Visualizzazione post con etichetta cinema. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta cinema. Mostra tutti i post

giovedì 20 aprile 2023

Spurs di Tod Robbins ovvero Freaks di Tod Browning


Forse non tutti sanno che Freaks, il film cult diretto da Tod Browning nel 1932, si basa su un racconto breve di Tod Robbins del 1923 intitolato Spurs (Speroni) e pubblicato dal Munsey's Magazine.
Ambientata nel mondo circense ed interpretata da persone affette realmente da deformità e tare fisiche, Freaks è considerata tra le pellicole cinematografiche fondamentali del genere macabro.


Ho avuto l'onore e l'onere di scrivere l'introduzione alla più recente traduzione italiana di Spurs, appena pubblicata dalla casa editrice Rosso Malpelo Edizioni, un'edizione impreziosita dalle sinistre e inquietanti illustrazioni di Gino Carosini.
Il racconto di Robbins si presenta come un'originale apologia della vendetta, il testo si sviluppa infatti attraverso una progressiva dinamica di violenza e sopraffazione della vittima, alimentata da una distorta sete di giustizia, che condurrà il lettore in un viaggio allucinato e crudo ai confini della realtà.
Leggetelo, ne vale davvero la pena, perché Tod Robbins è un autore sorprendente e ancora attuale che merita senz'altro una riscoperta da parte degli appassionati dell'orrore e del brivido.

martedì 31 ottobre 2017

Shining

SHINING, la pellicola di Stanley Kubrick girata nel 1980, torna al cinema dal 31 ottobre al 2 novembre in occasione di Halloween e in concomitanza con i quaranta anni della pubblicazione del romanzo best-seller di Stephen King che conquistò i lettori di mezzo mondo.
In genere, ho sempre cercato il modo di non andare a vedere film basati su romanzi o fumetti che ho letto e apprezzato: per risparmiarmi l'inevitabile delusione delle aspettative di lettore (chi legge, è risaputo, ricostruisce i romanzi nella propria mente con la fantasia, un mondo ritagliato nel cartoncino dei propri sogni - meglio - dei propri incubi nel caso di Stephen King e sarà inevitabile restare delusi dall'incongruenza tra il proprio immaginario e quello ricostruito del regista).
Alla stessa maniera evito di andare a vedere film ispirati a libri o fumetti che ho ancora intenzione di leggere. Per non rovinarmi la suspense della lettura, naturalmente. E per gli spoiler sulla trama.
Shining costituisce una delle poche eccezioni alla regola.
Innanzitutto poiché il film di Stanley Kubrick è uno dei capolavori della storia del cinema, una sinfonia maledetta sul male assoluto, ma sopratutto perché la prima volta che lo vidi avevo già letto il romanzo!
Ho letto Shining per l'appunto nei primi anni novanta, non ricordo esattamente quando, nell'edizione tascabile Bompiani che vedete riprodotta qui accanto. Il film l'ho visto in seguito in VHS prima e dopo al cinema grazie a una retrospettiva. Il romanzo è una avvincente storia di fantasmi sulla dipendenza da alcolici e sulle relazioni familiari tra marito e moglie e tra genitori e figli.
Le differenze tra le due opere sono molteplici. Esse differiscono per stile, concezione narrativa, linguaggio, registro. Tra le due versioni emergono anche differenze sulla trama di non poco conto.
Eppure, nonostante gli esiti differenti, a mio modesto parere siamo di fronte a due pietre miliari dell'immaginario collettivo. Due versioni di una magnifica storia dell'orrore tutte da gustare. Leggete il romanzo se non l'avete ancora fatto. E guardate il film se avete già letto il libro, non ve ne pentirete...
Buon Halloween a tutti!

