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venerdì 27 gennaio 2012

Giorno della memoria

La Repubblica italiana riconosce il giorno 27 gennaio, data dell'abbattimento dei cancelli di Auschwitz, "Giorno della Memoria", al fine di ricordare la Shoah (sterminio del popolo ebraico), le leggi razziali, la persecuzione italiana dei cittadini ebrei, gli italiani che hanno subìto la deportazione, la prigionia, la morte, nonché coloro che, anche in campi e schieramenti diversi, si sono opposti al progetto di sterminio, ed a rischio della propria vita hanno salvato altre vite e protetto i perseguitati.
Recita così la legge con cui il Parlamento Italiano istituì nel 2000 il Giorno della memoria. Oggi si ricorda il 27 Gennaio del 1945 quando l'Armata Rossa arrivò ad Auschwitz liberando il campo di concentramento.
Non essendo convinto assertore dell'idea che i fumetti debbano raccontare solo i personaggi famosi morti in circostanze tragiche ed esemplari, tra il 2007 e il 2008, ispirandomi ad alcuni articoli di cronaca storica e ai ricordi di guerra dei nonni, composi il soggetto e la sceneggiatura di Nessun ricordo, un romanzo a fumetti illustrato da Luca Patanè e pubblicato da Tunuè nel 2009.
Nessun ricordo si rifà alle storie vere degli italiani immigrati in Germania durante il nazismo che furono internati nei lager di rieducazione e lavoro. Tanti operai, persone comuni finite nell'oblio della dimenticanza collettiva. Di loro non era rimasta nessuna memoria, condivisa intendo, ad eccezione infatti di alcuni storici e ricercatori nessuno si era occupato di quelle esistenze invisibili: fu allora che avvertii l'esigenza di scrivere Nessun ricordo.
Il fumetto racconta la vicenda di Turi Barresi, emigrato in Germania dalle campagne siciliane e internato in un lager di rieducazione e lavoro. Nella storia emerge anche il rapporto conflittuale che il protagonista instaura con un suo nipote. Con questo libro, tra i finalisti del Gran Guinigi 2009, ho un legame particolare. Veniva dopo Ti sto cercando e avevo l'obiettivo di fare un lavoro più solido. Credo di esserci riuscito.

lunedì 6 giugno 2011

Fumetti e dialetto

Riprendo la questione fumetto & dialetto aperta qualche tempo fa a proposito dell'uso che faccio del dialetto siciliano nei miei fumetti. A suo tempo avevo trattato le espressioni dialettali presenti in Ti sto cercando, adesso passerò in rassegna invece i testi di Nessun ricordo.
Intanto non si nota un uso ampio del lessico dialettale, ma spesso la struttura delle frasi, sopratutto quelle dell'anziano Turi, ricalcano la struttura della parlata siciliana (es. postposizione del verbo, modi di dire) e con una forma italianizzata.
Ad esempio a pag. 22 troviamo il padre di Turi che uccide un topo con un colpo di zappa esclamando "... sangue devi buttari"; più avanti a pag. 25 dirà "meglio allevari porci che crescere figli" e "io butto sangue e lui va a buttane"; e di passaggi simili è denso l'intero fumetto; mi rendo conto di non aver avuto molto coraggio o inconscienza, dipende dai punti di vista. L'italianizzazione del dialetto pone molti problemi, però facilita di molto la lettura e la comprensione, per cui non credo serva a molto che io spieghi cosa significhino tutte le espressioni. Quel che vale, secondo me, è quanto l'inserto di moduli dialettali conferisca realismo alle sequenze narrative e ai personaggi. Almeno questo era il mio intento.
Venendo al lessico, qualche esempio, a pag. 27 c'è l'espressione "lapardeo". Significa "scroccone" e deriva dal termine alabardiero, i soldati che campavano sulle spalle dei siciliani occupati durante le varie dominazioni e che mangiavano senza pagare; pag. 29 c'è il termine "cose fituse" riferito ai fascisti dal giovane Turi. Letteralmente "cose sporche", insomma gente con cui preferisce non avere a che fare. Ma la scurrilità è destinata per sua natura ad aumentare: pag. 45 "me la puoi minari" cioè, detto come insulto a Turi da un fascista, che "sei talmente indegno che puoi solo masturbarmi" (per i più curiosi la risposta di Turi è univoca, basterà rileggere il passaggio). Interessante a pag. 49 il termine "arruso", che significa "omosessuale", dall'etimologia incerta.
Per il resto Nessun ricordo procede col procedimento del calco: struttura siciliana+forma italiana. Nel nuovo fumetto ho fatto uso di dialetto puro in molti passaggi... ma avrò modo di parlarne in futuro.

