mercoledì 18 gennaio 2012

Inland Island

Leggendo Niente trucchi, il blog di Michele Petrucci, mi sono imbattuto in alcuni post in cui Michele tirava fuori dal cassetto dei vecchi progetti (es. Palla di fango) che non è riuscito a pubblicare. Così mi sono tornati in mente certi progetti miei che hanno fatto la medesima fine e di cui mi ero quasi del tutto dimenticato, più che altro non ci pensavo più ecco, d'altronde credo sia normale forse rimuovere il ricordo delle cose che non hanno funzionato. Mi sono detto che forse era bene dargli una degna sepoltura. Inauguriamo qui allora questa sorta di "cimitero" dei fumetti mai nati con un progetto che avevo delineato assieme a Luca Patanè, il disegnatore con cui ho realizzato i romanzi a fumetti Ti sto cercando e Nessun ricordo.
Il progetto si intitolava Inland Island - L'isola interiore. L'ideazione risale al 2008/09, avevo scritto il soggetto e steso otto pagine di sceneggiatura che Patanè aveva illustrato a colori (nell'immagine potete vedere un esemplare). Proponemmo il progetto a diversi editori ma senza esiti positivi. Il protagonista era un agente segreto con un passato oscuro e che si trovava coinvolto in una faccenda misteriosa ai limiti del paranormale - una sorta di X-Files all'italiana - si, qualcosa di profondamente diverso rispetto agli altri lavori che avevo fatto. Perchè non è andata? Bah! Vallo a capire... male che vada non se ne fa niente, dico sempre a me stesso, ma quando si propone un progetto in valutazione è sempre un terno al lotto. Inland Island riposa in pace. Amen!

lunedì 16 gennaio 2012

La donna della domenica

Ho letto La donna della domenica solo un paio di estati fa, perciò ho un ricordo ancora fresco e vivido, ma non solo per questo, naturalmente è un buon libro, una scrittura che rimane impressa e per me che ho sempre avuto un'attrazione fatale per le storie misteriose nelle varie declinazioni che il mercato librario conosce (noir, giallo, poliziesco, polar, detective story, kriminal roman, hard boiled...) leggerlo era un dovere e un piacere allo stesso tempo. Gli autori del romanzo sono Carlo Fruttero e Franco Lucentini, due nomi che pacatamente hanno accompagnato le letture di diverse generazioni di appassionati avendo collaborato a più riprese alla stesura di romanzi molto amati, nonchè a svariate traduzioni di libri di genere molto popolari e alla direzione per venti anni e oltre della storica rivista di fantascienza Urania. Franco Lucentini morì a Torino, una decina di anni fa, in circostanze tragiche - una morte che fatalmente ricordava quella che era stata per Primo Levi e Cesare Pavese. Carlo Fruttero invece è scomparso solo ieri, in silenzio. Le loro vite lasciano come grande eredità il modello di un lavoro intellettuale condotto con grande passione e competenza, l'esempio di una scrittura sobria, puntuale e suggestiva, accurata e di grande immediatezza. La donna della domenica, che negli anni è diventato un classico del giallo all'italiana, racconta l'indagine del Commissario Santamaria sull'omicidio dell'architetto Garrone, un individuo losco che conduce una vita di squallidi espedienti ai margini dell'alta borghesia torinese, trovato ucciso nel suo pied-à-terre con il cranio sfondato da un fallo di pietra... Leggetelo, non ve ne pentirete. (nell'immagine, una litografia di Jean-Pierre Cassigneul)

