
Riprendo il filo del racconto su
come è nato il soggetto del nuovo fumetto che avevo iniziato a raccontare
qui. Pratt in sogno mi aveva detto più o meno queste parole:
scrivi qualcosa di tuo, prima che sia troppo tardi... Sapevo che dentro
Ti sto cercando e
Nessun ricordo (sopratutto) c'era più di qualcosa di mio, tuttavia dovevo sforzarmi di andare ancora oltre.
A quel punto il mio cervello era inceppato,
come autore non ho mai creduto nell'autobiografismo puro e non pensavo mi fosse accaduto mai nulla di così interessante da diventare universale e leggibile da altri... tuttavia valeva la pena rifletterci sopra.
Iniziai a passeggiare, per strada... mi aiuta a sgombrare la mente e a rimettere in moto la fantasia. Fu così che mi ritornò in mente
un'esperienza che avevo vissuto qualche anno prima. Avevo collaborato ad un progetto didattico di tutorato per studenti disabili. Considerandomi evidentemente adatto al ruolo mi affidarono al
sostegno di schizofrenici... Non mi va di dire proprio tutto ciò che vissi in quel periodo, sarebbe una mancanza di rispetto verso loro.
Quello che mi sento di dire è che i quei momenti fu più quello che imparai su di me di ciò che potei insegnare. Oltretutto imparai a vedere le cose da una prospettiva diversa.
Tornato a casa dalla passeggiata mi resi conto che
c'erano cose che valesse la pena raccontare a quel punto, prima che fosse troppo tardi e le avessi dimenticate.
Decisi di riversarle in un personaggio che poi, non senza difficoltà, diventò il protagonista del nuovo fumetto. Il resto della storia la racconterò la prossima volta.
A proposito di
Nessun ricordo invece, segnalo con piacere
un ottimo articolo, "Frammenti di memorie", di Simone Rastelli pubblicato giusto ieri su
LoSpazioBianco che parla di
memoria e storia d'Italia rintracciando un filo rosso che lega
Nessun Ricordo a
Stalag XB di Marco Ficarra e
La porta di Sion di Walter Chendi. Al di là del fatto che parla del mio fumetto, lo considero un
ottimo esempio di approfondimento sui fumetti.