lunedì 21 gennaio 2013

Django Unchained

Gran film questo Django Unchained.
L'ho visto e come al solito Quentin Tarantino non mi delude.
Storia avvincente. Immagini sontuose e molto filmiche. Il film ti tiene incollato alla poltrona, facendoti dimenticare di stare al cinema. La magia del buon cinema è questo.
Ti conduce in un'altra realtà prendendoti per mano e ti trascina con sé attraverso il mondo violento della frontiera. Con la schiavitù, la polvere da sparo. Le pallottole. Il sangue e tutto il resto. Inutile stare qui a riassumere la trama.
Vi consiglio di vederlo, non ve ne pentirete. Anche perché ad un certo punto ho avuto come un deja vu.
Broomhilda Von Shaft, da Django Unchained di Quentin Tarantino (Gennaio 2013)
Quando vidi Broomhilda Von Shaft, la schiava nera, la moglie che Django Freeman tenterà di salvare dalle grinfie del perfido proprietario Calvin Candy, mi sembrava di averla già vista da qualche parte. Già! Tra le tavole di Invito al massacro! Il fumetto che ho scritto e sceneggiato per i disegni di Davide Garota e pubblicato da Tunué. Magdalene nel fumetto è la ragazza che Jano tenterà di salvare dalle grinfie d'un magnaccio detto Polifemo.
Magdalene da Invito al massacro di Giovanni Marchese e Davide Garota (Maggio 2012)




Ora, io ho ideato il soggetto di Invito al massacro nel 2009. Ho steso la sceneggiatura in diverse fasi fino ai primi mesi del 2011. Davide Garota l'ha illustrato tra il 2011 e il 2012. Della pellicola di Tarantino fino a l'altro ieri non sapevamo nulla o quasi. Kerry Washington, l'attrice che interpreta la ragazza, non l'avevamo mai vista al cinema.  
Django Unchained è stracolmo di citazioni cinematografiche. Tarantino riversa nei propri film come suo solito la propria cultura in fatto di pellicole e non solo. Spesso anche di fumetti. Ma che tra di esse potessimo trovare un richiamo al nostro Invito al massacro proprio non me lo sarei aspettato!  
Le ragazze si somigliano come due gocce d'acqua. L'acconciatura di Broomhilda è uguale a quella di Magdalene. Identica. Precisa. Ditemi se questa non è una coincidenza incredibile! Fantastico. Tarantino ha citato Invito al massacro? Questo. Oppure siamo stati in contatto telepatico.

mercoledì 9 gennaio 2013

Simon Werner a disparu


Marzo 1992, in un piccolo sobborgo nella periferia di Parigi. Durante una festa a base di alcolici, alcuni adolescenti scoprono un corpo nascosto tra i cespugli di un bosco. Un corpo senza vita. Stacco.
Due settimane prima. Simon ha sedici anni, non c'è a lezione. Trovano alcune tracce di sangue. Fuga, rapimento, suicidio, omicidio? Pochi giorni dopo, Laetitia, una studentessa della stessa classe, scompare senza che i genitori sappiano nulla. Il giorno dopo, Jean-Baptiste, un terzo studente, scompare allo stesso modo. Le voci iniziano a diffondersi. La psicosi ha inizio.
Naturalmente questa pellicola dalla trama così allettante, dalle immagini così suggestive (diretta da Fabrice Gobert e con la colonna sonora originale dei Sonic Youth) nelle sale italiane proprio non s'è vista.

lunedì 7 gennaio 2013

La migliore offerta


Ho inaugurato la nuova annata cinematografica andando a vedere La migliore offerta, pellicola scritta e diretta da Giuseppe Tornatore. 
La migliore offerta è un gran bel film, che funziona davvero bene. Ti tiene incollato alla poltrona fino alla fine suggestionandoti di continuo con la sua magia. Tecnicamente mi ha ricordato Una pura formalità, uno dei precedenti lavori di Tornatore, in cui riecheggia la medesima atmosfera, una suspence tesa e tagliente che rimanda, tra gli altri, al maestro del brivido, Alfred Hitchcock.
Il regista siciliano ha dato prova di non aver dimenticato cos'è il cinema, di aver sempre avuto ben chiaro come si dovrebbe girare ogni buon film che sia tale. L'annata al cinema è iniziata bene, davvero.