venerdì 13 gennaio 2012

Tavola rotonda sul fumetto


Il Comune di Siracusa, Verba Volant Edizioni e Biblios Café hanno organizzato nel capoluogo aretuseo la Settimana del Libro, che si concluderà giorno 15 Gennaio.
La manifestazione vede incontri tematici e dibattiti con editori tradizionali e digitali articolati in vari momenti e la presenza di alcuni autori siciliani.
Gli editori presenti sono: VerbaVolant, Ottavio Navarra Editore, Morrone Editore, Emanuele Romeo Editore, Discovery Edition, Lettera Ventidue.
Inoltre parteciperanno le riviste OH Magazine e Tribeart.
Il calendario degli incontri, disponibile qui, prevede per giorno 14 alle 18.30 presso L'Antico Mercato di Ortigia una tavola rotonda sul fumetto, a cui il sottoscritto è stato invitato a intervenire con Angelo Orlando Meloni, Seby Spicuglia e gli autori di Psicometrica Simone Brusca e Giacomo Pilato.
Insomma, l'occasione per una passeggiata a Ortigia, il suggestivo centro storico di Siracusa, l'antica capitale della Magna Grecia, lasciandosi trasportare da nerd-deliri... Obladìobladà!

mercoledì 11 gennaio 2012

Linea d'ombra


In Italia dove può arrivare uno sceneggiatore di fumetti? Che influenza potrà avere? Quanto conta quel che scrive? Stando ai fatti, cioè guardando la storia del fumetto in questo paese, gli sceneggiatori hanno avuto come maggiore punto di approdo la titolarità di una serie da edicola, magari premi prestigiosi, la ristampa e la pubblicazione all'estero. Questi traguardi sono accompagnati a volte da un grande successo commerciale in termini di vendite e royalties - fenomeno limitato alle sole produzioni per le edicole, dato che il fumetto in libreria non ha mai fatto grandi numeri. Quindi uno sceneggiatore che scrive per un editore che produce fumetti per le edicole ha come apice la titolarità di una serie di successo commerciale (gli esempi sono tanti) e come minimo la collaborazione fissa per una testata da edicola. Si tratterebbe di una gamma abbastanza ampia di possibilità tuttosommato, se non fosse che gli editori che producono fumetti per le edicole sono in numero assai minore rispetto al passato. Insomma, non è facile inserirsi di certo ed è dura giocare le proprie chances.
E quando invece uno sceneggiatore di fumetti si dedica solo alle produzioni da libreria? Col formato del graphic novel il massimo a cui potrà puntare sarà un riconoscimento critico e l'edizione estera. Magari l'esaurimento della prima tiratura - in genere mai meno di mille copie o più di tremila - e il lancio di una riedizione. Un effimero successo commerciale. Nessuno me ne voglia, ma nel graphic novel non trovo sceneggiatori italiani che abbiano raggiunto o superato questi traguardi tutti assieme e da paragonare a autori-disegnatori di punta come Gipi o Manuele Fior, per esempio. Nel fumetto da libreria e col graphic novel fino a questo momento conta l'autore che disegna, lo sceneggiatore di punta non pare sia emerso, è un uomo nell'ombra.

lunedì 9 gennaio 2012

Blacksad

Giunta è l'ora di scrivere qualcosa su Blacksad, il fumetto degli spagnoli Juan Dìaz Canales e Juanjo Guarnido. Protagonista è John Blacksad, un gatto nero-detective privato che si muove sullo sfondo degli Stati Uniti degli anni cinquanta. Tutti i personaggi sono animali antropomorfi, e lo sono nella misura in cui l'animale che incarnano rispecchia il loro carattere.
A tutt'oggi sono stati prodotti quattro album in Francia, editi da Dargaud (Da qualche parte fra le ombre, Arctic Nation, Anima Rossa e L'inferno, il silenzio) e tradotti in molti paesi esteri - tra cui l'Italia. Blacksad è quello che si definisce un fumetto di successo. Bestseller, giudizi lusinghieri sia dalla critica che dai lettori. Premi e riconoscimenti. Quando un autore tocca questi livelli può davvero dirsi arrivato. Blacksad è destinato a restare nella storia del fumetto come certi illustri predecessori (vedi Corto Maltese o Tin Tin ad esempio). Si tratta di lavori perfetti. Non c'è molto da aggiungere. Le sceneggiature sono precise, misurate. Le illustrazioni meravigliose e suggestive. Se proprio volessi muovere una critica direi che le storie, per quanti hanno familiarità con l'universo narrativo di Raymond Chandler, sanno di minestra riscaldata. John Blacksad è Philippe Marlowe. Entrambi detective rudi e sofisticati. Liberi e soli. Disincantati e idealisti. E tutti i personaggi di contorno sembrano presi dai romanzi di Chandler. Se proprio volessi spaccare il capello in quattro potrei dire che i disegni sono troppo densi e ricchi per un fumetto: richiedono una elaborazione lenta che frena la lettura. Ciò detto per onestà intellettuale, per il resto Blacksad è un perfetto capolavoro.

