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lunedì 12 settembre 2011

Manly Wade Wellman

ll cervello è un organo misterioso. Poco tempo fa ho letto l'ultimo volume di Hellboy, L'uomo deforme e altre storie, di cui ho anche scritto qui la settimana passata. Il racconto principale, L'uomo deforme, illustrato dal maestro Richard Corben, è un fumetto davvero gagliardo sceneggiato da Mike Mignola, creatore di Hellboy.
Nella post-fazione al volume compare un saggio breve dedicato a Manly Wade Wellman, uno scrittore di cui non ho mai sentito parlare e alla cui opera Mignola si è ispirato per la stesura del soggetto de L'uomo deforme (per la cronaca: il diavolo in persona).
Wellman è un autentico autore di culto della narrativa americana, invece in Italia non è famoso, non quanto H.P Lovecraft, per esempio. Nato nel 1903 e scomparso nel 1986, Wellman è stato uno scrittore assai prolifico durante la mitica stagione delle pulp magazines, ma anche oltre, e con una cospicua produzione narrativa di pregio che spazia dal fantastico all'orrore, dal fantasy al poliziesco e ad altri generi. Memorabili sopratutto le opere abientate nella regione dei monti Appalachi in cui l'autore dona risalto alle leggende e al folklore locali componendo racconti del brivido particolarmente efficaci. Diciamo che a differenza di Lovecraft, che crea una mitologia tutta sua, Wellman attinge invece ad una tradizione esistente. All'attivo di Wellman anche diverse collaborazioni nel mondo del fumetto come sceneggiatore, tra cui al The Spirit di Will Eisner. Insomma, ai miei occhi aveva tutte le carte in regola per incuriosirmi, peccato non avere nulla sottomano da leggere.
Passano alcuni giorni, poi qualche sera fa, mentre cerco qualcosa da leggere prima di andare a dormire, magari un racconto, mi viene in mente Orrori e incubi, una vecchia antologia regalatami nel 1998 in occasione di un compleanno e mai più toccata da allora, dove c'è un racconto di Stephen King - La notte della tigre . Ottima occasione per rileggerlo, penso. Sfilo il volume da sotto una pila di libri e sfogliando l'indice scopro che contiene un racconto di Manly Wade Wellman! Clamoroso. Non serbavo alcuna nozione di ciò. Non ricordo proprio nulla. Eppure pochi giorni dopo aver letto il fumetto di Hellboy, inconsciamente mi ritrovo tra le mani il libro col racconto di Wellman senza che ne sapessi nulla. Si intitola Chastel, l'ho letto, ed è una gustosa storia di vampiri che si collega al folklore degli Appalachi. Il cervello lavora senza che ne abbiamo coscienza. Stabilisce collegamenti inconsci. Una macchina misteriosa, davvero...

mercoledì 30 marzo 2011

Raccontare storie tra John Fante e Will Eisner

Negli ultimi anni per università, scuole e associazioni ho curato diversi laboratori di scrittura per la narrativa e il fumetto. La domanda che più di frequente mi è stata rivolta riguardava sempre l'invenzione del racconto, l'ispirazione o in poche parole: da dove vengono le storie?
Alla luce delle mie esperienze, delle mie letture, ho sempre pensato che una componente centrale nel raccontare storie era la fantasia, la capacità di immaginare. Costruirsi una propria scrittura è un passo decisivo, nel tempo però sono sempre più incline a credere che molto se non tutto dipende anche dall'abilità di guardare, ascoltare e saper osservare e sentire quel che ci circonda poichè le storie sono proprio sotto i nostri occhi, ma bisogna imparare a vederle e a scegliere quelle che vale la pena di raccontare poichè le storie sono tante come le persone, anzi di più.

Storie: chi scrive deve essere bravo a trovarle, ascoltarle, imparare a riconoscerle. Tutto sta qui.
Avete mai provato a trascorrere una serata attorno ad una tavola a ricucire storie di famiglia? Se non vi è mai capitato non sapete cosa vi siete persi. Per chi volesse curiosare su queste cose consiglio la lettura dei romanzi e dei racconti di John Fante, immenso scrittore italo-americano, la cui opera è stata pure raccolta in un bel Meridiano - un autore che personalmente adoro per come attraverso la scrittura ha saputo rendere le vicissitudini familiari una straordinaria e universale materia narrativa.

Non saprei dire se nel fumetto esiste qualcosa di simile, al momento mi viene in mente solo il grande Will Eisner, a cominciare dal suo Affari di famiglia.