Italo Svevo faceva in pratica il ragioniere. Charles Bukowski campava di espedienti, lavori pesanti, umili e sottopagati, corse di cavalli e scommesse. Jorge L. Borges lavorava presso una biblioteca. Franz Kafka lavorava per un istituto assicurativo. Tommaso Landolfi, appassionato di gioco d'azzardo, lavorava principalmente come traduttore. Primo Levi lavorava nel settore della chimica industriale. Raymond Carver nella sua vita svolse prevalentemente lavori pesanti: sono tutti grandissimi scrittori.
In ambito letterario il fatto che i libri nella stragrande maggioranza dei casi non consentono di campare a chi li scrive è un argomento assodato e di cui nessuno si scandalizza, tuttosommato. Nessuno può negare senza passare per imbecille che uno scrittore non possa essere un grande autore in funzione del fatto che si guadagna da vivere con lavori diversi dalla scrittura delle proprie opere.
Nel mondo del fumetto accade invece di sentire spesso il contrario. Come dire che solo i "best sellers" abbiano diritto di esistere. Non è il caso di prendersela, credo, è un mondo fatto così. E ora, musica!
In ambito letterario il fatto che i libri nella stragrande maggioranza dei casi non consentono di campare a chi li scrive è un argomento assodato e di cui nessuno si scandalizza, tuttosommato. Nessuno può negare senza passare per imbecille che uno scrittore non possa essere un grande autore in funzione del fatto che si guadagna da vivere con lavori diversi dalla scrittura delle proprie opere.
Nel mondo del fumetto accade invece di sentire spesso il contrario. Come dire che solo i "best sellers" abbiano diritto di esistere. Non è il caso di prendersela, credo, è un mondo fatto così. E ora, musica!