mercoledì 4 gennaio 2012

Un bravo editor è oro puro

"Un bravo editor è oro puro", così scriveva l'altro ieri Onofrio Catacchio, talentuoso disegnatore di fumetti, commentando il post precedente sulla mia bacheca Facebook.
Ebbene sì, a proposito di narrazione sequenziale, la valutazione andrebbe mirata al complesso di sceneggiatura e illustrazione, testo e interpretazione grafica, ma talvolta le storie a fumetti non girano bene, non reggono, non funzionano. Quando c'è qualcosa che non torna nel fumetto e si avverte uno stridore vuoto il più delle volte è un problema di sceneggiatura o di interpretazione inadeguata del disegnatore. Queste cose può prevenirle un buon editor - o correttore di bozze che dir si voglia - che nello specifico del fumetto dovrebbe avere la capacità di valutare attentamente sia la scrittura che il disegno di un fumetto. Personalmente ho avuto a che fare con diversi editor tra saggistica, fumetto e letteratura. Alcune volte è andata meglio di altre. L'editor deve intuire il talento prima che si manifesti, ma cosa distingue un buon editor? Fermo restando che scrittura e disegno restano prerogativa degli autori, l'editor dovrebbe possedere la capacità di percepire quando una storia non è strutturata al meglio, dovrebbe aiutare gli autori a rimettersi in discussione per far emergere quello che hanno da dire senza sprechi o lungaggini, centrando il focus narrativo. Segnalando i passaggi a vuoto, i trucchi, le insegne luminose, le cose già viste e già dette. L'editor è un buon guardiano. Infine, è necessario che l'autore maturando impari a essere "editor di sé stesso", smetterla di inseguire quel "desiderio informe di partecipare alla festa" per concentrarsi invece sulle cose da dire e sul come dirle. Non omologarsi. Insomma, se un bravo editor è oro puro, un bravo autore è plutonio!

lunedì 2 gennaio 2012

Writers Vs. Pencilers

Un televoto apparso di recente all'interno del più popolare tra i forum italiani dedicati al fumetto (comicus.it) fa riflettere su alcuni aspetti del raccontare a fumetti.
Il questito era: "Writers Vs. Pencilers: dovendo scegliere... se devo proprio, io preferisco"
A) ...una bella storia con brutti disegni;
B) ...dei bei disegni con una brutta storia.
Personalmente penso che nel fumetto i disegni siano l'interpretazione di una sceneggiatura. Gli utenti che hanno risposto A sono in nettissima maggioranza. Quando i disegni non funzionano possono essere due le cause:
1) la sceneggiatura è mediocre;
2) lo sceneggiatore è bravo ma il disegnatore no.
L'ideale, naturalmente, è quando si incontrano un bravo sceneggiatore con un interprete grafico abile. Quando la sceneggiatura è buona, se la storia è bella, funzionerà anche con disegni non eccellenti: una storia a fumetti non regge solo quando la sceneggiatura è molto scarsa. La scrittura rispetto al disegno ha una componente di alchimia maggiore, che non si apprende e si possiede solo come "dote di natura" per certi versi; diversamente il disegno ha una qualità tecnica maggiore che si può migliorare con la pratica e l'applicazione. Insomma, scrittori bravi si nasce mentre disegnatori bravi si diventa. (nell'immagine in alto: Joe Simon e Jack Kirby)