chi si trovasse nei paraggi è invitato a partecipare.

giovedì 21 maggio 2015

Nerdelite TV strikes again


Ritorna Nerdelite TV con un dilemma non da poco: Corto Maltese può esistere senza l'arte di Hugo Pratt?
La notizia  del ritorno di Corto Maltese, a opera della casa editrice Dargaud con Juan Dìaz Canales ai testi e Rubén Pellejero ai disegni, ha scosso il mondo degli appassionati lettori del gentiluomo di fortuna. Hugo Pratt riversò nel personaggio la propria anima e anche qualcosa di più.
Da specialista prattiano, modestamente, eccovi il mio pensiero sulla questione.
Buona visione.

sabato 16 giugno 2012

Ricordando Hugo Pratt

Giusto ieri avrebbe compiuto gli anni. Sarebbero stati ben ottantacinque. Hugo Pratt era nato infatti il 15 Giugno del 1927, "nei pressi della spiaggia del Lido di Ravenna, in una baracca tra Ravenna e Rimini, non proprio sul mare", dove i genitori, Rolando Pratt ed Evelina Genero, erano in villeggiatura.
I Pratt vivevano a Venezia. Hugo trascorse un'infanzia assai vivace nella città lagunare. In famiglia etnie, razze e religioni, credenze e culture si mescolavano in una complessa genealogia. Il padre era cattolico e di origine anglo-normanna. La madre, dedita all'occultismo, era di discendenza ispano-sefardita (cioè dagli ebrei riparati in Spagna dopo la Diaspora). Dal 1937 vissero in Etiopia, allora colonia italiana, dove si trasferirono poichè il padre era un ufficiale dell'Esercito Italiano. L'adolescenza trascorsa in Africa si rivelerà cruciale nella maturazione di Hugo Pratt come uomo e come autore di fumetti. Il padre morirà in un campo di prigionia alleato. Quando nel '43 Hugo tornerà in Italia con la madre dovette imparare a cavarsela da solo. Terminò gli studi superiori in maniera rocambolesca presso un collegio militare. Militò per qualche giorno pure nella Decima MAS (Fucilieri di Marina dell'ex Battaglione San Marco) e quindi nelle Brigate Partigiane dell'Alto Tagliamento fino alla Liberazione. Disegnava sin da bambino e nel '45 iniziò la sua carriera nel mondo dei fumetti fondando con Mario Faustinelli e Alberto Ongaro, Dino Battaglia, Ivo Pavone, Rinaldo D'Ami e Paolo Campani (noti anche come "il gruppo di Venezia") la rivista Asso di Picche Comics. Il resto, come si suol dire, è Storia.

venerdì 13 aprile 2012

Gunter Grass

Gunter Grass è uno scrittore tedesco, vincitore nel 1999 del premio Nobel per la Letteratura.
A dirla tutta non ho mai letto un suo libro e perciò qui non dirò nulla sui suoi romanzi perché non avendoli letti non saprei cosa dirne; naturalmente mi riprometto di farlo appena possibile, magari inziando dal suo libro più celebre intitolato Il tamburo di latta. Ad essere sincero ho sempre preso con le pinze i premi e i riconoscimenti in ambito letterario (e non solo), tuttavia se la prestigiosa Accademia di Svezia ha premiato l'opera di Grass non sarà certo stato per caso (o almeno me lo auguro, ma ripeto, io ai premi ci ho sempre creduto poco).
Ad ogni modo, la notizia degli ultimi giorni è che Gunter Grass viene dichiarato "persona non gradita" dallo Stato di Israele, e questo solo per aver espresso in una sua poesia posizioni critiche circa l'arsenale atomico nucleare in possesso delle forze armate israeliane in rapporto alla situazione del vicino Iran e in relazione al contesto mediorientale su cui l'Europa si mostrerebbe attendista e silente, a suo modo di vedere, tanto da considerare il tutto come una minaccia alla pace mondiale.
La questione è troppo complessa per trattarne in maniera esaustiva qui, personalmente mi sono fatto una mia idea circa la questione mediorientale cercando di documentarmi su varie fonti e di sentire punti di vista trasversali tra cui mi preme ricordare fumetti come Gli Scorpioni del deserto di Hugo Pratt, Palestina di Joe Sacco, Unknown/Sconosciuto e Il passato è passato di Rutu Modan (autrice israeliana) e infine i lavori di Marjane Satrapi, insomma Persepolis e le altre storie, che mi hanno aiutato a capire meglio le cose come stanno.
Quello che in questa storia mi colpisce però è come quello che si definisce un paese democratico arrivi a condannare uno scrittore semplicemente per aver espresso le sue idee attraverso la propria opera. Questa condanna, questa "censura", porta inevitabilmente a riflettere su cosa significhi, o cosa dovrebbe significare, oggigiorno democrazia.

