venerdì 11 novembre 2011

Charlie Hebdo

Prima di essere italiani siamo europei. Considerando l'attuale situazione economica questa frase potrebbe suonare ambigua. Ciò che intendo è che gli usi e costumi consolidati nella vita civile europea, i diritti e i doveri che caratterizzano i rapporti sociali in Europa non possano prescindere dalla libertà di espressione e di pensiero. Fino a una decina di giorni fa ritenevo tutto ciò un dato acquisito, un fatto consolidato, ma evidentemente mi sbagliavo.
Considerate l'attacco incendiario alla redazione parigina della rivista di fumetti francese Charlie Hebdo e capirete come in Europa si rischia di precipitare nel vortice dell'integralismo religioso, del pensiero unico e della censura che si ritenevano ormai consegnati alla Storia degli scismi, delle guerre di religione e delle dittature.
Sono campanelli d'allarme che risuonano di tanto in tanto, è già accaduto appunto qualche tempo fa che un fumettista satirico in Danimarca ricevesse minacce di morte a causa di alcune vignette ritenute sacrileghe e blasfeme da alcuni gruppi integralisti.
Intelligente e caustica la reazione di Charlie Hebdo, che non si arrende ma risponde per le rime alla violenza e alle minacce rilanciando con ironia e anticonformismo.
Questi eventi hanno scosso il mondo del fumetto francese. Se ne deduce che il prezzo della democrazia e della libertà è l'eterna vigilanza contro l'integralismo, da qualunque parte esso provenga. La risposta è non tacere.

4 commenti:

davide garota ha detto...

bravo, bel post.
Ci voleva!

GiovanniMarchese ha detto...

Beh, non mi sembra di aver detto nulla di clamoroso, penso che gli autori debbano essere liberi di scrivere e disegnare quello che sentono senza timori di subire violenze per questo. In Europa abbiamo avuto il rinascimento, l'illuminismo, la rivoluzione francese con la separazione dei poteri, il femminismo, abbiamo separato la religione dallo Stato e tutto ciò non per nulla, insomma la libertà di pensiero e espressione va difesa sempre da chiunque.

Pier ha detto...

La polizia ha dichiarato che la pista del terrorismo legato all'integralismo islamico non è la sola seguita nelle indagini, ma che anzi potrebbe trattarsi di un attentato dell'estrema destra francese interessata a mettere in cattiva luce la comunità musulmana (Un bacio gay irride all'attentato). Si tratta di indagini ufficiali e non di teorie cospirazioniste, che pure al momento abbondano su Internet. Inoltre mi sembra importante sottolineare come l'attentato sia stato fortemente condannato anche dalla comunità islamica francese, a partire da Dalil Boubakeur, rettore della moschea di Parigi. Se vogliamo sconfiggere gli integralisti, è importante dare voce a chi integralista non è.

GiovanniMarchese ha detto...

Bene, grazie per il contributo Pier. Come si può intuire dal mio post sottolineo la necessità di focalizzare il problema sull'integralismo e la violenza in sè (a prescindere dalla matrice da cui si manifestano di volta in volta). Mi conforta sapere che non siamo soli a pensarla così e, anzi, da quel che scrivi c'è chi si espone da posizioni ben più rischiose di un semplice blog.