giovedì 3 marzo 2011

fumetti e autobiografismo

Come anticipato, riprendo il discorso sugli spunti per la scrittura a proposito dell'autobiografismo. Attualmente il fenomeno ha perduto gran parte della propria eco, per cui è possibile sintetizzare delle conclusioni a riguardo. Fino a qualche tempo fa il clamore dei botti assordava la orecchie del comic-dom: autobiografismo era la parola d'ordine. Sembrava non fosse possibile dire nulla di maggiormente significativo che raccontare i fatti propri. Come se di per sé la componente autobiografica bastasse a conferire valore assoluto alla narrazione. Un malinteso principio di valore che ha dato fondamento a storie non sempre memorabili, purtroppo.
Ben inteso, confermo l'assunto per cui nel racconto scrivere di cose che si conoscono e si sono vissute è la via migliore per comporre qualcosa di sincero e onesto: restando all'ambito dei fumetti penso alle storie di Adrian Tomine - libri come Sonnambulo e altre storie, Summer Blonde e Una lieve imperfezione - oppure di Joe Matt - vedi lo straordinario Poor bastard - e i fumetti di Gipi, Paolo Bacilieri o Marco Corona in cui l'elemento autobiografico diventa motore espansivo del racconto e del segno per declinare il vissuto da esperienza individuale a racconto universale. Una cosa assai più difficile del semplice autobiografismo inteso come fine del racconto e non come mezzo.
Tra il 2007 e il 2008 ho scritto la sceneggiatura di Nessun ricordo - pubblicato nel 2009.
Le mie prime riflessioni sull'autobiografismo risalgono a quel periodo, quando cercavo di costruire e dare maggiore solidità alla mia scrittura e inziavo a trattare la materia autobiografica, le storie di famiglie, le esperienze personali.
C'è anche da dire che le nostre vite non sempre racchiudono qualcosa di talmente significativo da nutrire il racconto, tuttavia rimango convinto che scrivere di ciò che si conosce e si vive sia la maniera migliore per narrazioni oneste e sincere. Per rifuggire il rischio di ricorrere a trucchi e sberleffi e ritrovarsi in un racconto falso e inutile - che come lettore e autore trovo alquanto noioso.
(nell'immagine in alto, Narciso, olio su tela della fine del '500 attribuito a Caravaggio)

giovedì 16 settembre 2010

Schizofrenia


Riprendo il filo del racconto su come è nato il soggetto del nuovo fumetto che avevo iniziato a raccontare qui. Pratt in sogno mi aveva detto più o meno queste parole: scrivi qualcosa di tuo, prima che sia troppo tardi...
Sapevo che dentro Ti sto cercando e Nessun ricordo (sopratutto) c'era più di qualcosa di mio, tuttavia dovevo sforzarmi di andare ancora oltre.
A quel punto il mio cervello era inceppato, come autore non ho mai creduto nell'autobiografismo puro e non pensavo mi fosse accaduto mai nulla di così interessante da diventare universale e leggibile da altri... tuttavia valeva la pena rifletterci sopra.
Iniziai a passeggiare, per strada... mi aiuta a sgombrare la mente e a rimettere in moto la fantasia. Fu così che mi ritornò in mente un'esperienza che avevo vissuto qualche anno prima. Avevo collaborato ad un progetto didattico di tutorato per studenti disabili. Considerandomi evidentemente adatto al ruolo mi affidarono al sostegno di schizofrenici... Non mi va di dire proprio tutto ciò che vissi in quel periodo, sarebbe una mancanza di rispetto verso loro. Quello che mi sento di dire è che i quei momenti fu più quello che imparai su di me di ciò che potei insegnare. Oltretutto imparai a vedere le cose da una prospettiva diversa.
Tornato a casa dalla passeggiata mi resi conto che c'erano cose che valesse la pena raccontare a quel punto, prima che fosse troppo tardi e le avessi dimenticate. Decisi di riversarle in un personaggio che poi, non senza difficoltà, diventò il protagonista del nuovo fumetto. Il resto della storia la racconterò la prossima volta.
A proposito di Nessun ricordo invece, segnalo con piacere un ottimo articolo, "Frammenti di memorie", di Simone Rastelli pubblicato giusto ieri su LoSpazioBianco che parla di memoria e storia d'Italia rintracciando un filo rosso che lega Nessun Ricordo a Stalag XB di Marco Ficarra e La porta di Sion di Walter Chendi. Al di là del fatto che parla del mio fumetto, lo considero un ottimo esempio di approfondimento sui fumetti.

giovedì 3 giugno 2010

Nessun ricordo su I-Pad




Il futuro è iniziato.

Da stamattina è possibile scaricare l'applicazione per I-Pad della Apple di Nessun ricordo, il graphic novel che ho scritto e sceneggiato per le illustrazioni di Luca G. Patanè e che è stato pubblicato l'anno scorso da Tunué.

Da oggi quindi faccio il mio ingresso ufficiale nella nuova frontiera digitale della letteratura disegnata, un mondo nuovo tutto da esplorare quello dell'I-Pad della Apple.

Mi auguro che il fumetto possa così incontrare nuovi lettori che magari non conoscevano ancora le mie storie a fumetti.

Nessun Ricordo è una storia che si muove tra passato e presente, un passato situato alla fine degli anni '30 e un presente che è quello dei giorni nostri, popolato di giovani messi di fronte ad un futuro sempre più incerto e pieno di incognite. La storia si svolge tra la Sicilia di ieri e di oggi e la Germania della fine degli anni '30, e assieme ad uno spaccato storico racconta anche due generazioni a confronto, quelle di un nonno e del suo nipote.

Chi invece non ha letto la versione cartacea ancora di Nessun Ricordo potrà cliccare qui dove troverà anche altre informazioni sul graphic novel.

martedì 16 marzo 2010

Booktrailer(s)!

Negli ultimi tempi sta diffondendosi la pratica del booktrailing, la promozione di un fumetto attraverso un video realizzato appositamente e postato su YouTube. Anche i romanzi a fumetti come Ti sto cercando e Nessun Ricordo, che ho scritto e sceneggiato per i disegni di Luca Patané usciti con Tunué in occasione degli scorsi Napoli Comicon, hanno appena avuto il proprio booktrailer.
Buona visione!