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venerdì 25 maggio 2012

Giornali di donne nude

A scanso di equivoci puntualizzerei una cosa ai lettori di Invito al massacro passati, presenti e futuri. Il libro che avete preso o che state leggendo o che avrete intenzione di prendere contiene qualche inquadratura degna di riviste osè. Insomma, qualche nudo totale o parziale di donna (e se non erro anche di uomo). Naturalmente, il tutto non in maniera gratuita, ma, come si dice in questi casi, finalizzato all'efficacia del racconto. Jano Malacarne d'altronde possiede questo potere, cioè una vista a raggi X con cui vede attraverso i vestiti le donne nude. Cioè, quando si scrive una storia ci si mettono dentro delle cose senza starci su a pensare, così, perchè vengono bene, si sente che devono essere fatte in quella maniera. Senza una effettiva consapevolezza. Come un omaggio nascosto a Moana Pozzi. Poi arriveranno i critici e vorranno darne una spiegazione, ma prima saranno stati i lettori ad aver colto quel senso che sentiranno affine alla propria sensibilità. Quello che voglio dire è che siete avvisati!
Poi non venite a lamentarvi. Se i nudi vi fanno schifo potete coprire gli occhi e saltare a piè pari quelle vignette, se i nudi vi piacciono eccovi suggerito un motivo per scegliere Invito al massacro tra i millemila titoli presenti sugli scaffali. Se invece siete indifferenti e refrattari al nudo, come non detto.

martedì 21 settembre 2010

Supervixens


Riprendo il racconto su come è nato il soggetto del nuovo fumetto che Luca Patanè sta illustrando. Come avevo scritto il personaggio nasce con delle caratteristiche particolari, una visione schizofrenica delle cose, manie di grandezza e ossessioni persecutorie. Tutte robe che mi interessava molto raccontare ma che da sole non giustificavano, a mio modo di vedere, un racconto intero.
Così decisi che il personaggio avesse bisogno di un contesto narrativo adeguato alle esigenze espressive. Bisognava contaminare.
Iniziai a leggere un mucchio di romanzi
che pensavo fossero adatti per entrare nello spirito del tempo della storia che mi si formava in mente, delle cose che avevo da raccontare. La letteratura è sempre stato uno dei miei interessi. Avevo bisogno di allargare gli orizzonti, trovare stimoli e spunti per riflettere e elaborare idee, contaminare e giungere ad una visione di realtà sulla base di esperienze personali, seguendo un pò l'istinto, un pò le varie suggestioni che mi venivano suggerite dagli eventi che caratterizzano le cronache di questa, per dirla con Dante Alighieri, " non donna di province ma bordello" che è sempre stata l'Italia.
E però da un punto di vista che ritengo assai privilegiato, quello dell'isola: la Sicilia, un tempo caposaldo della Magna Grecia e ora ridotta a frontiera disastrata.
La questione mi fu chiara solo alla conclusione della stesura della sceneggiatura, allora non avevo ancora idea di che razza di percorso stavo iniziando a compiere. Ma sentivo che andava fatto. Senza compromessi.
Bene, l'immagine che ho scelto per questo post è la locandina di Supervixens, la pellicola di Russ Meyer, che s'intona con lo spirito di questo nuovo fumetto. Bene, il resto alla prossima!