lunedì 12 novembre 2012

Diabolik in TV


Pochi giorni fa è stato presentato il teaser trailer delle serie televisiva ispirata ai fumetti di Diabolik che andrà in onda nel 2014. Che sia la volta buona per vedere finalmente un adattamento televisivo come Dio comanda di uno dei personaggi più popolari del fumetto italiano? A giudicare dal trailer sembrerebbe di sì.
E Diabolik sin dalla sua comparsa è sempre stato all'avanguardia. Creato nel '62 dalle leggendarie Angela e Luciana Giussani con il fondamentale apporto grafico di Enzo Facciolo, Diabolik è stato il primo eroe negativo del fumetto italiano, in pratica. E anche il primo personaggio a rompere gli schemi linguistici del fumetto popolare fungendo da apripista alla felice stagione degli eroi neri (Kriminal e Satanik, su tutti). Oserei dire che probabilmente senza Diabolik  non sarebbe arrivato forse nemmeno Lo Sconosciuto di Magnus.
Ad ogni modo, il tema è un altro: perchè il fumetto italiano pur possedendo decine di personaggi popolari e protagonisti di migliaia e migliaia di ottime storie non è mai giunto sugli schermi televisivi e cinematografici con altrettanta forza narrativa ed impatto visivo? 
Fermiamoci alla santa trinità del fumetto popolare italiano, i personaggi letti e conosciuti da un pubblico vastissimo e variegato, icone dal sicuro ritorno commerciale: Tex, Diabolik e Dylan Dog. Bene. Di Tex è stato prodotto solo un lungometraggio diretto da Duccio Tessari nei lontani anni '80, Tex e il Signore degli Abissi, che nelle intenzioni originali avrebbe dovuto fungere da episodio pilota per una serie televisiva mai decollata. Sulla pellicola gravano giudizi controversi. 
Quanto a Dylan Dog, il recente film omonimo del 2010 si è rivelato una grossa delusione per tutti i lettori dell'indagatore dell'incubo: lontano anni luce dallo spirito del personaggio di Tiziano Sclavi. A dirla completa a Diabolik fu anche dedicata una pellicola negli anni '60 diretta da Mario Bava e dagli esiti altrettanto contradittori.
L'auspicio è che questa nuova serie televisiva ispirata a Diabolik possa segnare una svolta. Da non sottovalutare anche il contemporaneo lancio di una nuova serie a fumetti legata al personaggio e alla serie TV. Alla Astorina, la lungimirante casa editrice di Diabolik, insomma, pensano in grande. Bravi.

venerdì 28 settembre 2012

Tutto il resto è noia

Edward Hopper, La collina del faro, 1927
Non amo le storie in cui la sospensione di credulità sia assoluta e totale. Esse mi lasciano indifferente. L'inverosimiglianza senza limiti mi stufa.
Come lettore prima, e come autore poi, sono attratto principalmente dalle storie pregne di crudo realismo o al contrario da quelle storie visionarie che si muovono ai confini della realtà, in quel territorio ambiguo e crepuscolare in cui pochi dettagli, o anche un solo particolare fantastico, riescono a sovvertire e sconvolgere l'intera impalcatura della narrazione spedendo il lettore in una dimensione percettiva ambigua e imprevedibile, metafisica e surreale. E perciò divertente. Nel senso etimologico del termine (dal latino DEVERTERE: volgere altrove, in direzione opposta; far prendere un'altra direzione. In senso figurato distogliere da un percorso già intrapreso). Tutto il resto è noia.

martedì 25 settembre 2012

L'isola dei morti

L'isola dei morti (Arold Böcklin, Firenze, 1880)
In genere ho l'impressione che chi si occupa di comunicazione culturale, nei mass media, gli uffici stampa e comunicazione in particolare, i giornalisti in generale, siano essi nella veste di recensori o cronisti, sia alla ricerca per lo più del libro inteso come fenomeno editoriale.
In genere ho l'impressione che essi siano attratti dalla tematica dal forte impatto mediatico (l'ennesima strage di Stato o l'ennesima biografia di un personaggio famoso morto in circostanze tragiche ed esemplari) o dall'autore-personaggio tipico (es. un transessuale, una pornocasalinga, un ex piazzista di abbonamenti telefonici, un politico, un calciatore, un personaggio televisivo o dello spettacolo) che per la sua eccentricità sia identificabile in maniera forte e immediata.
In genere il valore dell'opera passa in secondo piano. Anzi, in genere esso scompare. Se poi l'autore per disgrazia conduce una vita non troppo complicata, se poi per accidente l'autore si guadagna da vivere con un lavoro ordinario e se, in ultima analisi, la sua opera spicca per il proprio valore intrinseco e per le riflessioni che inpone senza che entrino in gioco perciò tutti quegli aspetti comunicativi di cui sopra, ebbene quell'autore è spacciato. Difficilmente sentirete parlare di lui, in genere. Men che meno delle sue opere. Ho il presentimento che se poi l'autore sia pure una persona colta la cosa non interesserà proprio. In genere per essa è riservato il disprezzo.

