giovedì 7 giugno 2012

Ray Bradbury

(Ray Bradbury 1920 - 2012)
Offri al popolo gare che si possano vincere ricordando le parole di canzoni molto popolari, o il nome delle capitali dei vari Stati dell'Unione o la quantità di grano che lo Iowa ha prodotto l'anno passato. Riempi i loro crani di dati non combustibili, imbottiscili di "fatti" al punto che non si possano più muovere tanto son pieni, ma sicuri d'essere veramente bene informati. Dopo di che avranno la certezza di pensare, la sensazione del movimento, quando in realtà sono fermi come un macigno. E saranno felici, perché fatti di questo genere sono sempre gli stessi. Non dar loro niente di scivoloso e ambiguo come la filosofia o la sociologia affinché possano pescare con questi ami fatti ch'è meglio restino dove si trovano. Con ami simili, pescheranno la malinconia e la tristezza.
(tratto da Fahrenheit 451).

lunedì 4 giugno 2012

Ascendenze

Mentre raccolgo le impressioni dei primi lettori di Invito al massacro di tanto in tanto sento rivolgermi delle domande sui "modelli" a cui mi ispirerei per la scrittura dei fumetti; ci penso e in prima battuta non mi viene nessun nome in particolare. Leggo tanti fumetti. Poi arriva l'illuminazione.
I miei rifermimenti principali nella sceneggiatura probabilmente in questa fase sono Hector G. Oesterheld e Carlos Sampayo. Ma gli interlocutori fanno sempre delle facce strane. Poi parlo dell'Eternauta e di Alack Sinner e magari qualcuno fa "ah, ora ho capito" ( a testimonianza che i personaggi o le opere sono spesso più conosciute degli autori...), "si, ma sono argentini. E tra gli italiani?" E lì non mi viene nessun nome in particolare. Si, certo, Tiziano Sclavi ha rappresentato un modello di scrittura per i fumetti fresco, efficace, universale. Forte. Ma quando scrivi e sceneggi un romanzo a fumetti non puoi tenere come riferimento la sceneggiatura di impianto bonelliano (lì i tempi hanno un andamento particolare, c'è la questione del personaggio fisso, degli episodi precedenti... è tutta un altro linguaggio, insomma) per quanto il creatore di Dylan Dog resterà un modello da tenere bene a mente per la scrittura dei fumetti in generale. Poi c'è Stefano Tamburini: le storie del suo Ranxerox sono un mondo inarrivabile. A quel punto mi viene chiesto: ma tu, allora, dei fumetti che leggi, quali sceneggiatori preferisci? Certo, mi hanno colpito i lavori di Gianfranco Manfredi e Giancarlo Berardi. Carlo Chendi. Carlos Trillo e Antonio Segura. Alejandro Jodorowski e Juan Diaz Canales. Brian Azzarello. Peter Milligan e Alan Moore. Grant Morrison.
E poi, a pensarci bene, le mie ascendenze più sentite e i miei riferimenti più forti probabilmente vanno in direzione della letteratura. Ma di questo scriverò un'altra volta. Forse.

mercoledì 30 maggio 2012

Prima o poi

Segnalo con grande piacere un post di Luigi Bicco dedicato al nostro Invito al massacro: per chi opera nell'ambito editoriale Bicco non necessita di presentazioni, basterà qui ricordare tra le sue tante collaborazioni per esempio quelle come illustratore per Minimum Fax.
Luigi Bicco ha seguito la gestazione di Invito al massacro attraverso Nerdelite e Graphodrome (il blog di Davide Garota) e anche per questo motivo, credo, ha inquadrato subito bene la faccenda.
Ad esser sincero temevo il suo giudizio, seguo il suo blog da tempo e nei suoi post centra sempre il punto degli argomenti, insomma è un tipo competente e che non lesina critiche, proprio per questo motivo la sua segnalazione mi fa molto piacere, da un lato perchè sincera, dall'altro perchè se Invito al massacro ha convito lui è la conferma che siamo sulla strada giusta e che abbiamo realizzato un buon libro. I libri per gli autori sono un po' come dei figli, penso. Ci si preoccupa per la loro sorte, e ci si augura il meglio per il loro avvenire. Ma in definitiva ogni cosa è affidata al giudizio dei lettori. Noi abbiamo cercato di fare del nostro meglio. E siamo molto contenti per queste prime reazioni positive alla lettura di Invito al massacro. (in alto a sx, disegno della copertina prima della colorazione).