mercoledì 7 marzo 2012

Florenzo Ivaldi

Se ne è andato in silenzio. Ho saputo della sua scomparsa, avvenuta a Genova l'8 di Febbraio, solo in questi giorni. Florenzo Ivaldi era un imprenditore con la passione per i fumetti, in particolare per quelli di Hugo Pratt.
Ivaldi lo conobbi nel 2007 a Genova. Un galantuomo d'altri tempi. Come ho avuto modo di spiegare nel mio breve saggio intitolato Corto Maltese il genovese. Come avvenne che Corto Maltese fu creato a Genova, pubblicato sulle pagine 52-61 di Strisce di terra strisce di carta. I fumetti dei liguri nel mondo (Rapallo/Latina, Deus Editore/ Tunué, 2008), catalogo della XXXVI Mostra Internazionale dei Cartoonist di Rapallo (GE), Florenzo Ivaldi nella primavera del 1967 tramite il disegnatore Stelio Fenzo incontrò a Venezia Hugo Pratt per proporgli di trasferirsi a Genova e realizzare fumetti per una rivista che avrebbe prodotto e pubblicato (il Sgt. Kirk della Ivaldi Editore - nell'immagine la copertina del primo numero).
Su quelle pagine compariranno per la prima volta Corto Maltese con Una ballata del mare salato e in seguito Koinsky con Gli Scorpioni del deserto. Il successo della rivista portò il talento di Hugo Pratt all'ettenzione dell'editoria francese, il maestro veneziano infatti inizierà a produrre storie per il mercato d'oltralpe scalando le vette del panorama fumettistico internazionale. Il resto come si suol dire è storia. Ma senza l'essenziale contributo dell'imprenditore-editore per passione il mondo delle nuvole parlanti con buona probabilità forse non avrebbe mai conosciuto Corto Maltese e Gli Scorpioni del deserto.

lunedì 19 settembre 2011

Hugo Pratt, i luoghi dell'avventura

Nell'autunno del 2006 usciva per la Tunuè il mio saggio Leggere Hugo Pratt. L'autore di Corto Maltese tra fumetto e letteratura.

Il mio interesse per i fumetti del "maestro di Malamocco" risale naturalmente a parecchio tempo prima, anche se la scrittura di questo libro mi ha inevitabilmente condotto ad approfondire l'intera produzione prattiana - non solo quella a fumetti quindi, ma anche quella letteraria - a conoscere approfonditamente la vita e le opere di Hugo Pratt, a rileggere le sue storie con maggiore consapevolezza, ad osservare le sue illustrazioni, i suoi disegni e le sue strisce con occhio diverso rispetto allo sguardo del semplice lettore appassionato. A ricucire collegamenti con la vasta cultura letteraria del creatore di Corto Maltese.


Proprio in questi giorni è stata inaugurata a Scicli, in provincia di Ragusa, la mostra Hugo Pratt - I luoghi dell'avventura. Il paese siciliano, noto anche per far parte delle location della serie televisiva del Commissario Montalbano, fa parte del distretto del barocco patrimonio dell'Unesco. La mostra, proveniente direttamente da Parigi, rimarrà aperta fino al 16 Ottobre. Insomma, andate a vederla e non avrete a pentirvene di sicuro.

