mercoledì 14 settembre 2011

Ranxerox, il coatto

Coatto, come parola del dialetto romanesco, indica un individuo, un giovane in particolare, dai comportamenti considerati sopra le righe, arroganti, non in linea coi dettami del galateo, volgari, e con un abbigliamento stravagante. Il termine non implica per forza una connotazione negativa, anche se la condotta trasgressiva del coatto e il suo stile di vita disinvolto si collocano al limite delle regole.

Coatto è anche un aggettivo della lingua italiana e significa obbligato, imposto con la forza da parte di un'autorità.

In queste ore mi viene da pensare a Ranxerox, il coatto.
Scritto da Stefano Tamburini e illustrato da Tanino Liberatore, due geniali autori del fumetto italiano, Ranxerox apparve sul finire degli anni '70 per diventare nel volgere di pochi anni una vera icona.

Alle sue storie collaborarono anche Andrea Pazienza e Alain Chabat.
Ranxerox è una creatura artificiale, un robot dalle sembianze umane costruito a partire dai pezzi di una fotocopiatrice. Feroce. Violento. Dotato di una forza fisica sovraumana. Un coatto sintetico.
Ranxerox vive a Roma, nel futuro, una città sregolata e canaglia, brulicante di umori e corruzione. Emblematica.
Ranxerox è costretto da un bug dei suoi circuiti elettronici che controllano le emozioni sintetiche ad amare Lubna, una tossica ninfetta, finendo per trovarsi invischiato in vicende turpi e sincopate e dimostrandosi più umano degli umani.
Il personaggio, che negli anni ebbe un successo internazionale di critica e di lettori, tanto da essere tradotto e pubblicato in diverse nazioni estere, all'inizio si chiamava Rank Xerox, come la nota marca di fotocopiatrici, poi la medesima intimò le vie legali poichè non avrebbe voluto associare il proprio nome ad un personaggio «le cui imprese sono un concentrato di violenza, oscenità e turpiloquio». Tamburini modificò leggermente il nome, quanto bastava, ecco, per evitare problemi. Gran bel fumetto, lettura imprescindibile per ogni appassionato che si rispetti.


4 commenti:

pietro rotelli ha detto...

grande personaggio, grande fumetto... Credo che il personaggio fu proprio disegnato da Paz, all'inizio...

Comnunque un fumetto da leggere e rileggere...

GiovanniMarchese ha detto...

Si, infatti all'inizio ci fu l'apporto di Pazienza, ma fu Liberatore a dare al personaggio il concept definitivo. A parte che "coatto" oggi è una parola che ronza di continuo... coatto... COATTO. Bella. E cmq nel post scrivevo "Roma del futuro", ma mica tanto poi aggiungo... Ciao!

pietro rotelli ha detto...

dè, in effetti... comunque si Liberatore gli dette forma e anima.
Comunque quella fu una bella mandata di autori-disegnatori...

GiovanniMarchese ha detto...

eccome! Non so, forse perchè è passato molto tempo e li si osserva dalla giusta prospettiva, ma che grandi che sembrano! Cmq non ne mancano oggi di buoni, a dire il vero, anche se il politicamente corretto e il buonismo fanno da padroni nei fumetti maggiormente in voga. Loro invece erano dei grandi "irregolari". Oggi ne vedo pochini.