lunedì 28 maggio 2012

U sugghiu

Mi ha detto mio cugino che una volta uno ha visto u sugghiu! Non ci potevo credere!
Come? Cos'è u sugghiu!? Ma dico, dove state di casa? Ah! Certo. Capisco. Ma sappiate che dalle mie parti u sugghiu lo sappiamo bene cos'è. Anche se pochi sarebbero disposti a giurare di averlo visto, tutti conoscono qualcuno che l'ha trovato. Che si è imbattuto in quella che è a tutti gli effetti una moderna chimera. Un grosso serpente con la testa canina. Una specie di scimmia col corpo ricoperto di viscide squame. Un piccolo anfibio antropomorfo. Un verso metà di asino e metà di porco.
Una leggenda, dite? Non sarei così sicuro. Non è raro talvolta nella notte, udire nelle campagne circostanti come un richiamo. Un verso simile a un risucchio forte e prolungato. U sugghiu che attacca la sua preda? Mi ha detto mio cugino che il vecchio del quartiere una volta l'ha visto. Alcuni cacciatori l'avevano catturato.
Anche in Invito al massacro si assiste alla ricerca di u sugghiu. Jano e i suoi amici si recano in una fattoria, oltre la periferia della città dove dicono che u sugghiu è stato catturato. E poi mi ha detto mio cugino...

venerdì 25 maggio 2012

Giornali di donne nude

A scanso di equivoci puntualizzerei una cosa ai lettori di Invito al massacro passati, presenti e futuri. Il libro che avete preso o che state leggendo o che avrete intenzione di prendere contiene qualche inquadratura degna di riviste osè. Insomma, qualche nudo totale o parziale di donna (e se non erro anche di uomo). Naturalmente, il tutto non in maniera gratuita, ma, come si dice in questi casi, finalizzato all'efficacia del racconto. Jano Malacarne d'altronde possiede questo potere, cioè una vista a raggi X con cui vede attraverso i vestiti le donne nude. Cioè, quando si scrive una storia ci si mettono dentro delle cose senza starci su a pensare, così, perchè vengono bene, si sente che devono essere fatte in quella maniera. Senza una effettiva consapevolezza. Come un omaggio nascosto a Moana Pozzi. Poi arriveranno i critici e vorranno darne una spiegazione, ma prima saranno stati i lettori ad aver colto quel senso che sentiranno affine alla propria sensibilità. Quello che voglio dire è che siete avvisati!
Poi non venite a lamentarvi. Se i nudi vi fanno schifo potete coprire gli occhi e saltare a piè pari quelle vignette, se i nudi vi piacciono eccovi suggerito un motivo per scegliere Invito al massacro tra i millemila titoli presenti sugli scaffali. Se invece siete indifferenti e refrattari al nudo, come non detto.

mercoledì 23 maggio 2012

E la retorica s'impenna!