venerdì 6 aprile 2012

Buona Pasqua

 

mercoledì 4 aprile 2012

Invito al massacro - zerotredici

Si, ci si avvicina sempre più all'uscita di Invito al massacro, il nuovo romanzo a fumetti che ho scritto e sceneggiato per i disegni di Davide Garota, il libro infatti sarà presentato in anteprima da Tunué al Napoli Comicon.  


Tra gli omaggi cinematografici presenti nelle tavole ne troverete uno dedicato al capolavoro di Dario Argento, quel Profondo rosso di cui vedete qui sopra una celebre sequenza.
 

venerdì 17 febbraio 2012

Sepolto vivo

Lo vidi per la prima volta da ragazzino e la sequenza dell'uomo imprigionato e sepolto vivo nella cripta mi è rimasta impressa per sempre.
Ogni vero appassionato di cinema che si rispetti deve aver visto almeno una volta nella vita questo film. Per tacere dei cultori di Edgar Allan Poe. Si, perchè la pellicola è liberamente ispirata a La sepoltura prematura (titolo originale:The premature burial, 1884) uno dei Racconti del Terrore del grande scrittore di Boston.
Girato nel 1961 dal leggendario Roger Corman, regista di culto diventato celebre per i film horror ispirati alle opere di Edgar Allan Poe e per una produzione assai vasta di pellicole di genere, Sepolto vivo racconta la storia di Guy Carrel, uno studioso di medicina che vive isolato in una grande villa di campagna con la sorella Kate. Guy è assillato dalla paura di venir sepolto vivo, infatti è convinto che il padre, scomparso anni prima, fosse stato sepolto prematuramente nella cripta di famiglia a causa di un attacco di catalessi, la morte apparente. La fidanzata Emily tenterà di distoglierlo dalla sua ossessione, ma qualcosa non andrà per il verso giusto e Guy sembrerà destinato a rimanere prigioniero delle proprie paure. Il film, dotato di un fascino senza tempo, si segnala per la bravura degli attori - tra tutti un sontuoso Ray Milland nel ruolo del protagonista - e per l'atmosfera macabra e sinistra delle scene. Memorabili le sequenze oniriche degli incubi di Guy Carrel in cui il personaggio sogna la propria sepoltura prematura. Nel nuovo fumetto, Invito al massacro, c'è una sequenza interamente ambientata in un cimitero... a buon intenditor poche parole.

venerdì 10 febbraio 2012

Jeff Lemire

Ho scoperto Jeff Lemire quasi per caso, essendomi imbattuto nel suo Signor Nessuno (The Nobody, in originale), versione a fumetti de L'uomo invisibile, il classico romanzo di fantascienza di Herbert George Wells del 1897.
Signor Nessuno è uscito in Italia nel 2010 per la PlanetaDeAgostini, l'allora licenziatario per l'Italia dei diritti DC Comics-Vertigo. Avevo già letto un gran bene di Lemire, ma non avevo letto nulla di suo e in tutta sincerità ero attratto dall'argomento, dato che sono un appassionato de L'uomo invisibile, da quando per la precisione ho visto il film che ne ha tratto James Whale nel 1933 con l'impareggiabile Claude Rains nel ruolo del protagonista.
Finita la lettura poi il lavoro di Lemire mi ha conquistato per l'efficacia con cui ripropone e rende attuale lo spirito del romanzo originale di H.G. Wells, attraverso un segno immediato ed espressivo e uno storytelling molto accurato e calzante. Insomma, Lemire è un grande talento.
Speravo che in Italia pubblicassero qualcos'altro di questo bravo autore, avevo letto delle buone recensioni di Essex County (uscito negli U.S.A. per Top Shelf), ma è di oggi la notizia che a Maggio per la neonata RW Edizioni, neo-licenziataria per l'Italia dei diritti Dc Comics - Vertigo, uscirà il primo volume di Sweet Tooth intitolato Fuori dai guai (uscito negli U.S.A. proprio sotto etichetta Vertigo). Molto bene, ricordiamoci di prenotarne una copia.

