
Si, certamente, come tantissimi miei coetanei ho letto centinaia di albi Bonelli ai tempi delle scuole superiori, il Dylan Dog di
Tiziano Sclavi era la lettura che mi dava maggiori soddisfazioni, e poi i comics dei supereroi Marvel. Ma, le mie prime "sbandate" coi fumetti sono state queste: i fumetti della
Vertigo (
Sandman,
Shade,
Swamp Thing,
Animalman...) di cui ho già detto, e la scoperta dei fumetti di
Hector G. Oesterheld e
Alberto Breccia.
Erano i primi anni novanta, la scoperta di Hugo Pratt avvenne solo poco tempo dopo, e ogni qual volta una bancarella di fumetti usati mi passava sotto il naso ne approfittavo per cercare di scovare qualche "tesoro". Fu durante una di quelle cacce che trovai una vecchia edizione economica e tascabile di un fumetto che non conoscevo, ovvero
Mort Cinder di
Oesterheld e
Breccia! Il volumetto, di cui vedete la copertina, raccoglieva due storie,
Gli uomini dagli occhi di piombo e
La nave degli schiavi. Che trip! Avevo sentito parlare dai ragazzi più grandi delle meraviglie del fumetto argentino e quegli autori e quei personaggi non mi erano del tutto sconosciuti certo, ma mai avevo avuto l'opportunità di leggerli, di possederne una copia.
Fu come scoprire un nuovo mondo.Non c'erano limiti: sontuosa e coinvolgente la scrittura di Oesterheld, tenebrosi e sublimi i disegni di Breccia. Non avevo mai letto nulla di più bello: mistero, suspence, alta tensione. Realismo visionario. Provate a immaginarne l'effetto sulla mente di un ragazzo suggestionabile... Naturalmente conservo ancora quel volumetto come fosse una reliquia.
Negli anni a seguire cercai di recuperare altre storie, scoprii che avevano realizzato tra le altre cose una versione dell'
Eternauta e un personaggio fantastico come
Sherlock Time! Venni a sapere che Oesterheld poi aveva collaborato anche con un certo Hugo Pratt... chi scopre un fumetto trova un tesoro, già.