Il 23 Maggio del 1956 nasceva Andrea Pazienza, forse il più grande talento espresso dal fumetto italiano. Non riesco a immaginare Pazienza cinquantenne. Per una coincidenza del destino oggi 23 Maggio 2012 ricorre anche il ventesimo anniversario dell'uccisione di Giovanni Falcone. E come per ogni cadavere eccellente l'Italia intera si muove alle soglie della commemorazione. Le istituzioni in cima. Magari rappresentate dalle stesse facce che in vita lo ostacolarono.
Per un paese incline ai buoni sentimenti più che ai propri doveri non è una novità. Le apparenze vengono prima di tutto. D'altronde l'esercizio della memoria è sacrosanto, che come sosteneva Primo Levi "chi dimentica il proprio passato sarà condannato a riviverlo". Ma fa specie vedere tanta retorica grondare anche sui media e nei profili dei social network quando allo stesso tempo si è consapevoli dei meccanismi che ancora oggi si consumano sotto gli occhi di tutti ogni santo giorno nell'apparente normalità, all'ombra delle istituzioni; le aderenze, le connivenze che spingono gli interessi e creano di sana pianta carriere eccezionali, fortune colossali a scapito della povera gente. Escludendo gli uni, favorendo gli altri. Generando ingiustizie su ingiustizie.
Io il 23 Maggio del 1992 avevo sedici anni. Un ragazzino. Di quel giorno ricordo la luce del sole particolarmente intensa. Un calore accecante. Sotto il cielo della Sicilia ricordo chilometri di asfalto. Come se quel giorno avessi percorso a piedi tutte le strade del mio paese. E la polvere. La notizia mi colpì senza sorprendermi, perchè la testa mi faceva dire che presto o tardi gliela avrebbero fatta pagare. Qualcosa di ineluttabile. Egli aveva osato infrangere lo status quo. Una legge non scritta che conoscevamo bene per esserci cresciuti attorno, quella della jungla, la legge del più forte, la legge di chi non rispetta la legge. La mafia uccise Falcone, come più tardi Borsellino. Alla parola mafia sul vocabolario si legge "organizzazione criminale". Una definizione fredda, asettica. Avremo imparato a capire presto che la mafia era anche, sopratutto, altro. Che stava nel Palazzo. Il potere senza diritto. Il diritto senza uguaglianza. Una cultura e una prassi, tentacolari, diffuse in tutto il paese fin dentro le istituzioni e che da allora si combattono con il loro opposto, ovvero la legalità, la giustiza. Ma finché per un ragazzo delle periferie degradate non ci saranno alternative alla malavita, finchè l'emarginazione e l'esclusione lo costringeranno a una vita a senso unico, senza opportunità, senza prospettive, senza libertà, finché sarà più conveniente fare un lavoro sporco che buttare il sangue per un lavoro pulito che non c'è, la cosidetta mafia avrà sempre carne giovane a disposizione, humus fertile dove affondare le proprie radici. Non c'è lotta alle mafie senza progresso. Ma bisogna rimboccarsi le maniche. Darsi da fare in concreto oltre le commemorazioni. Intervenire sulle condizioni materiali facendo il proprio dovere come Falcone e Borsellino, ognuno per il ruolo che gli compete. Ma per favore, senza paraocchi e senza retorica. Per il resto state tranquilli, ritornerò a scrivere di stronzate.

martedì 22 maggio 2012

Invito al massacro su Radio Meridiano 12

Sono stato contattato nuovamente da Riccardo Di Vanna di Radio Meridiano 12, emittente radiofonica di Roma. Come forse ricorderete, a Febbraio mi avevano già invitato a partecipare al programma Aleph...come fu che il cagnolino rise, dedicato ai libri, alla letteratura e alla scrittura, per parlare del mio saggio Leggere Hugo Pratt (Tunué, 2006).
Stavolta il sottoscritto interverrà come autore di Invito al massacro (Tunué, 2012) per parlare perciò del romanzo a fumetti, appena pubblicato da Tunué, che ho scritto e sceneggiato per i disegni di Davide Garota, ma sicuramente gli argomenti spazieranno in lungo e in largo dai fumetti alla letteratura e dalla musica rock al cinema, insomma ai tanti riferimenti disseminati in lungo e in largo per il nostro fumetto.
Quanti vorranno potranno ascoltarci oggi pomeriggio in FM sui 97.500 di RadioMeridiano12 (e in alternativa in streaming dal web site) dalle ore 18:15.