sabato 7 maggio 2011

Hugo Pratt





In conclusione di una lunga intervista con Dominique Petitfaux il maestro di Malamocco affermò "[...] ho trovato la mia isola del tesoro. L'ho trovata nel mio mondo interiore, nei miei incontri, nel mio lavoro. Trascorrere la vita in un mondo di fantasia, questa è stata la mia isola del tesoro. Naturalmente, è vero che i mondi che mi capita di visitare seguendo le mie ricerche possono a volte venir giudicati puerili o inutili, tanto sono lontani dai problemi quotidiani, ma quando oggi ripenso a coloro che mi accusavano di essere inutile, e a quello che invece giudicavano utile, allora, a loro confronto, non solo provo il piacere a essere inutile, ma ne sento addirittura il desiderio. "
Difficile sintetizzare in poche righe un autore come Hugo Pratt. Ho letto e riletto, naturalmente, decine di volte le sue opere, e oggi dopo tanto tempo che non mi capitava ho ripensato ai suoi fumetti. Chissà perchè? Scrivendo il mio libro Leggere Hugo Pratt ho provato a suo tempo a ripercorrerne la carriera tra fumetto e letteratura. Un lavoro faticoso ma assai gratificante. Poco tempo dopo pubblicai pure un saggio breve sulla creazione di Corto Maltese, intitolato Corto Maltese il genovese (pubblicato su Strisce di terra strisce di carta). Eppure a Pratt si ritorna sempre, inevitabilmente.

martedì 5 ottobre 2010

Corto Maltese

Nel 2006 la Tunuè pubblica il mio saggio Leggere Hugo Pratt. L'autore di Corto Maltese tra fumetto e letteratura. Un lavoro durato circa tre anni (considerato pure che il libro nacque dalla rielaborazione, dallo sviluppo e dall'approfondimento della mia precedente tesi di laurea) che a distanza di quasi un lustro dall'uscita continua a difendersi bene o, come mi suggeriscono dalla Tunuè, "fa catalogo". Ad ogni modo, il saggio fu pure tra i finalisti del Premio Franco Fossati 2007.
Insomma, nonostante la saggistica sia molto faticosa come attività e poco o nulla remunerativa, almeno nella maggioranza dei casi, questo libro per me avrà sempre un significato particolare. Da un lato segna il mio debutto da "professionista" nel mondo del fumetto, dall'altro unisce nella realizzazione di un sogno che accarezzavo da tempo le mie principali passioni: la scrittura, il fumetto e la letteratura.
Negli anni poi sono venuti i soggetti e le sceneggiature, non sono mancate le recensioni e le segnalazioni per Leggere Hugo Pratt però, credetemi, la vita di un autore può avere dei momenti davvero grigi dettati da cause che spesso non dipendono nemmeno dalla propria volontà ma da quella altrui o dal semplice e incontrollabile caso (un progetto per un fumetto che non va in porto, una tua idea che alle tue spalle viene copiata dagli altri - che fanno pure gli indifferenti - un libro che salta all'ultimo momento...), ebbene in questi casi ecco che in qualche modo il buon HP mi manda un segnale di incoraggiamento.
Giusto ieri nello studio di un amico mi trovavo a sfogliare l'ultima edizione dei fumetti di Corto Maltese (in particolare il volume numero 9 - Suite caribeana) che escono in abbinamento ai periodici Rizzoli-Corriere della Sera ed ecco che all'interno dell'apparato redazionale curato da Fabio Licari a pag. 4 leggo quanto segue "In cerca di una chiave di comprensione moderna, ordinata e sintetica dell'opera prattiana suggerisco Leggere Hugo Pratt (Tunuè, 2006), saggio ben scritto da Giovanni Marchese".
In questi casi il morale spicca un salto in alto e ritorni a credere che presto o tardi gli obiettivi saranno raggiunti.
Grazie Maestro!

