lunedì 6 novembre 2017

Le chat noir

Pubblicato la scorsa estate, sono riuscito finalmente a procurarmene una copia e a leggerlo. Sto parlando di Le chat noir, l'ultimo fumetto di Marco Galli, già autore di fumetti insoliti e disturbanti come Il Santo Premier e Nero Petrolio, e di opere visionarie e sconvolgenti come Oceania Boulevard o Nella camera del cuore si nasconde un elefante.
Fumetti illustrati con un segno intenso e uno stile grafico originale che traducono in immagini sceneggiature frutto di un peculiare procedimento di elaborazione dei testi raro da riscontrare oggigiorno: Marco Galli con quest'opera si conferma tra gli autori di fumetto più interessanti emersi nell'ultimo decennio in Italia.
Le chat noir in realtà è un lavoro realizzato nel 2012, che per varie vicissitudini è uscito solo quest'anno, si tratta perciò di un fumetto antecedente rispetto ai suoi lavori più recenti ma non per questo meno riuscito.
Un’avventura hard boiled bizzarra e psichedelica (tra colossali sbronze, scazzottate, seducenti femmes fatales, improbabili mutanti, rudi agenti di polizia, criminali sanguinari e violenti) in cui Marco Galli mescola linguaggio asciutto e metafore colorite utilizzando un segno in bianco e nero che dice e non dice. Ammicca nell'oscurità per deflagrare con improvvise invenzioni. Da qualche anno seguo i suoi lavori, devo ammettere che trovo molto valida questa sua capacità di unire trame avvincenti, memori della migliore tradizione di genere, con uno stile originale e insolito di narrare che spesso porta alla deriva verso approdi inediti e sorprendenti. Brillanti, perfino.
Le chat noir è qualcosa di delizioso e imperdibile, a mio modesto parere. Insomma, leggetelo, ne vale la pena.

martedì 31 ottobre 2017

Shining

SHINING, la pellicola di Stanley Kubrick girata nel 1980, torna al cinema dal 31 ottobre al 2 novembre in occasione di Halloween e in concomitanza con i quaranta anni della pubblicazione del romanzo best-seller di Stephen King che conquistò i lettori di mezzo mondo.
In genere, ho sempre cercato il modo di non andare a vedere film basati su romanzi o fumetti che ho letto e apprezzato: per risparmiarmi l'inevitabile delusione delle aspettative di lettore (chi legge, è risaputo, ricostruisce i romanzi nella propria mente con la fantasia, un mondo ritagliato nel cartoncino dei propri sogni - meglio - dei propri incubi nel caso di Stephen King e sarà inevitabile restare delusi dall'incongruenza tra il proprio immaginario e quello ricostruito del regista).
Alla stessa maniera evito di andare a vedere film ispirati a libri o fumetti che ho ancora intenzione di leggere. Per non rovinarmi la suspense della lettura, naturalmente. E per gli spoiler sulla trama.
Shining costituisce una delle poche eccezioni alla regola.
Innanzitutto poiché il film di Stanley Kubrick è uno dei capolavori della storia del cinema, una sinfonia maledetta sul male assoluto, ma sopratutto perché la prima volta che lo vidi avevo già letto il romanzo!
Ho letto Shining per l'appunto nei primi anni novanta, non ricordo esattamente quando, nell'edizione tascabile Bompiani che vedete riprodotta qui accanto. Il film l'ho visto in seguito in VHS prima e dopo al cinema grazie a una retrospettiva. Il romanzo è una avvincente storia di fantasmi sulla dipendenza da alcolici e sulle relazioni familiari tra marito e moglie e tra genitori e figli.
Le differenze tra le due opere sono molteplici. Esse differiscono per stile, concezione narrativa, linguaggio, registro. Tra le due versioni emergono anche differenze sulla trama di non poco conto.
Eppure, nonostante gli esiti differenti, a mio modesto parere siamo di fronte a due pietre miliari dell'immaginario collettivo. Due versioni di una magnifica storia dell'orrore tutte da gustare. Leggete il romanzo se non l'avete ancora fatto. E guardate il film se avete già letto il libro, non ve ne pentirete...
Buon Halloween a tutti!

mercoledì 25 ottobre 2017

Sudaca!

