venerdì 24 settembre 2010

Calimero

Tra le varie questioni che animano il dibattito intorno ai fumetti in Italia c'è quella realtiva al romanzo a fumetti, noto sopratutto col termine graphic novel, contrapposto al fumetto, come se le due parole possano stare in antitesi... sarebbe come contrapporre western all'italiana a cinema... o romanzo noir a letteratura... una stupidata.
Ripeto quanto scritto altrove e affermato durante gli incontri dei vari laboratori di fumetto che negli anni ho curato: la polemica non ha senso, la discussione è pretestuosa, finalizzata a gerarchizzare e ghettizzare opere, autori e lettori al limite dell'autolesionismo masochista.
Per me graphic novel sta come pocket, albo bonelliano, comic book, strip o striscia che dir si voglia, album cartonato alla francese... giornaletti.. sono categorie merceologiche e al tempo stesso tipi di fumetto con linguaggi caratteristici propri. Stop.
Il fumetto resta sempre un mezzo espressivo. I fumetti sono fumetti e basta.
Ma non finisce qui.
In Italia c'è pure un altro sport nazionale che di tanto in tanto si pratica: additare ai fumetti l'origine primigenia di ogni tipo di nefandezza (es. omicidi, satanismo, violenza)... Qualcuno ricorderà le polemiche suscitate da quel numero di Alan Ford in cui si faceva rifermento ai delitti di Novi Ligure o al clamore dell'ottimo fumetto di Paolo Bacilieri, Supermaso, ispirato alla vicenda del giovane che aveva ucciso i genitori per intascare l'eredità.
In questo paese quando i fumetti raccontano la violenza della realtà suscitano quasi sempre aspre polemiche.
Probabilmente perchè dai fumetti ci si aspettano cose superficiali, al massimo del tenero intrattenimento per l'infanzia. Sicuramente il fumetto è anche un linguaggio "pregnante" che non può lasciare indifferenti i benpensanti. Certamente il fumetto in Italia è ancora un settore marginale (seppur in una fase di vivacità sul piano linguistico) con cui è facile prendersela contro e d'altro canto si porta ancora addosso un certo pregiudizio.
Insomma, il fumetto italiano è un pò come Calimero, tutti gli danno addosso, lui subisce, piagnucola un pò, ma non dovrebbe dimenticare che sono in tanti a volergli bene in fondo...

2 commenti:

marcoficarra ha detto...

Si, sono d'accordo con te sulla questione graphic novel, letteralmente "romanzo a fumetti". Il fumetto è un linguaggio che viene declinato in tanti modi.

GiovanniMarchese ha detto...

ecco! e infatti nessuno oserebbe porre questioni del tipo se la strip (es. I Peanuts) o il comic book (es. Spiderman) possano nuocere al fumetto! Come detto altrove quel che conta è se hai qualcosa e cose da dire e se la dici nella maniera e nel contesto appropriati, poi a quel punto se lo fai attraverso un romanzo a fumetti o un cartonato alla francese conta relativamente.