giovedì 9 settembre 2010

Sogni

A volte mi viene chiesto da dove vengono le storie che scrivo e i personaggi che racconto... gran bella domanda! Di solito mugugno un pò, poi farfuglio qualche parola e rispondo che le storie sono intorno a noi e in qualche modo le acchiappo.
Una risposta sicuramente non esaustiva.
Non sono un autore di quelli che si mettono a tavolino e inventano una storia di sana pianta dal nulla.
Scrivo queste cose poichè ripensavo allo spunto di partenza della sceneggiatura del nuovo fumetto che sta illustrando Luca Patanè.
All'inizio ci sono stati i due sogni, fatti all'incirca un paio di anni fa, in cui ho visto Hugo Pratt.
Nel primo sogno mi trovavo in una convention di fumetti e incontravo Pratt. Nel sogno sapevo che era già morto ma ciò nonostante e con reverenza mi rivolgevo al Maestro mostrandogli il mio saggio Leggere Hugo Pratt. Mi guardava compiaciuto ma non disse nulla. Il sogno finì e non lasciò traccia se non la certezza che la mia passione per i fumetti di Pratt stava diventando una fissazione.
Nel secondo sogno
invece mi trovavo in un giardino e d'un tratto incontravo Pratt. Mi avvicinai remissivo. Il maestro mi lanciò un'occhiataccia e, adesso non ricordo bene le parole, ma mi allontanò dicedomi in buona sostanza che era occupato, dovevo smetterla di seccarlo e mettermi una buona volta a scrivere qualcosa di mio invece prima che fosse tardi. Mi svegliai e stavolta mi rimasero impresse quelle parole: prima che fosse tardi.
Prima che fosse tardi? In che senso?

Avevo già scritto due fumetti (Ti sto cercando e Nessun ricordo ), e ritenevo di aver riversato già qualcosa di mio in quelle storie... ma evidentemente non era abbastanza. Fu così che iniziai a riflettere circa le idee da cui nacque il nuovo soggetto. Per ora mi fermo qui, alla prossima continuerò col resto che riserverà altre sorprese. Il quadro (di scuola preraffaellita immagino, ma non sono riuscito a sapere altro) che ho scelto per questo post è un dipinto che raffigura Morfeo, il mitologico dio dei sogni.

lunedì 6 settembre 2010

Self portrait

Come dico da qualche tempo vorrei iniziare a parlare del nuovo fumetto in lavorazione con Luca Patanè.
Allo stesso tempo vorrei esporre anche un pò di mie idee sulla scrittura e la narrazione per cui ho scelto non a caso l'immagine accanto, quella di un autoritratto di Francis Bacon le cui idee relative alla rappresentazione della realtà trovo molto interessanti.
Per iniziare colgo l'occasione segnalando l'intervista che ho rilasciato solo pochi giorni fa per la Scuola di Editoria per il Fumetto e la Traduzione di Bologna con cui ho iniziato a collaborare.
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Cominciamo dalle cose importanti. Su cosa stai lavorando? Ci sono novità per i prossimi mesi?
Ho finito da poco la stesura della sceneggiatura di un romanzo a fumetti che Luca Patanè ha iniziato a illustrare. Si tratta di una storia particolare nata da alcune idee che avevo in testa almeno da un paio di anni e che ho dovuto elaborare e rielaborare più volte prima di sciogliere tutti i nodi, tanto che a breve inizierò a parlarne sul mio blog.

Se è una storia così «vissuta», sarà qualcosa di molto intimo. Ma di cosa parla e da cosa nasce?
Nessuno forse mi crederà. Potrebbe sembrare assurdo, ma all’origine ci sono due sogni che ho fatto in cui c’era Hugo Pratt. Oltre che essere un appassionato lettore dei suoi fumetti, nel 2006 ho pure pubblicato un saggio monografico sul legame tra letteratura e fumetto nell’opera prattiana e lo conosco particolarmente bene. Nel secondo sogno Pratt mi disse che era ora che scrivessi qualcosa di mio, che sentissi veramente di raccontare. Allora avevo appena finito di scrivere la sceneggiatura di Nessun ricordo, una storia in cui avevo già riversato molto di vissuto. A quel punto mi misi a riflettere. C’era qualcos’altro che volevo raccontare, in effetti. Tempo prima per un progetto didattico di sostegno avevo lavorato a fianco di studenti schizofrenici. L’idea di riportare quell’esperienza per intero mi ripugnava, sarebbe stata una mancanza di rispetto a mio parere, però c’erano cose che valeva la pena di raccontare. Fu così che iniziai a scrivere la storia del protagonista del nuovo fumetto, nel tentativo, spero riuscito, di mettere nel fumetto un protagonista con una visione della realtà molto diversa dal solito.

Il resto dell'intervista potete leggerla cliccando qui.