mercoledì 8 febbraio 2012

Invito al massacro - zerosette



Come avevo già fatto tempo fa, posterò qualcosa di diverso invece della solita vignetta in anteprima per suggerirvi un riferimento a Invito al massacro, il nuovo romanzo a fumetti che ho realizzato con Davide Garota prossimamente in uscita per Tunuè. Anche stavolta l'ipertesto, la scelta di qualcosa di esterno che però ha un certo legame con Invito al massacro, è caduta sul cinema e in particolare su L'imperatore di Roma, la struggente pellicola girata nel 1987 dal regista Nico D'Alessandria.
Non è un collegamento di cui ero consapevole, nonostante abbia visto questo film almeno tre volte, solo in questi giorni mi sono reso conto delle affinità che esistono tra il film e Invito al massacro. Ad ogni modo, se non avete ancora visto L'imperatore di Roma fatelo perchè ne vale la pena. Per Invito al massacro basterà pazientare invece fino al Napoli Comicon 2012.


lunedì 6 febbraio 2012

Shining

Per una strana combinazione del destino ho letto Shining, il romanzo di Stephen King, ben prima di aver visto l'omonima pellicola girata da Stanley Kubrick. Il romanzo è del 1977 e l'ho letto in edizione tascabile nei primi anni novanta, mentre il film è del 1980 e lo vidi per la prima volta in vhs poco tempo dopo aver letto il libro. Teniamo a mente però che all'epoca non era così semplice procurarsi e vedere un film senza noleggiarlo in vhs o beccarlo in tv. Basta, come fu come non fu avvenne che vidi il film solo dopo aver letto il libro. Trovai molte differenze nella trama rispetto al romanzo, certe cose scritte fanno un effetto che non sempre è possibile rendere al cinema e alcune parti del libro erano state tagliate per ragioni linguistiche. Il libro è una magnifica storia di fantasmi scritta come Dio comanda. Il film ha qualcosa di più oscuro e ambiguo. Nel libro il male era qualcosa legato agli individui, incarnato dai fantasmi che infestavano l'albergo, e i personaggi, Jack Torrence in primis, erano in fondo vittime, per quanto Jack Torrence covasse un'enorme frustrazione, il fallimento come scrittore - che nel film è sovrastata da un male ancestrale e oscuro.
Magnifica l'interpretazione di Jack Nicholson, per quanto ispirata dallo scrittore alcolizzato e in crisi interpretato magistralmente da Ray Milland in Lost weekend (1945) di Billy Wilder.
Jack Torrance è impazzito perchè non riusciva più a scrivere
.
REDRUM, REDRUM, REDRUM!

venerdì 20 gennaio 2012

Clerks



Clerks, la pellicola di Kevin Smith del 1994. Oh! In questi giorni di tumulti e rivolte questa scena mi viene in mente spesso. Ne ho sentite talmente tante... che davvero non si può non pensare alla miopia o in alternativa alla malafede.
Kevin Smith, grande appassionato di fumetti, in seguito iniziò a collaborare con Marvel e DC Comics (Spiderman, Daredevil, Green Arrow e Batman). Clerks lo vidi una sera d'estate in un cinema all'aperto, avrò avuto all'incirca diciotto-diciannove anni. Divenne immediatamente un film di culto. Naturalmente uno dei miei preferiti di sempre. Al solito non si potè fare a meno però di leggere sui giornali commenti banali e scontati come "il film sulla generazione X". Clerks è molto di più.

martedì 27 dicembre 2011

Trinità



Non credo sia il caso di dargli un'importanza vitale, ma ripensando all'anno che sta per concludersi mi chiedevo quali cose tra libri, film e fumetti "incontrati" nel 2011 mi rimarrano più impresse da un punto di vista estetico e non solo. Ripensando ai libri, ne avrò letti poco più di una decina credo - fumetti esclusi - tra i quali vorrei menzionarne almeno tre: Perturbamento di Thomas Bernhard, Il giudizio della sera di Sebastiano Addamo e Marinai perduti di Jean Claude Izzo.
Per quanto riguarda i film, anche lì saranno stati poco più di dieci, tra cui menzionerei Corpo celeste di Alice Rohrwacher, Drive di Nicolas W. Refn e Miracolo a Le Havre di Haki Kaurismaki. Infine i fumetti. Non saprei dire quanti ne ho incontrati, sicuramente in misura molto maggiore. Arduo stringere il cerchio a tre titoli, ma ci proverò: Sabato tregua di Andrea Bruno, X'ed out di Charles Burns e Phonx di Paolo Bacilieri. Consapevole di aver operato esclusioni dolorose, prometto di tornare sull'argomento con una lista più ampia di titoli a fumetti da consigliare dall'anno che va a chiudersi.