La parola sudaca è, secondo la definizione del Diccionario de la lengua española de la Real Academia, un termine dispregiativo usato in Spagna per indicare i nativi del Sud America.
Tuttavia, se dovessi pensare agli scrittori sudamericani che ho apprezzato potrei anche essere dell'idea di associare il termine sudaca ma in senso traslato, ribaltando il significato in maledetti. Maledetti nel senso buono, intendo. Sì, perché quando mi sono imbattuto in un autore sudamericano, ogni volta che mi sono inoltrato in un loro testo verrebbe da dire, poiché leggere i loro libri è come inoltrarsi in una selva oscura, quasi sempre ho scoperto un mondo letterario di assoluto valore. Probabilmente ho avuto la fortuna di imbattermi quasi sempre in autentici pezzi da novanta: sarà questo il motivo? Non saprei cosa rispondere. Di certo ammiro molto la disinvoltura di questi autori fuori delle gabbie degli schemi tradizionali occidentali. A ogni modo, vorrei qui fermare alcuni punti pur limitandomi per ragioni di spazio a solo tre esempi.
Il mio primo incontro con la letteratura sudamericana è stato con L'Aleph di Jorge L.Borges. Un po' come immaginare un adolescente al primo appuntamento con Julianne Moore, per fare un esempio. L'Aleph mi ha folgorato al primo capoverso, inutile dirlo. In seguito non potei resistere alla tentazione di leggere altro del celebre scrittore argentino, opere come Finzioni, Il libro di sabbiaStoria universale dell'infamia oppure Il manoscritto di Brodie, nel tentativo di tornare a immergermi in quella reinvenzione della realtà attraverso la letteratura che infonde energia alle sue opere. 
Altro nome da segnare è quello di Rodolfo Walsh, considerato uno dei fondatori del cosiddetto giornalismo investigativo, suo il famoso Operazione massacro dove racconta le repressioni e le esecuzioni sommarie contro la resistenza peronista. Un lucido e violento romanzo di cronaca (che anticipa di anni il celebre A sangue freddo di Truman Capote). Walsh fu anche un autore di genere poliziesco di grande spessore: Variazioni in rosso e Per non parlar del morto sono libri che mi hanno appassionato in maniera viscerale.
Infine farò il nome di Ricardo Piglia, scrittore di valore assoluto che nelle sue opere riesce a fondere immaginazione e cronaca innestando su intrecci di tipo poliziesco, legati alla storia del suo paese, invenzioni di matrice fantascientifica esprimendo una scrittura densa e articolata di grandissimo pregio. Vi segnalo un paio di titoli: La respirazione artificiale e La città assente.
In conclusione, fatene buon uso. Buona lettura!

giovedì 19 ottobre 2017

1927 - 2017: novanta anni di Hugo Pratt

Quest'anno ricade il novantennale dalla nascita di Hugo Pratt, l'autore di fumetti italiano celebrato e apprezzato in tutto il mondo per il suo inconfondibile ed espressivo stile di disegno e la sua prodigiosa vena narrativa.
I più fedeli tra i miei lettori sanno già che il mio debutto editoriale è avvenuto proprio nel segno del creatore del famoso Corto Maltese, nel 2006 appunto la casa editrice Tunué diede alle stampe Leggere Hugo Pratt - L'autore di Corto Maltese tra fumetto e letteratura , un saggio monografico in cui si approfondiscono in particolare le ascendenze letterarie delle opere prattiane, il rapporto che il maestro veneziano intrattenne con la letteratura e l'influenza che quest'ultima ebbe sulla sua formazione di uomo e di artista.
Scomparso nel 1995, Hugo Pratt è oramai considerato un classico del fumetto e i suoi personaggi sono entrati nella storia di questo straordinario linguaggio, da Corto Maltese agli Scorpioni del Deserto, da Anna nella Jungla a Jesuit Joe. Per non dimenticare i personaggi che illustrò per le sceneggiature di Héctor G.Oesterheld, titoli oramai consegnati al mito come Ticonderoga, Ernie PikeSgt. Kirk.
Nell'occasione di questo anniversario sono stato invitato a tenere un incontro dedicato appunto a Hugo Pratt giorno 21 Ottobre alle 17.45 presso la FumettoLibreria di Via Antonino di San Giuliano 357/359 a CataniaChi si trovasse nei paraggi è invitato a partecipare.

lunedì 16 ottobre 2017

Il Parker di Richard Stark by Darwyn Cooke

  

  


