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giovedì 25 marzo 2021

Surrealismo, l'arte che ha rivoluzionato l'arte

Chi mi conosce lo sapeva bene. 

Dopo la pubblicazione di Invito al massacro, il graphic novel di cui ho scritto soggetto e sceneggiatura pubblicato da Tunué nel 2012, avevo maturato la sensazione che non avessi più molto di nuovo da dire col fumetto, che dopo tre romanzi a fumetti e una manciata di fumetti brevi avessi ormai esaurito le idee, per lo meno quelle che a mio parere mi sembravano innovative, da poter prendere in considerazione. Si pubblicavano e si pubblicano tutt'oggi decine e decine di fumetti ogni mese. Non mi andava di aggiungere roba che non provasse a dire qualcosa di nuovo, che non tentasse almeno a guardare avanti come avevo sempre cercato di fare con le mie sceneggiature. 

Accantonai la scrittura per i fumetti e mi dedicai completamente alle lezioni di sceneggiatura per la Scuola del Fumetto e alla narrativa "tradizionale", per così dire, pubblicando una dozzina e passa di racconti brevi e il romanzo surrealista L'uomo di Schrödinger edito da Verba Volant nel 2014.  Nel tempo libero leggevo fumetti e scrivevo, ho tre romanzi ancora inediti che stanno a testimoniarlo, e la vita scorreva. Sceneggiatori e disegnatori tentavano invano di coinvolgermi in altri progetti, ma non volevo proprio saperne, non riuscivo proprio.

All'improvviso, nell'estate di un paio di anni fa, qualcuno mi suggerì di proporre un progetto per l'innovativa collana di graphic novel dedicate al mondo dell'arte che Centauria aveva da poco lanciato: da quel momento la scimmia si ridestò. Ogni remora e repulsione vennero meno. Tutti i dubbi crollarono. Sarebbe stata l'occasione per parlare di uno degli argomenti che mi appassionano da sempre: il movimento Surrealista! E lo avrei fatto con un fumetto in cui avrei unito il Surrealismo alla Fantascienza, altra mia grande passione. L'idea per fortuna piacque e il progetto a poco a poco prese forma affidato alle matite e ai pennelli del talentuoso Giuseppe Latanza.

Il libro andrà in distribuzione in questi giorni sul mercato italiano e posso dirvi che leggerlo sarà un'esperienza unica, anzi, avrete l'opportunità, come i personaggi del fumetto, di vivere il Surrealismo direttamente in prima persona.

Nel futuro, quando le biblioteche e i musei non esisteranno più, la conservazione del patrimonio culturale delle epoche passate sarà affidata alla tecnologia di sofisticati computer quantistici, l’unico strumento in grado di gestire il sapere accumulato dalla specie umana nei secoli e di restituire intatta la conoscenza del passato alle generazioni future. 

A questo scopo sono stati progettati i Padiglioni Didattici, enormi strutture ipertecnologiche capaci di riprodurre qualsiasi periodo storico. All’interno agiscono i simulacri, androidi in tutto e per tutto simili all'uomo, che possono assumere l’identità di personaggi storici, condottieri, esploratori, poeti, artisti, filosofi. E i visitatori interagiranno con i simulacri e gli ambienti olografici potendo vivere una vera e propria immersione nel passato...

Buona lettura!

Giovanni Marchese e Giuseppe Latanza

Surrealismo, l'arte che ha rivoluzionato l'arte 

Centauria


 

lunedì 18 ottobre 2010

Luis Buñuel

Durante i miei anni universitari fui tra i fondatori e animatori di un cineforum studentesco. Adesso potrà sembrarvi strano, ma fu il primo cineforum studentesco della facoltà (nel senso che non ne erano mai esistiti altri prima di allora - si, erano altri tempi).
Ogni volta per le varie rassegne che organizzavamo bisognava smaltire una serie di pratiche burocratiche per avere l'autorizzazione a svolgerle, il programma doveva avere l'imprimatur di una docente che per altro in materia non aveva la benché minima competenza, oltretutto i mezzi a nostra disposizione erano alquanto obsoleti (un vecchio vhs e uno scalcinato televisore a 60 pollici o giù di lì) per altro disponibili solo in un'aula il cui utilizzo era limitato dalle 18,30 alle 20,30 a causa delle lezioni precedenti che vi si svolgevano e dei bidelli che finivano l'orario di servizio. Si, eravamo costretti a scegliere film di massimo due ore... non eravamo un gruppo numeroso, e di solito non ci mettevamo molto a scegliere i film (anche perchè dovevamo procurarceli noi a nostre spese, ovvio). La facoltà non scuciva una lira. Scopo del cineforum era diffondere cultura cinematografica.
Per me fu un'occasione unica per vedere opere che non conoscevo e scoprire autori di cui fino ad allora avevo solo sentito parlare. Ho un bel ricordo di quelle rassegne. Mi hanno aiutato a capire il cinema, a formare un mio gusto, un senso critico. E poi il cinema aiuta a sognare, a capire la realtà, a scoprire chi siamo e dove andiamo. Per chi scrive il cinema (il buon cinema) è fondamentale.
Una volta finita l'università, dopo la laurea, il cineforum chiuse i battenti, nonostante le proiezioni fossero sempre frequentate dagli studenti non ne trovammo da coinvolgere per continuare l'iniziativa dopo di noi.
Con l'avvento della riforma e delle "insegne luminose che attirano gli allocchi" le rassegne iniziarono ad essere organizzate dalla facoltà, con mezzi più adeguati (proiettori digitali, maxi schermo) ma senza anima, così, per puro scopo didattico e spesso senza una logica estetica.
Ad ogni modo, durante quelle rassegne scoprii per esempio Luis Buñuel e mi appassionai al suo cinema. Pellicole come I figli della violenza, Estasi di un delitto, Nazarin, Viridiana, L'angelo sterminatore, Simon del deserto, fino a Bella di giorno, Il fascino discreto della borghesia e Quell'oscuro oggetto del desiderio mi hanno suggestionato parecchio, a esse sono tornato negli anni più volte per rintracciare qualcosa che ancora mi sfuggiva.
Il respiro antiborghese, l'anticlericalismo e la vena surreale del cinema di Luis Buñuel mi hanno ispirato più di qualche idea.
Per dire che il cinema racconta la realtà, ti spinge a comprendere e poi a tua volta a raccontare le cose dal tuo punto di vista. Nel nuovo fumetto ci sono state delle sequenze surrealiste che mi hanno aiutato a scrivere le tavole in maniera più efficace. Non so, oggi me ne sono ricordato, tutto qua.