mercoledì 21 dicembre 2011

Brian di Nazareth



Tra pochi giorni sarà il compleanno di Brian, il giudeo-romano protagonista della pellicola Life of Brian, tradotto in Italia come Brian di Nazareth, capolavoro dei Monty Python. Mi auguro che sappiate chi siano i Monty Python, altrimenti che le piaghe d'Egitto possano cogliervi!
Il film del 1979, accusato di blasfemia, è una parodia del cristianesimo e allo stesso tempo una satira sull'integralismo religioso e non, forse per questo motivo in Italia è stato distribuito solo nei primi anni '90 - è risaputo infatti come in questo paese ci siano da sempre due Stati, la Repubblica e il Vaticano. Però Brian di Nazareth è un gran bel film. E per giunta stimola una riflessione su temi profondi e sul pensare con la propria testa. Sarà per questo che fa paura? Vabbè, che dire? Così va il mondo. Buon compleanno Brian!

lunedì 19 dicembre 2011

Willy Wonka



Non ricordo con esattezza quando, ma sarà stato sicuramente durante gli anni delle scuole elementari. Le vacanze di Natale iniziavano e fino alla Befana niente compiti e maestra e basta alzarsi presto la mattina ma solo fumetti, cartoni animati e niente noia. Bei tempi! Si, sarà stata la prima metà degli anni '80, grossomodo. Ad ogni buon conto ricordo pure che in televisione davano film memorabili e assolutamente fondamentali e che grossomodo replicavano tutti gli anni durante le vacanze di Natale.
I Gremlins, La storia infinita, Nel fantastico mondo di Oz, La storia fantastica ma sopratutto Willy Wonka e la fabbrica di cioccolato (quello del '71, ovvio! Non parlatemi di quella ciofeca uscita nel 2005!). Buone feste!

mercoledì 14 dicembre 2011

Midnight in Paris



A me i film di Woody Allen convincono sempre. Credo che questa qualità derivi dal fatto che le sue pellicole sono belle perchè scritte molto bene. Si avverte come alla base ci sia una scrittura solida. Vedere i suoi film e studiarne la struttura, i personaggi, è sempre stato un godimento per me, e un riferimento per la buona scrittura in generale.
Ieri ho visto Midnight in Paris, l'ultimo lavoro di Woody Allen. Quante volte si ha la sensazione, anzi, la netta certezza, che se avessimo fatto scelte diverse nella vita oggi le cose andrebbero senz'altro meglio? Che se avessimo vissuto in un'epoca diversa avremo senz'altro realizzato i nostri sogni? Illusioni? Forse. Midnight in Paris è una pellicola deliziosa che approfondisce in chiave universale questi temi, centrali nella vita di uno scrittore. Ci si immedesima nel protagonista con immediatezza. Si, dopo ci si sente più leggeri. Forse anche più saggi. Un buon film, vedetelo se potete.

lunedì 12 dicembre 2011

Invito al massacro - zerocinque



Si, dunque, considerato che passerà ancora del tempo prima di vedere il fumetto in cartaceo, di tanto in tanto posterò qualche anteprima come l'altro giorno oppure come in questo caso qualcosa di suggestivo che abbia a che fare in qualche modo con la storia di Invito al massacro. In effetti non è la prima volta che metto qui un collegamento esterno al fumetto, una sorta di "ipertesto" che ha un qualche legame col racconto. Bene, potete rivedere tutto utilizzando il tag nuovo fumetto (o Invito al massacro, è uguale) e seguendo questo filo non vi rovinerete l'eventuale lettura, ma potrete pian piano entrare nello spirito e nel mondo di Invito al massacro.