In questi giorni l'Editoriale Cosmo ha completato la pubblicazione della trasposizione a fumetti di Parker, il celebre personaggio creato dalla penna di Richard Stark, alias, Donald Westlake.
Scomparso nel 2008 all'età di settantacinque anni, Donald Westlake è  ritenuto tra i più grandi autori di romanzi neri di tutti i tempi.
Con lo pseudonimo di Richard Stark, dal 1963 inizia a scrivere romanzi che hanno come personaggio protagonista Parker, un rapinatore professionista. Un individuo cinico, freddo e determinato che svolge l'attività criminale con efficienza osservando un proprio rigido codice etico. Senza fronzoli.
Sono testi i suoi che discendono per linea diretta dalla tradizionale hard boiled school, ma rispetto agli esiti più letterari e sofisticati di Hammett o Chandler, ad esempio, questi romanzi ripropongono il versante più popolare e crudo della famigerata rivista Black Mask.
Parker è protagonista di vicende torbide e dai toni rudi, popolate di personaggi privi di scrupoli e che si svolgono in ambientazioni gravide di pericoli che il personaggio affronta con disinvoltura e scaltrezza. Sono romanzi cupi dove le scene d'azione si alternano in modo unico a quelle dedicate ai dialoghi, e la scrittura di Westlake, di immediata leggibilità, scorre all'insegna della sintesi, asciutta e animata da un lessico popolare e cruento, adeguato all'epoca - gli anni sessanta - e agli strati sociali che racconta, dai bassifondi ai quartieri alti, senza trascurare tuttavia una certa dose di sarcasmo.
La trasposizione delle storie di Parker è opera di Darwyn Cooke, fumettista canadese recentemente scomparso e di grandissimo valore, il cui inconfondibile e originale stile di disegno, un gustoso mix di cartoon e espressionismo unito a uno story-telling fluido e essenziale, ha dato vita a una riproposta di grande pregio artistico. Vedere per credere, ve lo stra-consiglio. Buona lettura!




martedì 10 ottobre 2017

Il bambino che disegnava la Luna


Peter Handke quando scrive, come da bambino, scrive a matita.

Che posto occupa la matita nella nostra vita? A quale matita pensiamo? Alla matita blu degli insegnanti o a quella rossa e squadrata dei muratori? Alle matite colorate? Alla matita del disegnatore? Allo scrivere sdraiati dal sotto in su - che la penna non sempre permette -, o alle vie di fuga dalla responsabilità, che tanto si cancella?

Inizia così Una matita per l'estate, la sezione Speciale della rivista Doppiozero.it dedicata al progetto della Cartoleria Tipografia F.lli Bonvini. Dall'esordio, la rubrica continua a proporre una selezione di narrativa breve e di illustrazione e fotografia che ha come soggetto la matita
Raymond Carver scrisse che lo scrittore è "colui che porta notizie da un altro mondo", questa rubrica speciale perciò riporta alla luce in forma narrativa aneddoti, ricordi, episodi e memorie legati alle matite come oggetto e al loro posto all'interno di un mondo o un'esistenza. 
Per la rubrica è stato selezionato, tra gli altri, anche un mio breve racconto intitolato Il bambino che disegnava la LunaPotete leggerlo cliccando qui. Fatemi sapere. Buona lettura!


venerdì 6 ottobre 2017

Kazuo Ishiguro

Kazuo Ishiguro e' il vincitore del Premio Nobel 2017 per la Letteratura. Ishiguro, che l'8 novembre compirà 63 anni, è uno scrittore giapponese naturalizzato inglese. Nato nel 1954 a Nagasaki infatti, si è trasferito in Inghilterra con la famiglia quando aveva poco più di cinque anni. La permanenza nel Regno Unito, in un primo momento temporanea, divenne stabile e Ishiguro ha visitato il suo paese d'origine solo da adulto.
Una volta tanto il nome di un vincitore di un premio Nobel per la Letteratura non mi ha colto di sorpresa. Una volta tanto non si tratta di un cantautore, di un drammaturgo né di una saggista. Stavolta ha vinto un autore letterario in piena regola!
Conoscevo Ishiguro, nonostante non avessi ancora letto una riga dei suoi testi, perché, come si dice oggigiorno, i suoi romanzi fanno parte della mia "wish-list" già da tempo. Il mio problema è avere una lista dei desideri lunga un chilometro. E pochissimo tempo libero. Perciò, riuscire ad accontentare le mie esigenze di lettore è un'impresa impegnativa che mi lascia con un senso di colpa poiché ci sarà sempre un libro che attende di esser letto...
Il mio incontro con Ishiguro è stato casuale. Cercavo qualcosa da leggere per evadere dai rigidi canoni vetero-realisti del grosso della narrativa italiana tradizionale e contemporanea, tanto per cambiare. Tra i vari autori, quasi tutti stranieri, ahimè, che proiettano la propria scrittura al di là dei "confini della realtà" per esplorare territori un po' più vasti riuscendo a parlare a una vasta platea di lettori e in cui mi sono imbattuto c'è stato anche Ishiguro. 
Avevo deciso che avrei iniziato da Gli inconsolabili per continuare forse con Quando eravamo orfani, Non lasciarmi e chissà, magari con Il Gigante sepolto... 
Ora potrò cominciare a farlo davvero, approfittando anche del fatto che i suoi volumi saranno più facili da trovare rispetto a prima. In genere, la vittoria di un premio Nobel genera interesse intorno ai libri del vincitore anche da chi legge poco o niente. O da chi lo ignorava del tutto. E pure dall'ultimo venuto. Tuttavia, mi auguro che sia almeno un'occasione per far sì che il lettore medio-italiano possa apprezzare la distopia e il fantastico...